Il Santo del giorno, 24 Febbraio: Adele – Etelberto del Kent

Il 24 febbraio è il 55º giorno del Calendario Gregoriano. Mancano 310 giorni alla fine dell’anno (311 negli anni bisestili).

 

Festa religiosa del Cristianesimo, anche  per:

 

San Bettone di Sens, vescovo

Sant’ Evezio di Nicomedia, martire

San Modesto di Treviri, vescovo

San Pietro Palatino, martire

San Pretestato, vescovo

San Sergio di Cesarea, martire, protettore dei militari

San Mattia, apostolo per la Chiesa Anglicana e la Chiesa Luterana

San Maffeo martire della Giudea

Traslazione del capo di san Giovanni Battista per la Chiesa ortodossa e Chiesa greco-cattolica

Per oggi abbiamo scelto:

S. Adele d’Inghilterra

 

Adele di Normandia, o Adele di Blois, in francese Adèle d’Angleterre ou de Normandie ou de Blois (1062 circa o 1066/7 – 8 marzo 1137), fu contessa consorte di Blois, Châteaudun, Chartres e Meux, dal 1089 al 1102, poi fu reggente per conto del figlio Tebaldo, per altri dieci anni circa.

Secondo il monaco e cronista normanno Guglielmo di Jumièges, autore della sua Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, Adele era figlia del duca di Normandia e re d’Inghilterra, Guglielmo il Conquistatore, e di Matilde delle Fiandre (1032 – 1083), figlia di Baldovino V, conte delle Fiandre, e della sorella del re di Francia, Enrico I, Adele.

Guglielmo il Conquistatore, era l’unico figlio, illegittimo, del sesto signore della Normandia,  Roberto I e della sua concubina Arletta, di umili origini.

Fratelli di Lei furono quindi, i re d’Inghilterra, Guglielmo il Rosso e Enrico Beauclerc e il duca di Normandia, Roberto il Corto o il Cortacoscia.

Fu inoltre la madre di: Tebaldo il Grande, conte di Blois e conte di Champagne; Stefano, re d’Inghilterra; Enrico, vescovo di Winchester e legato papale per l’Inghilterra.

La sua data di nascita è stata sempre considerata tra il 1060 e il 1064, ma potrebbe anche essere nata dopo la conquista dell’Inghilterra da parte di suo padre. Fu tra i figli più giovani del Conquistatore e fu la sorella preferita dal quasi coetaneo re d’Inghilterra, Enrico Beauclerc, con cui molto probabilmente fu educata, anche nello studio del latino.

Tutti i cronisti dell’epoca confermano che Adele fu data in sposa a Stefano Enrico, e fu donna e sposa molto pia, anche se molto intraprendente e decisa.

Adele aiutò il marito nel governo delle contee e quando Stefano Enrico, nel settembre del 1096, partì per la Terra Santa, per la Prima Crociata assieme al cognato, il duca di Normandia, Roberto II, alla guida di un contingente di anglo-normanni e britanni, Adele fu la reggente di tutti i possedimenti del marito.

Stefano Enrico però, durante l’assedio di Antiochia, assieme ad altri crociati, ritenendo la loro situazione molto debole e la sconfitta certa, nel giugno del 1098, (o forse perchè malato) abbandonò i suoi compagni d’armi e riprese la via del ritorno a casa e quando incontrò il basileus di Costantinopoli, Alessio I Comneno gli riferì che la situazione era disperata convincendolo a tornarsene a Costantinopoli.

Poiché Stefano era tornato a casa senza adempiere il suo voto, Adele lo spinse ad unirsi alla Crociata del 1101, dove morì nella difesa della città dagli attacchi del visir egiziano Al-Afdal Shahanshah al neonato regno di Gerusalemme.

Dopo la morte del marito, siccome il figlio maggiore, Guglielmo, era di capacità intellettiva ritardata e balbuziente, Adele, per i suoi problemi mentali, lo diseredò e nominò erede il figlio maschio secondogenito, ancora minorenne, Tebaldo, divenendone la tutrice e governò le contee in nome del figlio per una decina d’anni.

In quello stesso periodo mise il figlio più giovane, Enrico, nel convento di Cluny. Mentre l’altro figlio Stefano fu inviato, nel 1111, alla corte d’Inghilterra presso lo zio, Enrico I, dove ottenne molti privilegi, sia in Inghilterra che in Normandia.

Adele, nel 1120, dopo che i figli ormai avevano raggiunto una buona posizione, si ritirò nel monastero di Marcigny. In quello stesso anno, la figlia, Lucia-Mahaut di Blois perì, il 25 novembre 1120, al largo della costa normanna del Cotentin, nel naufragio notturno, a causa dell’urto contro uno scoglio affiorante della Nave Bianca, con circa trecento persone a bordo, tra le quali un centinaio di nobili importanti.

Adele morì, nel 1137, dopo aver avuto la soddisfazione di vedere i suoi tre figli, Tebaldo il Grande, conte di Blois diventare anche conte di Champagne, Stefano, re d’Inghilterra, Enrico, vescovo di Winchester e legato papale per l’Inghilterra.

Fu inumata a Caen vicino alla tomba di sua madre, con la semplice dicitura «Adèle, fille du roi» (Adele, figlia del re).

 

S. Etelberto del Kent, o Ethelbert, (552 circa – 24 febbraio 616 o 618), è stato un sovrano anglosassone, re del Kent dal 580 o 590 alla morte. Nella Cronaca anglosassone viene definito Bretwalda (titolo con cui si definivano i re dell’antica Britannia).Dopo la sua morte, fu canonizzato.

Figlio di Eormenric, secondo la Cronaca Anglo-Sassone successe al padre sul trono del Kent, probabilmente attorno al 590.

La Cronaca Anglo-Sassone ricorda come, a un certo punto, egli abbia inutilmente cercato di strappare a Ceanwlin il dominio del Wessex. La sua condizione fu accresciuta dal matrimonio con Berta, figlia del merovingio Cariberto, re dei Franchi. Quest’unione, infatti, gli procurò un’alleanza con la più grande potenza europea del tempo.

L’influenza di Berta, che aveva portato con sé nel Kent il proprio cappellano Liudhard (o Letardo), potrebbe aver condotto all’invito rivolto al Papa san Gregorio Magno di inviare missionari da Roma.

Sant’Agostino di Canterbury giunse sull’isola di Thanet nel 597 ed Etelberto lo incontrò per la prima volta sotto una quercia: secondo le sue credenze, in questo modo egli avrebbe dissipato tutta la magia che i cristiani avrebbero potuto esercitare.Sebbene una tradizione dica che Agostino abbia battezzato Etelberto appena pochi giorni dopo il suo arrivo nel Kent, una lettera di Papa Gregorio a Berta suggerisce che ciò non sarebbe avvenuto prima del 601. In ogni caso, furono fondate chiese e convertite migliaia di persone.

Etelberto creò nel Kent anche il primo codice legislativo anglo-sassone scritto, che prevedeva la protezione della Chiesa e l’istituzione di un complesso sistema di indennità. Questo codice dimostra come il Kent fosse un regno relativamente organizzato e centralizzato.

Dopo la morte (tra il 616 e il 618), Etelberto fu canonizzato per il ruolo svolto nella reintroduzione del Cristianesimo in Inghilterra.

Il culto

Secondo il Martirologio Romano, il giorno dedicato al santo è il 24 febbraio:

« A Canterbury in Inghilterra, sant’Etelberto, re del Kent, che il vescovo sant’Agostino convertì, primo tra i principi inglesi, alla fede di Cristo. »

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