Il Santo del giorno, 2 Agosto: S. Eusebio, il santo di: “Per grazia ricevuta” – il Perdono d’Assisi

 

I primi due giorni di agosto sono dedicati al Perdono d’Assisi, la pratica richiesta (con preveggenza…turistica!) dallo stesso Francesco a Papa Onorio nel 1216: per avere il perdono totale dei peccati, basterebbe andare a visitare la Porziuncola ed una convento francescano, poi confessarsi, comunicarsi e recitare tutta una serie di preghiere.

Una fede un pò ingenua, come il protagonista del meraviglioso film di Manfredi, aveva per il “suo” S.Eusebio.

 

di Daniele Vanni

 

Scusatemi: non credo di essere blasfemo. Anzi: semmai il contrario, perché “Per grazia ricevuta” è un film dalla religiosità profondissima! Quindi, permettetemi, ma quando sento parlare di Sant’Eusebio, a me la mente va al capolavoro, l’apice della sua carriera, di Nino Manfredi. E alla celeberrima canzonetta di “Viva, viva Sant’Eusebio, protettore dell’anima mia…”. Non a caso Manfredi, per andare così in profondo, con una trama, in fondo, così semplice, prendeva dalla radice della propria vita, traendo a piene mani dalla sua  infanzia in Ciociaria, all’esistenza del suo paese radicato, anche nella fede, all’antichissimo popolo dei Volsci! Con ambientazioni filmiche, oggi si chiamano location, all’Abbazia di San Cassiano, situato su una gola del fiume Nera, nelle vicinanze di Stifone di Narni. Allo Speco di San Francesco nei pressi di Sant’Urbano di Narni, che ci riporta alla seconda celebrazione di oggi: il Perdono di Assisi.

Chissà a quale Sant’Eusebio intendeva riferirsi Manfredi! Di santi con tale nome se ne annoverano almeno 43!

E’ vero che questo era vescovo e quindi la rosa si restringe. Ma sono sempre tanti!

Invece, per quanto riguarda le straordinarie processioni devozionali del film, ce ne sono così tante le sud del Lazio, che c’è l’imbarazzo della scelta! Esiste anche un martire cristiano, di origini romane, ma noi, per restare al vescovo, scegliamo: Sant’Eusebio di Vercelli(Sardegna, 283 circa – Vercelli, 1º agosto 371) il primo vescovo dell’allora appena sorta Arcidiocesi di Vercelli del IV secolo, patrono di Vercelli oltre che primo vescovo e patrono della intera regione Piemonte. Esponente principale della lotta contro l’eresia ariana, fu anche fondatore del sito dove sorgerà il futuro (va visitato con la neve per vedere qualcosa di trascendentale!) Santuario di Oropa (vicino a Biella) e del culto mariano della Madonna nera in Piemonte. Secondo la tradizione agiografica, Eusebio nacque in Sardegna quindi si sarebbe trasferito con la madre e la sorella minore a Roma, subito dopo il martirio di suo padre: nell’Urbe, egli fu prima lettore, ordinato sacerdote da papa Marco e consacrato vescovo da Giulio I (15 dicembre 345). Non si hanno notizie del suo episcopato prima del 354, tuttavia egli viene menzionato ufficialmente in una lettera da Sant’Ambrogio, che lo elogia per aver imposto agli ecclesiastici della sua diocesi la vita comune, come per i monaci, secondo il modello delle chiese orientali: per questo motivo, è anche onorato come cofondatore del loro ordine dai Canonici Regolari di Sant’Agostino.

Nel primo cristianesimo piemontese, Eusebio divenne uno strenuo oppositore dell’arianesimo, nonché sostenitore del simbolo niceno. Fu inviato da papa Liberio, insieme al vescovo Lucifero di Cagliari in missione dall’imperatore Costanzo II, per chiedergli la convocazione di un concilio che mettesse fine alla controversia tra ariani (peraltro sostenuti dallo stesso imperatore) e gli ortodossi orientali, al quale Eusebio fu teologicamente più affine. Tale concilio si celebrò a Milano nel 355 ma, essendo i vescovi ariani in maggioranza, Eusebio si rifiutò di sottoscriverne gli stessi editti conclusivi. Ne nacque quindi un conflitto con Costanzo II, che fu costretto a esiliarlo in Terra santa, e precisamente a Scitopoli, in Palestina. Qualche anno dopo fu poi trasferito in Cappadocia, quindi nella Tebaide egizia, fino al 361, anno della morte di Costanzo II. Il suo successore, l’imperatore Giuliano, mise fine al suo esilio, e gli consentì, quindi, di riprendere possesso della sua sede vescovile. Tornato in Piemonte, Eusebio si portò dietro il culto orientale dell’allora appena sorta iconografia della venerazione mariana della Madonna Nera, il cui volto scuro ha varie ipotesi di origine. Secondo questa tradizione, lo stesso si portò dietro dalla Terra santa una di queste raffigurazioni, probabilmente una statua, durante una delle fughe dalle persecuzioni ariane; sempre secondo la tradizione, tale statua fu inizialmente nascosta presso la cittadina valdostana di Fontainemore, località ancor oggi devota a tale culto, e quindi custodita sui monti biellesi presso quello che, in futuro, si svilupperà come il noto sito del Santuario di Oropa. L’ultima sua comparsa documentata fu al concilio episcopale di Alessandria, dove decise di perdonare i vescovi ariani che lo attaccarono, purché ritornassero allo stato laicale. Eusebio morì in Vercelli nel 371, ma le sue reliquie furono rinvenute soltanto durante la ricostruzione del Duomo della città, e cioè intorno al XVI secolo.

Il Cristianesimo festeggia oggi anche:

Innanzitutto:S.Ermolao a Calci. Nella splendida Pieve dedicata a S.Giovanni e appunto al prete di Nicomedia, si espone la preziosa teca che contiene il braccio del santo, portato a Pisa dai Crociati e dato a Calci, forse in onore di Chicco Ricucci e Cascetto che per primi scalarono le mura di Gerusalemme. Processione, luminare e festa per due giorni, a Calci, nella prima domenica di agosto.

 

Santa Maria degli Angeli

 

 

 

Perdono d’Assisi – Dal mezzogiorno del 1º agosto alla mezzanotte del 2 agosto è possibile conseguire l’indulgenza plenaria detta della Porziuncola o Perdono d’Assisi visitando una chiesa parrocchiale o francescana.

Sant’Alfreda di Crowland, monaca Benedettina

San Basilio il Benedetto, taumaturgo russo

Sant’Eusebio di Vercelli, vescovo

Santi Gamaliele e Abib

San Pietro Giuliano Eymard, sacerdote

San Sereno di Marsiglia, vescovo

Santo Stefano I, papa

 

 

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