Il Santo del giorno, 16 Dicembre: Il Profeta Aggeo e la ricostruzione del Tempio – S. Adelaide Imperatrice

 

di Daniele Vanni

Con Aggeo, si entra nell’ultimo periodo profetico di Israele: quello dopo la deportazione babilonese e la ricostruzione del Tempio, cioè della “nazione” ebraica.

Aggeo è il decimo dei profeti minori(VI secolo a.C.).

Il suo libro è presente nell’Antico Testamento.

Questo personaggio fu attivo dal 520 a.C. in poi, periodo in cui era da poco finito l’esilio a Babilonia, iniziato nel 589 a.C.

Il libro, che parla di una predicazione operata nel primo periodo del re persiano Dario I di Persia, è composto di due capitoli, nei quali Dio esorta il popolo affinché riedifichi il tempio di Gerusalemme, dopo che Nabucodonosor II aveva distrutto il tempio di Salomone al tempo dell’esilio.

In assenza dell’edificio sacro, infatti, il Signore ha finora donato scarsa prosperità alla terra, ma le cose peggioreranno se non verrà ricostruito il luogo di culto!

Come ricompensa, in cambio dell’onore a Lui tributato, il Signore donerà nuova fertilità alla terra.

In tutto il libro, Dio parla per mezzo di Aggeo a tutto il popolo di Israele, ma in particolare a Zorobabele governatore della Giudea sottoposto a Dario ed al sommo sacerdote Giosuè.

 

Culto

Aggeo è riconosciuto come santo dalla Chiesa cattolica di rito bizantino, dalla Chiesa cristiana ortodossa e dalla Chiesa apostolica armena.

Le prime due lo celebrano il 16 dicembre e la terza il 31 luglio.

La Chiesa cattolica di rito romano lo celebra il 16 dicembre.

Il Libro di Aggeo (ebraico חגי, haggài; greco Αγγαίος, aggaíos; latino Aggaeus) è un testo contenuto nella Bibbia ebraica (Tanakh) e cristiana.

È scritto in ebraico e la redazione del libro è avvenuta in Giudea nel 520 a.C. circa.

È composto da 2 capitoli e contiene vari oracoli del profeta Aggeo contenenti in particolare esortazioni agli Ebrei a ricostruire il tempio di Gerusalemme e testimonianti la speranza messianica.

 

Composizione del libro

Con Aggeo inizia l’ultimo periodo profetico, quello dopo l’esilio babilonese.

Prima dell’esilio la “parola d’ordine” dei profeti era stata “punizione”.

Durante l’esilio è diventata “consolazione”.

Ora è “restaurazione”.

Aggeo arriva in un momento decisivo per la formazione del giudaismo: la nascita di una nuova comunità in Palestina.

Le sue brevi esortazioni sono esattamente datate dalla fine di agosto alla metà di dicembre del 520 a.C.

I primi giudei, rientrati da Babilonia per ricostruire il tempio, si sono scoraggiati presto.

Ma i profeti Aggeo e Zaccaria risvegliano le loro energie e spingono il governatore Zorobabele e il sommo sacerdote Giosuè a riprendere i lavori del tempio: ciò che avvenne nel settembre del 520 (Aggeo 1, 15).

È tutto l’oggetto dei quattro brevi discorsi che compongono il libro: poiché il tempio resta in rovina, Jahve ha colpito i prodotti della terra; ma la sua ricostruzione porterà un’era di prosperità; malgrado la sua apparenza modesta, questo nuovo tempio eclisserà la gloria dell’antico e la potenza è promessa a Zorobabele, l’eletto di Dio. La costruzione del tempio è presentata come la condizione per la venuta di Jahve e dello stabilirsi del suo regno: l’era della salvezza escatologica sta per aprirsi.

 

 

Sant’ Adelaide Imperatrice

 

Una santa regina e imperatrice, al centro dell’intricatissimo periodo, dal quale nascono grandi dinastie e i grandi o piccoli stati europei.

Sant’ Adelaide Imperatrice, Borgogna, 931 – Seltz, Alsazia, Francia, 16 dicembre 999

Adelaide(che nell’antico tedesco, significa: di nobile aspetto) era nata nel 931, vicino a Strasburgo, a Selz in Lotaringia (Lorena, se si usa la forma alla francese), terre in mano dei successori e discendenti di Carlo Magno.

Era figlia di Rodolfo, re di Borgogna, (terra dei Burgundi, poi conquistata dai Franchi e quindi poi smembrata e caduta sotto il regno di Lotaringia) e di Berta, figlia di Burcardo, duca di Svevia, (terra degli Alemanni, quindi tipicamente tedesca, poi presa anch’essa dai Franchi e poi tornata ducato, che darà vita agli Hoenstaufen, gli Hoenzollern, gli Asburgo!).

Adelaide all’età di sei anni rimane orfana di padre e sedicenne, sposa Lotario II, re d’Italia (discendente dal re di Provenza, anch’essa terra dei Franchi, poi divenuta indipendente, ma forse di stirpe germanica).

Dalla loro unione nacque Emma, ma rimasta vedova, dopo soli tre anni di matrimonio, nel 950, viene perseguitata e messa in prigione, da Berengario II di Ivrea, che con tutta probabilità aveva avvelenato Lotario e si era impadronito del regno d’Italia, in un castello a Lierna, sulle rive del lago di Como, essendosi lei rifiutata di sposarne il figlio Adalberto.

In particolare, feroce con lei, fu la moglie di Berengario, Willa, che la fece trasferire in un castello sul Garda e le fece persino patire la fame.

Ma Adelaide, fuggita con la figlia Emma(la futura moglie di Lotario di Francia, che insieme daranno vita a Luigi V, il Fannullone, ultimo dei Carolingi e che darà strada ad Ugo Capeto ed ai Capetingi) nel castello di Canossa, allora retto da Adalberto Atto, fondatore degli Attoni, figlio di Sigifrido di Lucca, capostipite dei Canossa: Adalberto sarà il bisnonno di Matilde di Canossa.

 Adelaide, fuggita o costretta a farla fuggire o liberata da Ottone I, il Grande, re tedesco, che tentava di riportare ordine nel Nord d’Italia, lo sposerà (a Pavia) e ne avrà tre figli, tra cui il futuro Ottone II.

E anche se il re, è anche re d’Italia, in pratica in un primo momento lascia governare Berengario, ma poi torna in Italia e ne prende diretto possesso.

Nel 962, Papa Giovanni XII la incorona unitamente a suo marito Ottone I che diviene così Imperatore.

Dopo la morte di questi, esercita la tutela del minorenne Ottone III, suo nipote, reggendo l’impero.

Nel 973, alla morte del marito, dovette affrontare un nuovo conflitto.

Il suddetto erede al trono era infatti un giovane testardo e nel risentimento verso la madre fu molto influenzato da sua moglie, la bizantina Teofano. Adelaide abbandonò allora la corte e si trasferì a Vienne, presso suo fratello Corrado di Borgogna.

Si rivolse in cerca d’aiuto a San Maiolo, abate di Cluny, che favorì la riconciliazione familiare: madre e figlio si incontrarono a Pavia ed Ottone II s’inginocchio per implorare il perdono materno. In segno di riconoscenza Adelaide inviò alcune offerte al santuario di San Martino di Tours, compreso il più bel mantello di Ottone.

In seguito, non mancarono però altri conflitti: dieci anni dopo la sua ascesa al trono, nel 983 Ottone II morì, lasciando come suo erede l’infante Ottone III e Teofano come reggente.

L’imperatrice d’origine bizantina era però ancora ostile alla suocera e ad Adelaide non restò che lasciare nuovamente la corte.

All’improvvisa morte di Teofano, nel 991, fu però richiamata, essendo ancora minorenne il nipote e resse con rara saggezza l’impero.

All’età di sessant’anni venne a trovarsi per la prima volta in una posizione di potere e si avvalse dei consigli sapienti di alcuni santi quali Villigiso arcivescovo di Magonza, Adalberto di Magdeburgo, Maiolo ed Odilone di Cluny. Quest’ultimo fu poi autore di una vita della santa imperatrice.

Adelaide nutrì sempre un gran desiderio di pace, nonché una grande capacità di perdonare i nemici. Fu piena di carità verso gli indigenti, ai cui bisogni era solita venire incontro con larghe sovvenzioni.

Fondò e restaurò parecchi monasteri maschili e femminili, beneficando particolarmente i cenobi di Peterlingen, San Salvatore di Pavia e Seltz. Tentò di convertire gli slavi, i cui movimenti alla frontiera turbarono gli ultimi anni della sua vita.

Ritiratasi infine nel monastero benedettino di Seltz, in Alsazia vicino a Strasburgo, morì santamente, il 16 dicembre 999.

La sua canonizzazione fu decretata dal pontefice Urbano II nel 1097 circa.

 

Etimologia: Adelaide = dal nobile aspetto, dall’antico tedesco

 

Le Chiese d’Oriente e d’Occidente, in due millenni di cristianesimo hanno attribuito l’aureola della santità quale corona eterna a non poche imperatrici, che sedettero sui troni di Roma, di Costantinopoli e del Sacro Romano Impero.

Sfogliando le pagine dell’autorevole Bibliotheca Sanctorum e della Bibliotheca Sanctorum Orientalium, possiamo trovare i loro nomi:

Adelaide, Alessandra e Serena (presunte mogli di Diocleziano), Ariadne, Basilissa (o Augusta), Cunegonda, Elena, Eudossia, Irene d’Ungheria (moglie di Alessio I Comneno), Irene la Giovane (moglie di Leone IV Chazaro), Marciana, Pulcheria, Placilla, Riccarda, Teodora (moglie di Giustiniano), Teodora (moglie di Teofilo l’Iconoclasta), Teofano.

 

Anche nel XX secolo non sono mancate sante imperatrici: Sant’Alessandra Fedorovna, moglie dell’ultimo zar russo canonizzata dal Patriarcato di Mosca.

La Serva di Dio Elena di Savoia, imperatrice d’Etiopia.

Ed in fama di santità è anche Zita di Borbone, (dai molti legami con Lucca e soprattutto la Versilia) moglie del Beato Carlo I d’Asburgo ed ultima imperatrice d’Austria.

La prima imperatrice citata, Sant’Adelaide, è oggi commemorata dal Martyrologium Romanum ed è forse una delle più celebri, in quanto il suo nome è ancor oggi abbastanza diffuso.

 

 

 

 

 

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