Il Santo del giorno, 23 Gennaio: S.Emerenziana, invocata contro i mali del ventre

 

S. Sebastiano, S. Agnese, S. Emerenziana…in meno di una settimana abbiamo celebrato tre vite esemplari, legate tra loro: dalla loro esistenza, dal loro martirio, dala loro santità eroica!

 

 

di Daniele Vanni

 

 

Sant’Emerenziana

 

Vergine e Martire

Nascita      Roma, fine III secolo

Morte        Roma, 304 circa

Attributi     Giglio; Palma; Pietre sul grembo

Invocata per il mal di ventre e le malattie degli intestini

 

 

Agiografia

 

Le poche notizie biografiche sul conto di Emerenziana si devono in gran parte ad un racconto agiografico della passio latina di sant’Agnese, opera di un ignoto autore del V secolo, che narra le vicende successive alla morte della santa.

 

Secondo questo racconto, Emerenziana era una giovinetta avente la stessa età di Agnese, di cui era “sorella di latte”,il che non farebbe comunque pensare ad un vero e proprio legame parentale con la santa. Attestando che la morte di Agnese si collochi all’incirca nel 304, la nascita di Emerenziana sarebbe dunque da collocare intorno al 291-292.

Al contrario della coetanea, la santa, pur essendo cristiana, era ancora catecumena,poiché non aveva ancora ricevuto il sacramento del battesimo.

Secondo un racconto della passione di sant’Agnese, Emerenziana era tra i fedeli che parteciparono ai funerali della giovane martire.

Un’improvvisa aggressione da parte di pagani fanatici disperse i cristiani accorsi per accompagnare Agnese alla sepoltura. Segno, però, che se si doveva aspettare ancora una decina d’anni, per avere la possibilità di celebrare riti cristiani all’aperto, palesemente, già lo si faceva!

Emerenziana, invece di fuggire, apostrofò coraggiosamente gli assalitori, finendo però lapidata.

I genitori di sant’Agnese ne seppellirono il corpo nei pressi sui limiti della loro proprietà.

Purtroppo il racconto non è del tutto attendibile.

Gli unici elementi del racconto relativi a Emerenziana sono il nome della santa, il suo martirio, quale che ne sia stata la forma, la sua sepoltura nei pressi del sepolcro di sant’Agnese, a Roma sulla via Nomentana nel cimitero presso il quale Costanza, figlia di Costantino fondò una basilica in suo onore, poco lontano dal sepolcro di s. Agnese

 

 

 

Non c’è dubbio, conclude l’autore della leggenda, scritta nel V° sec., enunciando la dottrina sul Battesimo di sangue, che Emerenziana sia stata battezzata nel suo sangue, essendo morta per la difesa della giustizia, confessando il Signore.

Indipendentemente dalla passio, e prima di essa, Emerenziana è con sicurezza attestata dal Martirologio Geronimiano, che, nella sua redazione più antica, la ricorda in un gruppo di martiri del Coemeterium Maius sulla Via Nomentana e da un’epigrafe proveniente dallo stesso cimitero.

Il Geronimiano al 16 settembre reca: “Romae, via Nomentana ad Capream, in cimiterio maiore Victoris, Felicis, Alexandri, Papiae, Emerentianetis”; Un’epigrafe, trovata mutila presso Ponte Rotto e solo recentemente completata del frammento mancante ritrovato negli scavi del Coemeterium Maius, fa eco alla commemorazione liturgica del martirologio.

Anche nella iconografia dello stesso Cimitero Maggiore, (del IV sec., quindi precedente alla leggenda) Emerenziana appare costantemente in gruppo con gli altri martiri nelle raffigurazioni più antiche.

Così su due pitture assai guaste e su una transenna votiva scoperte nel 1855, si trovano cinque santi riuniti.

Una riprova dell’avvenuto cambiamento si ha negli itinerari del sec. VII, che ricordano Emerenziana in primo luogo tra i martiri del Coemeterium Maius, testimoniando anche della ecclesia o basilica, eretta sul suo sepolcro.

L’Itinerarium Salisburgense, parlando della via Nomentana, reca: “et postea vadis ad orientem, quousque pervenies ad s. Emerenziana martyrem, quae pausat in ecclesia sursum et duo martyres in spelunca deorsum, Victor et Alexander”.

 

Le reliquie di Emerenziana furono trasferite nel sec. IX, nella basilica di S. Agnese, dove riposava ora la “sua sorella di latte”.

Paolo V nel 1615 ordinò un’artistica cassa d’argento, in cui fece racchiudere i corpi delle due sante e che fu collocata sotto l’altare maggiore.

Altre chiese in Roma hanno conservato il ricordo della martire: S. Agnese a Piazza Navona, dove le fu dedicato un altare nel 1123; S. Pietro in Vincoli, dove sarebbe conservata la testa; S. Maria in Campitelli, dove si mostra un suo dito; appunto S. Emerenziana (sita nell’omonima piazza), che possiede parte delle reliquie.

In Spagna, in Germania, a Bruxelles, si pretende di avere sue reliquie. Secondo le Vies des Saints, in Francia, nella regione dell’Anjou, nel sec. XII, esisteva una cappella a lei dedicata, che il re Luigi XI dotò di alcune sue reliquie nel 1472.

Poiché tardive leggendecomplicarono il martirio di Emerenziana raccontando, che le era stato squarciato il ventre, ella fu invocata, specialmente in Francia, contro il mal di ventre.

Il culto per sant’Emerenziana inizia intorno all’VIII secolo a seguito dell’istituzione di una speciale commemorazione liturgica in suo onore il 23 gennaio, due giorni dopo la festa di sant’Agnese.

 

Spesso viene rappresentata come una giovane fanciulla con delle pietre sul suo grembo, o reggente una palma o un giglio.

 

 

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