Il Santo del giorno, 19 Ottobre: S. Paolo della Croce, fondatore dei Passionisti

La grande congregazione dei Passionisti! Ordine al quale avrebbero voluto accedere santi come Gemma Galgani o sacerdoti-santi come Monsignor Lazzarini, sempre di Lucca! Con il loro quarto voto: propagazione della devozione alla Passione di Gesù per mezzo di missioni e altri sacri ministeri.

di Daniele Vanni

 La Congregazione della Passione di Gesù Cristo(in latino: Congregatio Passionis Iesu Christi) è un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione clericale, detti Passionisti,pospongono al loro nome la sigla C.P.

La Congregazione fu fondata nel 1720 da San Paolo della Croce e il primo convento fu eretto sul monte Argentario.

La regola dell’istituto, approvata da papa Benedetto XIV il 15 maggio 1741, obbliga i Passionisti, con un quarto voto, alla propagazione della devozione alla Passione di Gesù per mezzo di missioni e altri sacri ministeri.

I Passionisti portano un tonaca nera, stretta in vita da una cintura di cuoio,e sul petto un distintivo con l’effigie di un cuore sormontato da una croce bianca con la scritta Jesu XPI Passio.

San Paolo della Croce Sacerdote

Paolo Francesco Daneinacque a Ovada, nell’Alessandrino, il 3 gennaio 1694 da famiglia nobile, anche se in difficoltà economiche. Suo padre è un commerciante, di poca fortuna, che si sposta tra Piemonte e Liguria, e lui lo aiuta, essendo il primo di 16 figli; ma il suo desiderio è creare un ordine religioso e combattere i Turchi.

Infine si fa eremita e a 26 anni il suo vescovo gli consente di vivere in solitudine nella chiesa di Castellazzo Bormida, sempre nell’Alessandrino. Qui matura l’idea di un nuovo Ordine e nel 1725 Benedetto XIII lo autorizza a raccogliere compagni: il primo è suo fratello Giovanni Battista. Comincia a farsi chiamare «Frate Paolo della Croce», poi fonda l’ordine dei «Chierici scalzi della santa Croce e della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo» (Passionisti).

E intanto definisce meglio il progetto: farà esattamente ciò che all’epoca risulta più impopolare. Questa è una pessima stagione per gli Ordini religiosi, tra l’avversione dei governi, le rivalità tra loro e la debolezza nella Chiesa; a papa Clemente XIV, nel 1773, si imporrà la soppressione della Compagnia di Gesù. E’ anche il tempo della fede sopportata da molti solo quale condimento di pii languori, motivo di ritualità elegante; una fede che non parli di sacrificio e nasconda la Croce. Allora lui comincia col chiamarsi “Frate Paolo della Croce”.

Poi fonda un “inopportuno” nuovo Ordine, detto dei “Chierici Scalzi della Santa Croce e della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo”. Apertamente. Sfacciatamente, sicché tutti capiscano che lui e i suoi predicano Cristo crocifisso come Paolo apostolo, qualunque cosa esiga o imponga lo “spirito dei tempi” e qualunque smorfia facciano gli abati di corte.

Nel 1727 viene ordinato prete a Roma, dal Papa in persona.

Ha assistito i malati di un ospedale romano col fratello. Poi, ritirati sul Monte Argentario, i due hanno visto arrivare altri giovani, affascinati da quella scelta così rudemente “contro”. Sono i primi Passionisti,che il fondatore educa come predicatori agguerriti: invece dei Turchi, attaccheranno l’ignoranza, l’irreligiosità, l’abbandono del Vangelo. Per questo i Passionisti sono chiamati da ogni parte, e l’Ordine riceve via via le successive approvazioni pontificie. Il fondatore lavora alla loro formazione da vicino e da lontano: restano di lui duemila lettere, ma ne ha scritte molte di più, forse diecimila.

Tornato a Roma, nel 1750 predica per il Giubileo. Clemente XIV gli chiede spesso consiglio, e va di persona a trovarlo in casa, quando cade malato, così come il suo successore Pio VI, appena eletto.

Muore il 18 ottobre 1775 a Roma e sarà proclamato santo da Pio IX nel 1867.

Ma Paolo della Croce ha fatto a tempo a  veder confermata, senza modifiche, la regola del suo Ordine che, nato “fuor di tempo” nel XVIII secolo, alla fine del XX sarà attivo in Europa, in America, in Africa e in Asia.

Convento_M._Argentario

 

 

 

 

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