Il Santo del giorno, 22 Ottobre: Elodia, Donato da Fiesole

 

Nunilone e Alodia (o Elodia) erano due sorelle gemelle vissute in Aragona nel IX secolo e decapitate per il rifiuto di convertirsi all’islamismo. Sono venerate come sante dalla Chiesa cattolica.

Figlie di padre musulmano e madre cristiana, di famiglia nobile o comunque benestante, nacquero nel territorio di Huesca durante la dominazione araba della penisola iberica[2]. In base alla sharia, esse erano fin dalla nascita musulmane perché figlie di padre musulmano; tuttavia la madre le educò alla fede cristiana.

Essendo morto il padre quando erano ancora piccole, furono accusate (forse per una questione di eredità) di apostasia; e poiché rifiutavano di riconoscersi musulmane, furono condannate a morte e decapitate nella fortezza di Al-Qasr (oggi Alquézar), probabilmente il 21 o il 22 ottobre dell’anno 851.

La devozione verso queste giovanissimi martiri cominciò subito. Già nell’anno 860 le loro reliquie furono trasferite nel Monastero di S.Salvatore di Leyre in Navarra (la quale aveva conquistato l’indipendenza pochi decenni prima).

 

 

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Donato di Fiesole detto anche Donato di Scozia o di Irlanda (Irlanda, VIII secolo – Fiesole, tra l’874 e l’877) è stato un vescovo cattolico e scrittore irlandese, proclamato santo dalla Chiesa cattolica.

Nell’816 partì dall’Irlanda e, nella sua peregrinazione, arrivò a Roma. Nel viaggio di ritorno, si fermò in Toscana, a Fiesole, città che aveva subito un’incursione normanna[senza fonte] col conseguente saccheggio e da questa situazione fu motivato a restare. Secondo la tradizione fu eletto vescovo (829) nella cattedrale di Fiesole, tra l’acclamazione unanime dei fiesolani e ricoprì questa carica per quasi quarantasette anni, dall’828 all’875. Sotto il suo episcopato Fiesole si risollevò dai danni subiti durante l’invasione dei Normanni[senza fonte]. Nell’850 assisté all’incoronazione fatta da Papa Leone IV a Ludovico II dal quale, nell’866, ottenne aiuti per la sua diocesi. Fu presente al Concilio Romano dell’861 indetto da papa Niccolò I per giudicare l’arcivescovo di Ravenna Giovanni VII accusato di abuso di potere dai suoi vescovi suffraganei.

Sotto di lui, nell’854, la contea di Fiesole venne fusa con quella di Firenze ma, pur perdendo la giurisdizione politica e fiscale sul territorio della ex contea di Fiesole, Donato riuscì a mantenere di competenza vescovile la sovranità sulla città e, in più, ottenne la contea di Turicchi in Val di Sieve. Pertanto Donato fu l’ultimo dei conti di Fiesole e il primo dei conti di Turicchi.

Fondò la Chiesa di santa Brigida a Piacenza, fra l’826 e l’850, per i pellegrini irlandesi, donandola poi all’Abbazia di San Colombano di Bobbio. Preparò lui stesso il proprio epitaffio, nel quale si dichiarò sangue degli Scoti (Irlandesi) e scrisse la Vita di santa Brigida di Kildare e un poema dedicato all’Irlanda.

Alla sua morte fu sepolto nella vecchia cattedrale, all’interno della cappella di san Romolo, e in questo luogo restò fino al 1817, allorché fu trasportato nel Duomo di Fiesole.

Si ricordano di lui un ritratto in terracotta invetriata di Luca della Robbia presso il seminario di Fiesole e un suo busto alla Badia Fiorentina. Inoltre gli era dedicato l’oratorio omonimo accanto alla chiesa del Convento di San Domenico che era sede di una compagnia a lui intitolata e che poi si spostò presso la Badia Fiesolana.

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