Il Santo del giorno, 21 Gennaio: S. Agnese, della Gens Claudia e quindi forse l’unica santa…etrusca!

 

 

 

Agnese (Roma, 290-293 – Roma, 21 gennaio 305) era, secondo la tradizione latina, una nobile appartenente alla gens Claudia(un’importante famiglia romana, di antica origine sabina secondo le stesse fonti latine, di origine etrusca proveniente da Caere secondo recenti scoperte archeologiche.

La Famiglia, sempre al vertice di Roma, dette, solo per fare dei nomi, imperatori come Tiberio, Claudio, Caligola.

La Santa, che subì il martirio durante la persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano all’età di 12 anni.

 

 

Nome

 

Deriva da Agnes, forma latinizzata del nome greco antico Ἁγνή (Hagnḗ), basato sull’aggettivo ἁγνός (hagnós, “puro”); il significato è quindi “pura”, “casta”.

Il nome venne in seguito associato al termine latino agnus, “agnello“, motivo per il quale sant’Agnese viene raffigurata, nelle sue iconografie, con un agnello.

Alcune fonti, basandosi sul fatto che la figura di sant’Agnese potrebbe essersi originata dalla cristianizzazione di qualche dea pagana, nonché sul fatto che la latinizzazione da Ἁγνή (Hagnḗ) ad Agnes è piuttosto peculiare (avrebbe dovuto essere Hagna), ipotizzano derivazioni diverse del nome, ricollegandolo ad esempio a quello dealla dea celtica Anu.

 

La forma Ines, di origine spagnola, si è diffusa in diversi altri paesi, entrando nell’uso comune di diverse lingue al di fuori della penisola iberica. Il nome Nancy, che era in origine un diminutivo di Annis, forma medievale di Agnes, è stato in seguito associato ad Anna, e ad oggi è usato come nome indipendente.

Vita

 

Molto varie e talvolta contrastanti sono le notizie circa la sua vita e il suo martirio.

Secondo alcuni il figlio del Prefetto di Roma si era invaghito di Agnese senza essere ricambiato, avendo la giovane fatto voto di castità a Gesù. Dopo il rifiuto della ragazzina, il padre del giovane, saputo del voto di castità, le impose la clausura fra le Vestali, con le quali avrebbe dovuto rendere culto alla dea che proteggeva la città di Roma. Al rifiuto di Agnese, il prefetto l’avrebbe fatta rinchiudere in un postribolo. Qui però nessun cliente aveva osato toccarla, tranne un uomo che la tradizione religiosa vuole accecato da un angelo bianco, cui però successivamente, per intercessione della stessa Agnese, Dio rese la vista.

La tradizione agiografica racconta anche che Agnese, accusata di magia, fu a quel punto condannata al rogo, ma le fiamme si divisero sotto il suo corpo senza neppur lambirlo ed i suoi capelli crebbero tanto da coprire la sua nudità.

 

Dopo questo “miracolo”, Agnese fu trafitta con colpo di spada alla gola.

Dopo la sua morte, il suo corpo fu sepolto nella catacomba oggi nota come Catacomba di Sant’Agnese.

 

Culto

 

Di lei, nell’inno Agnes Beatae Virginis scrive sant’Ambrogio:

 

« In morte vivebat pudor

vultumque texerat manu

terram genu flexo petit

lapsu verecundo cadens »

 

 

« La pudicizia viveva anche nella morte

si coprì il volto con la mano

cadde a terra in ginocchio

e fu vereconda anche nel cadere »

 

(Sant’Ambrogio)

 

Il suo nome è inserito nel Canone romano. Nel Martirologio romano è riportato lo scritto di san Girolamo che di lei dice:

 

« Memoria di sant’Agnese, vergine e martire, che, ancora fanciulla, diede a Roma la suprema testimonianza di fede e consacrò con il martirio la fama della sua castità; vinse, così, sia la sua tenera età che il tiranno, acquisendo una vastissima ammirazione presso le genti e ottenendo presso Dio una gloria ancor più grande; in questo giorno si celebra la deposizione del suo corpo. »

 

Nel giorno della sua celebrazione, il 21 gennaio, la liturgia riporta questa antifona al Magnificat:

 

« Stans beata Agnes in medio flammae, expansis manibus, orabat ad Dominum: Omnipotens, adorande, colende, tremende, benedico te et glorifico nomen tuum in aeternum »

 

« Sant’Agnese, in piedi in mezzo al fuoco, aprendo le mani, pregava il Signore: Onnipotente, degno di adorazione, di lode e di timore, benedico te e glorifico il tuo nome in eterno »

 

(dal Magnificat)

 

Ad Agnese sono dedicati, a Roma, la Chiesa di Sant’Agnese in Agone, in piazza Navona, il luogo supposto del martirio, e il complesso monumentale di Sant’Agnese fuori le mura, fatto erigere dalla principessa Costantina, figlia dell’imperatore Costantino I, sulle catacombe nelle quali fu sepolto il suo corpo.

Qui, ogni anno il 21 gennaio, due agnelli allevati da religiose vengono benedetti e offerti al papa, perché dalla loro lana siano tessuti i palli dei patriarchi e dei metropoliti del mondo cattolico.

 

Sant’Agnese è la patrona delle vergini, delle fidanzate, dei giardinieri, dei tricologi e dell’Ordine della Santissima Trinità o Trinitari Scalzi (un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i frati di quest’ordine mendicante, detti popolarmente Trinitari, fondati dal francese Giovanni de Matha(1154-1213), con una propria Regola, e approvato da papa Innocenzo III nel 1198 con la bolla Operante divine dispositionis. cofondatore dell’ordine è considerato Felice di Valois, pospongono al loro nome la sigla O.SS.T. Dopo il Concilio Vaticano II, l’Ordine Trinitario ha iniziato un forte processo di rinnovamento. Le nuove Costituzioni, approvate nel 1983 e confermate dal Vaticano nel 1984, hanno raccolto il carisma originario, aggiornandolo al mutare dei tempi e definendo gli elementi essenziali dell’identità trinitaria:

 

la Santissima Trinità quale fonte inesauribile della carità che si traduce nel servizio della redenzione e misericordia;

la vocazione trinitaria come la chiamata ad essere testimoni di Cristo, mostrando che il Dio di Gesù è amore, libertà, comunione, Trinità;

il servizio di liberazione realizzato in vari modi: ascoltando le nuove forme di schiavitù (prostituzione, alcolismo, tossicodipendenza, ecc.); assistendo i cristiani dubbiosi; svolgendo il compito di evangelizzazione, sia in paesi di missione come nei paesi di tradizione cristiana; partecipando alla liberazione degli indigenti dalla condizione di povertà.

Al 31 dicembre 2005, l’ordine contava 102 conventi e 585 religiosi, 388 dei quali sacerdoti.). Anche l’Almo collegio Capranica, tradizionalmente costruito sul luogo della sua casa natale, la venera come patrona.

 

A L’Aquila è patrona della Festa di Sant’Agnese e delle Malelingue.

 

 

 

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