Il Santo del giorno, 20 Settembre: S. Candida, da Como e da Cartagine – Santi Spazio, Asiano e Andrea, martiri, dati in pasto ai cani a Costantinopoli

foto: L’immagine è un dettaglio dell’illustrazione Artemio, Candida e Paolina davanti ai santi Marcellino e Pietro (del XV secolo). La donna alla destra di Artemio è Santa Candida, patrona di Ventotene. Il suo culto, la sua storia e la festa che le viene dedicata sono parti fondamentali della cultura e delle tradizioni dell’isola.

Una Candida, martire a Cartagine, sotto Massimiano, cesare e poi pari di Diocleziano e quindi verso l’inizio del IV°, fine del III° secolo.

Una mistica, a Como, che viveva in preghiera e austerità e morì a Brescia un paio d’anni prima di Leonardo.

Infine i tre martiri, dati in pasto ai cani a Costantinopoli, sotto Leone l’Isaurico, Imperatore d’Oriente fino al 741, durante la lotta iconoclasta. Guarda caso! l’anno prima dell’inizio della leggenda del Volto Santo di Lucca!

 

In verità, quando si parla di: Candida(semplice, innocente, dal latino), in senso di santità, ci si riferisce a due donne, delle quali poco sappiamo: una, martire a Cartagine, l’altra, beata, da Como.

Candida da Cartagine

Secondo il Martirologio Romano, subì il martirio a Cartagine, al tempo dell’imperatore Massimiano, il 20 settembre, d’un anno imprecisato.

Il tutto si trova solo in alcuni documenti antichi.

Da una spiaggia bellissima: Cartagine, ad un’altra altrettanto bella e famosa per essere divenuta terra di confino, e neppure troppo duro, per gli antifascisti: Ventotene, di cui Candida è patrona.

La leggenda racconta che nel IV secolo, durante la persecuzione dei cristiani, Cartagine venne rasa al suolo e una giovanetta di nome Candida, insieme ad altri cristiani, venne deportata a Roma, torturata e martirizzata a Ponza. Il suo corpo fu gettato in mare e ritrovato il 20 settembre nella vicina isola di Ventotene, presso la Cala del Pozzillo. Nel 1774 i Borbonici edificarono la chiesa e la intitolarono in suo onore, quale Santa Patrona dei pescatori e dei contadini.

La storia particolare della Santa

Durante il regno di Diocleziano (anno 302), Artemio era il custode del carcere dove era rinchiuso Pietro l’esorcista. La figlia di Artemio, Paolina, era posseduta da un demone. Pietro sfidò Artemio: gli disse che, se Dio lo avesse liberato dalle catene, Artemio si sarebbe convertito.Artemio tornò a casa e, deridendo Pietro, raccontò l’accaduto a sua moglie Candida (la quale, invece, sperava che Pietro riuscisse a salvare sua figlia). Fatto sta che Pietro comparve loro davanti e, con la croce, scacciò il demone dal corpo di Paolina.Artemio, Candida e Paolina si convertirono, facendosi battezzare da Marcellino. In quell’epoca, i cristiani era perseguitati e quindi il giudice Sereno li fece arrestare. I tre non rinnegarono la loro fede. Allora, il giudice Sereno fece seppellire vive le due donne in un grotta e, tempo dopo, face decapitare Artemio.

Secondo la leggenda, il corpo senza vita di Candida, recuperato dai Romani e gettato in mare, sarebbe stato ritrovato sulla costa di Ventotene.

I festeggiamenti per Santa Candida sono solenni e coinvolgono tutta la popolazione. Cominciamo il 10 e si concludono il 20 settembre, con una solenne processione per le vie dell’isola e il lancio di coloratissime mongolfiere di carta velina interamente dipinte a mano meglio conosciute a Ventotene come “o’pallon”, realizzate durante l’anno dai ragazzi di Ventotene e sono una sfida tra le scuole dell’isola sul pallone di carta più bello per forma, dimensione, ma anche sulla tecnica di lancio e sulle decorazioni. Suggestiva è anche la processione della Barca di Santa Candida fino al luogo in cui si narra fu ritrovato il corpo della Santa.

                      

Beata Candida da Como

Da un antico codice del monastero di S. Croce in Brescia, si sa che ella nacque a Como, e la sua figura di monaca agostiniana è sobriamente delineata nel Martirologio comense al 20 settembre, suo probabile dies natalis.

Giovanissima, si asteneva dalle carni, viveva in insolita austerità e in continua preghiera (anche notturna), vincendo le tentazioni diaboliche. Entrata nel monastero della S. Croce a Brescia, fu arricchita di nuove grazie da Dio, ebbe delle visioni del Cristo benedicente e il dono delle profezie.

Morì nel 1515, in giorno e mese a noi ignoti, mentre Brescia teneva accuratamente serrate e custodite le sue porte, per tema di essere nuovamente invasa e saccheggiata dai nemici.

Santi Ipazio, Asiano e Andrea, martiri

Nel Martirologio Romano, si registra, semplicemente, come se il martirio fosse cosa semplice! che a Costantinopoli, santi martiri Ipazio e Asiano, vescovi, e Andrea, sacerdote, che per aver difeso il culto delle sacre immagini, sotto l’imperatore Leone l’Isaurico, dopo crudeli e atroci torture, furono dati in pasto ai cani!

La Chiesa coreana ha la caratteristica forse unica, di essere stata fondata e sostenuta da laici; infatti agli inizi del 1600 la fede cristiana comparve in Corea tramite le delegazioni che ogni anno visitavano Pechino in Cina, per uno scambio culturale con questa Nazione, molto stimata in tutto l’Estremo Oriente.

E in Cina i coreani vennero in contatto con la fede cristiana, portando in patria il libro del grande padre Matteo Ricci “La vera dottrina di Dio”; e un laico, Lee Byeok grande pensatore, ispirandosi al libro del famoso missionario gesuita, fondò una prima comunità cristiana molto attiva.

Intorno al 1780, Lee Byeok pregò un suo amico Lee-sunghoon, che faceva parte della solita delegazione culturale in partenza per la Cina, di farsi battezzare e al ritorno portare con sé libri e scritti religiosi adatti ad approfondire la nuova fede.

Nella primavera del 1784 l’amico ritornò con il nome di Pietro, dando alla comunità un forte impulso; non conoscendo bene la natura della Chiesa, il gruppo si organizzò con una gerarchia propria celebrando il battesimo e non solo, ma anche la cresima e l’eucaristia.

Informati dal vescovo di Pechino che per avere una gerarchia occorreva una successione apostolica, lo pregarono di inviare al più presto dei sacerdoti; furono accontentati con l’invio di un prete Chu-mun-mo, così la comunità coreana crebbe in poco tempo a varie migliaia di fedeli.

Purtroppo anche in Corea si scatenò ben presto una persecuzione fin dal 1785, che si incrudeliva sempre più, finché nel 1801 anche l’unico prete venne ucciso, ma questo non bloccò affatto la crescita della comunità cristiana.

Il re nel 1802 emanò un editto di stato, in cui si ordinava addirittura lo sterminio dei cristiani, come unica soluzione per soffocare il germe di quella “follia”, ritenuta tale dal suo governo.

Il primo germe della fede cattolica, portato da un laico coreano nel 1784 al suo ritorno in Patria da Pechino, fu fecondato sulla meta del secolo XIX dal martirio che vide associati 103 membri della giovane comunità. Fra essi si segnalano Andrea Kim Taegon, il primo presbitero coreano e l’apostolo laico Paolo Chong Hasang. Le persecuzioni che infuriarono in ondate successive dal 1839 al 1867, anziché soffocare la fede dei neofiti, suscitarono una primavera dello Spirito a immagine della Chiesa nascente. L’impronta apostolica di questa comunità dell’Estremo Oriente fu resa, con linguaggio semplice ed efficace, ispirato alla parabola del buon seminatore, dal presbitero Andrea alla vigilia del martirio. Nel suo viaggio pastorale in quella terra lontana il Papa Giovanni Paolo II, il 6 maggio 1984, iscrisse i martiri coreani nel calendario dei santi.

 

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