Il Santo del giorno, 23 Aprile: San Giorgio

San Giorgio, festa patronale di oltre cento comuni italiani, nonché della Catalogna e dell’Inghilterra (che per la sua Marina ne ha adottato la bandiera!)

 

S.Giorgio, Carlo Crivelli

 

San Giorgio! Era il grido di battaglia dei Genovesi che tante volte si scontrarono anche con Lucca per i possedimenti versiliesi e in Lunigiana.

Ma quello di oggi è un santo particolare! Nato in Cappadocia, tra il 275 ed il 285 circa e morto a Nicomedia, il 23 aprile 303 è  venerato come santo megalomartire (grande martire riconosciuto da più chiese) . E’ infatti onorato anche dai Musulmani con il titolo di “profeta”. Il suo culto è molto diffuso ed è antichissimo.

Giorgio era originario della Cappadocia (regione dell’odierna Turchia), figlio di Geronzio, persiano, e Policromia, cappadoce, nato verso l’anno 280. I genitori lo educarono alla religione cristiana. Trasferitosi in Palestina, si arruolò nell’esercito dell’imperatore Diocleziano, comportandosi da valoroso soldato fino al punto di giungere a far parte della guardia del corpo dello stesso Diocleziano, divenendo ufficiale delle milizie. Il martirio sarebbe avvenuto sotto Diocleziano stesso, il quale avrebbe convocato settantadue re! per decidere che misure prendere contro i cristiani.

Giorgio donò ai poveri tutti i suoi averi e, davanti alla corte, si confessò cristiano; all’invito dell’imperatore di sacrificare agli dei si rifiutò: secondo la leggenda venne battuto, sospeso, lacerato e gettato in carcere, dove ebbe una visione di Dio che gli predisse sette anni di tormenti, tre volte la morte e tre la resurrezione!

Tagliato in due con una ruota piena di chiodi e spade, Giorgio resuscitò operando la conversione del magister militum Anatolio con tutti i suoi soldati, che vennero uccisi a fil di spada; entrò in un tempio pagano e con un soffio abbatté gli idoli di pietra; convertì l’imperatrice Alessandra che venne martirizzata.

A richiesta del re Tranquillino, Giorgio risuscitò due persone morte da quattrocentosessant’anni, le battezzò e le fece sparire. L’imperatore Diocleziano lo condannò nuovamente a morte e il santo, prima di essere decapitato, implorò Dio che l’imperatore e i settantadue re fossero inceneriti; esaudita l a sua preghiera, Giorgio si lasciò decapitare promettendo protezione a chi avesse onorato le sue reliquie, le quali sono conservate in una cripta sotto la chiesa cristiana (di rito greco-ortodosso) a Lydda (l’odierna Lod, in Israele).

Nella Leggenda Aurea, Raccolta medioevale di biografie composta da Jacopo da Varazze, vescovo proprio di Genova) si legge di uno stagno in Libia dove viveva un drago, al quale i pastori doveva dare in pasto due pecore al giorno. La cosa strana è che la storia riporta il fatto di alcuni legionari romani divorati proprio da una specie di mostro in un lago sulla costa africana del Mediterraneo, vicino a Cartagine: ucciso dagli stessi Romani e portata la pelle a Roma, questa misurava ben 13 metri! Il Cavaliere Giorgio al contrario dell’iconografia classica non uccide il drago, ma lo conduce come un cagnolino ponendogli la sua cintura al collo!

 

Enrico-Merli: San Giorgio e il drago

l nome di san Giorgio era invocato contro i serpenti velenosi, la peste, la lebbra e la sifilide e, nei paesi slavi, contro le streghe.

San Giorgio non è il patrono dei Genovesi, ma essi lo veneravano fin dalla Prima Crociata dove era apparso loro durante una battaglia, dove andarono in soccorso proprio degli Inglesi che adottarono, come la Repubblica marinara ligure, la stessa bandiera bianca-rosso-crociata di San Giorgio.

 

 

Il 23 aprile è il 113º giorno del Calendario Gregoriano (il 114º negli anni bisestili). Mancano 252 giorni alla fine dell’anno.

Per la nostra religione, oggi si celebrano anche altri santi:

Sant’Adalberto di Praga, vescovo e martire

San Gerardo di Toul, vescovo

San Giorgio di Suelli, vescovo

San Jón Ögmundsson, vescovo

San Marolo, arcivescovo di Milano

Santa Norina, badessa a Vieira

Maria Gabriella Sagheddu, beata

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