Il Santo del giorno, 17 Dicembre: S. Olimpia, diaconessa – S. Begga, badessa, figlia del Re dei Franchi

 

Una nobile di Costantinopoli, forse tra le prime ad istituire un convento femminile ed una principessa franca, badessa di un convento dopo essere stata regina, antenata di Carlo Magno

 

 

 

Olimpia (Costantinopoli, 361 – Nicomedia, 25 luglio 408) nell’antichità fu molto esaltata come esempio di donna ricca e nobile, che seppe rinunciare a tutti i vantaggi del suo rango, per aderire pienamente agli ideali della religione cristiana.

Nacque da una ricca e potente famiglia di Costantinopoli, vicina agli ambienti della corte imperiale. Rimase orfana giovanissima e fu affidata dal suo tutore, il prefetto Procopio, a Teodosia, sorella del vescovo Anfilochio di Iconio.

Crebbe nello studio della Bibbia, facendo penitenze e opere di carità.

A ventiquattro anni sposò il prefetto di Costantinopoli, Nebridio, ma questi dopo poco più di un anno morì.

Alle proposte dell’imperatore Teodosio I, che voleva farla sposare nuovamente, rispose: «Se il mio re avesse voluto che io vivessi con un uomo, non mi avrebbe tolto il mio primo».

Per tentare di convincerla, l’imperatore le confiscò tutte le proprietà, e Olimpia visse in povertà. Teodosio allora, vedendo la sua determinazione, dopo quasi cinque anni gliele restituì.

Il vescovo Nettario (381-397) contrariamente all’usanza, la nominò diaconessa, dignità che allora si dava alle vedove di 60 anni.

Olimpia fondò nei pressi della chiesa di Santa Sofia un convento che attirò molte ricche e nobili giovanette.

Collaborò con l’arcivescovo Giovanni Crisostomo in molte opere caritative, però, quando si scatenò la persecuzione contro i seguaci di Giovanni, dovette andare in esilio a Nicomedia, dove morì.

Il culto di sant’Olimpia fu molto diffuso nell’antichità.

 

S. Begga, badessa

 

Begga (attorno al 615 – Andenne, 17 dicembre 698) è stata una badessa franca, una delle figlie di Pipino di Landen, Maggiordomo di Austrasia, che, sposata ad un Arnolfingio diede origine con la sua progenie alla casa dei Carolingi.

Pipino di Landen, figlio di Carlomanno, era appunto maggiordomo di palazzo in Neustria per il re Clotario II, e di sua moglie Itta.

Nella Gallia merovingia e poi in quella carolingia il maggiordomo di palazzo, detto anche signore di palazzo o maestro di palazzo (in latino maior domus, “maggior servitore della casa”), era il funzionario che sovrintendeva al palazzo reale, all’epoca vero e proprio cuore amministrativo del regno.

Chi veniva investito dell’incarico assumeva un potere pari quasi a quello del proprio signore: ne era il consigliere personale, assisteva alle udienze, ne svolgeva le veci in caso di assenza, di malattia, o di morte (in attesa dell’investitura del successore). Grazie a questa grande libertà di azione, con l’andare del tempo i maggiordomi assunsero un potere via via crescente, sia in ambito politico che amministrativo, arrivando ad occuparsi, in vece del sovrano, di tutte le attività politiche e militari, fino in alcuni casi a sostituire lo stesso Re. Così fu per il padre di Begga che fondò la seconda stirpe regale dei Franchi, quella di Carlo Magno.

Begga era quindi figlia di re e sorella di Gertrude di Nivelles, anche lei santa, e di Grimoaldo I.

Il padre la diede in sposa ad Ansegiso, domesticus dei re Sigeberto III e Childerico II e figlio del vescovo Arnolfo di Metz.

Dal loro matrimonio nacque Pipino di Héristal, che fu il fautore della riunificazione dei regni franchi ed il secondo fondatore della dinastia dei Carolingi.La sua discendenza è citata negli Annales Marbacenses, dove è scritto che Begga sposò Ansegiso e a lui generò Pipino, maggiordomo dei regni Franchi, che generò Carlo (Maggiordomo dei regni Franchi), che generò Carlomanno e Pipino (maggiordomi dei regni franchi) e Pipino, che poi fu re, generò i re dei Franchi Carlomano e Carlo, che poi fu imperatore e fu detto Magno.

Rimasta vedova, molto probabilmente nel 662, imitando la madre, che aveva fondato il monastero di Nivelles, diventandone badessa, fondò il monastero di Notre Dame ad Andenne, nei pressi della Mosa e ne fu la prima badessa.

Attorno alla chiesa madre, fondò altri sette oratori, ispirati alle sette basiliche di Roma.

 

Begga morì, nel suo monastero, nel 698.

 

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