Bartolomeo (Galilea- Siria, I secolo) fu uno dei dodici apostoli. Viene chiamato con questo nome nei sinottici, mentre nel vangelo di Giovanni è indicato con il nome di Natanaele, sempre che si accetti l’identificazione tra questi due personaggi, cosa di cui alcuni studiosi dubitano. Era originario di Cana in Galilea, ma non vi sono indicazioni sulle date di nascita e di morte. Morì probabilmente in Siria tra il 60 e il 68 d.C.

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Marco d’Agrate, Statua di san Bartolomeo, Duomo di Milano

Tutto quello che si conosce di questo Apostolo proviene dai vangeli. Secondo il Vangelo di Giovanni egli era amico di Filippo, fu, infatti, questo a parlargli entusiasticamente del Messia quando gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret». La risposta di Bartolomeo fu molto scettica: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?» Ma Filippo insistette: «Vieni e vedrai». Bartolomeo incontrò Cristo e quanto gli disse fu sufficiente a fargli cambiare idea. Gesù: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Bartolomeo turbato gli chiese come facesse a conoscerlo e Gesù di rimando: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico». L’essere raggiunto da Cristo nei suoi pensieri più intimi, suscitò in lui un’immediata dichiarazione di fede: «Rabbi, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!» Gesù, allora, gli rispose «Perché ti ho detto che ti ho visto sotto il fico credi? Vedrai cose maggiori di questa».

Il suo nome compare poi nell’elenco dei dodici inviati da Cristo a predicare e, ancora, negli Atti degli Apostoli, dove viene elencato insieme con gli altri apostoli dopo la resurrezione di Cristo.

Da questo momento più nulla, solo la tradizione che racconta della sua vita missionaria in varie regioni del Medio Oriente, secondo alcuni, forse, si spinse fino in India, Azerbaigian, e Mesopotamia. Anche la morte è affidata alla tradizione che lo vuole ucciso, scuoiato della pelle, secondo alcune fonti da parte del re dei Medi nella regione della Siria, mentre altre fonti parlano dell’Azerbaigian.

Nel 264 le reliquie del santo giunsero a Lipari, quando era vescovo sant’Agatone, fino a quando vennero parzialmente disperse dagli arabi nel IX secolo; Nel 546 ricomparvero a Lipari e nell’838 a Benevento, dove il deposito delle reliquie del santo fu sempre conservato con devota e gelosa vigilanza anche in situazioni di grande pericolo.

A causa del supplizio a cui sarebbe stato condannato, lo si vede spesso raffigurato mentre viene scuoiato o con un coltello in mano.

La più nota scultura di san Bartolomeo è un’opera di Marco d’Agrate, un allievo di Leonardo, esposta all’interno del Duomo di Milano, in cui è appunto rappresentato scorticato con la Bibbia in mano; l’opera è caratterizzata dalla minuta precisione anatomica con cui viene reso il corpo umano privo della pelle, che è scolpita drappeggiata attorno al corpo, con la pelle della testa penzolante sulla schiena del martire.

Michelangelo, nel Giudizio Universale della Cappella Sistina, lo rappresenta con la propria pelle in mano; sulla maschera di volto che appare su questa pelle, si dice che l’artista abbia voluto porvi il proprio autoritratto.

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Michelangelo Buonarroti, San Bartolomeo scuoiato, nel Giudizio Universale della Cappella Sistina

 

 

Bartolomeo (che in ebraico sta per: figlio di Talmay) apostolo è invocato dai fedeli per proteggersi da diverse malattie cutanee: Herpes labiale e genitale, erisipela, pellagra ecc.

 

Bartolomeo apostolo è protettore di diverse attività artigiani che operano con coltelli e arnesi da taglio: Macellai, Cuoiai, Calzolai, Fabbricanti di guanti, Legatori di libri, Pellicciai, Sarti, Conciatori

 

 

Patrono di Sillano, Badia di Cantignano. Sono dedicate a San Bartolomeo, la processione di Ruota di Colle di Compito e la ‘Passeggiata di San Bartolomeo’ che interessa Matraia, Valgiano, S. Pietro a Marcigliano S. Andrea in Caprile e Petrognano.

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