Il Santo del giorno, 20 Ottobre: S. Cornelio, il centurione romano che incontra Pietro

 

Cornelio era un centurione romano, secondo gli Atti degli Apostoli, primo fra i pagani a convertirsi al cristianesimo.

Ed ad essere battezzato, nientemeno che da Pietro!

La sua storia è raccontata negli Atti degli Apostoli al capitolo 10.

 

Non sono pochi i santi e i martiri che si fanno risalire a soldati e centurioni romani. Addirittura si parla della decimazione o della strage intera della Legione Tebea che si sarebbe convertita seduta stante al Cristianesimo, rifiutandosi di sacrificare agli Dei, prima della battaglia e quindi annientata nel martirio, nelle valli alpine!

Piacerebbe sapere chi si prese la briga di uccidere cinque o settemila soldati tra i più tecnologici, preparati ed agguerriti che il mondo militare abbia mai visto sulla Terra, che erano, secondo la leggenda divenuti sì buoni cristiani e quindi prontissimi a porgere l’altra guancia, ma, senza un intervento divino, la vedo difficile che si facessero disarmare anche da commmilitoni che come minimo dovevano essere in egual numero, quindi da un’inera altra legione e poi trucidare sul posto senza opporre resistenza! E non si ha memoria successiva di un comportamento così docile e…cristiano, dopo Duemila anni di Cristianesimo, che invece mostra la corda e che è bello studiare e capire, nei suoi iniziali tempi eroici iniziali!

Credo che tutti questi esempi di soldati-convertiti-martiri, stiano a significare che il vero nerbo dello stato romano, l’esercito, stesse portandosi su valori nuovi, fatto che assieme all’incredibile cupidigia di potere di imperatori ed antiimperatori (che pressto vedremo sostituiti da Papa ed antiPapi! perché la sete di potere non si estingue certo con i Pagani e con i Romani!!) determinerà la fine dell’Impero Romano, almeno quello di Occidente.

Cornelio che ricordiamo oggi, era, secondo il racconto, un centurione romano noto come uomo pio e timorato, che pregava ed era generoso nelle elemosine. La sua residenza era a Cesarea di Palestina, sede del governatore romano e apparteneva alla coorte detta «Italica».

Di lui è detto che era della coorte Italica, per sottolineare così la sua origine estranea al giudaismo, ma anche “timorato di Dio”.

Gli Atti degli Apostoli narrano che, un giorno, verso le tre del pomeriggio, mentre pregava Dio desideroso di conoscerne la volontà, ebbe la visione di un angelo che gli disse di mandare degli uomini a Giaffa (Ioppe) per invitare nella sua casa un uomo di nome Simone detto anche Pietro, il quale l’avrebbe istruito su quanto chiedeva.Cornelio inviò allora due servitori ed un soldato alla sua ricerca. Pietro l’Apostolo, che era in visita alle Chiese della Giudea, aveva nel frattempo avuto una visione simbolica che gli chiariva la volontà di Dio sull’ammissione dei Gentili nella Chiesa.Pertanto incontrati i messi di Cornelio, accettò l’invito e venne a Cesarea nella sua casa. Entrato, si mise a predicare il Vangelo e mentre parlava lo Spirito Santo scese su tutti i presenti, manifestandosi con il dono delle lingue.Questi ricevettero allora lo Spirito Santo che si effuse su di loro nelle sue forme carismatiche più evidenti: “parlavano lingue e glorificavano Dio”.

Pietro ordinò in quel momento che tutti i presenti fossero battezzati.

Da qui ebbe inizio l’evangelizzazione dei «gentili».

L’evento ha un’importanza fondamentale nella storia della Chiesa che si apriva così agli “incirconcisi” come ai “circoncisi”, liberandosi dell’antico formalismo e peserà nelle decisioni in seguito prese nel concilio di Gerusalemme.

 

Share