Il Santo del giorno, 15 Gennaio: S. Paolo di Tebe, il primo eremita – S. Mauro, discepolo prediletto di S. Benedetto

 

Due monaci: il primo eremita, cioè ritiratosi in solitudine ed in rapporto con S. Antonio primo Abate. E Mauro, seguace di Benedetto fondatore del Monachesimo occidentale

 

I Santi che abbiamo scelto, per la giornata di oggi, entrambe monaci, pur assai noti, sono più famosi per le persone, anch’esse sante, alle quali furono vicini, che per loro stessi: il primo fu infatti, compagno di S. Antonio Abate, il secondo di S. Benedetto!

Paolo di Tebe, ricordato come Paolo, il Primo Eremita(Egitto, 230 circa – Tebaide, 335 circa), è considerato dalla tradizione cristiana il primo che si recò in luogo, separato da tutto e tutti, in meditazione e, dal nome greco del deserto, prese nome di: eremita.

E’ venerato dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa Bizantina (ortodossa e greco-cattolica) e da quella copta.

La fonte per la vita di Paolo, è la Vita Sancti Pauli primi eremitae, risalente alla seconda metà del IV secolo e scritta da San Girolamo, durante il suo soggiorno nel deserto di Calcide (Siria), negli anni 375-377. Durante la persecuzione degli imperatori romani Decio e Valeriano (persecuzioni molto capillari e particolarmente cruente anche se breve, avvenute nel 250 e oi nel 258), Paolo, giovane cristiano egiziano di ricca famiglia e molto colto, fu costretto a lasciare la città per il deserto, in quanto era stato denunciato come cristiano da familiari desiderosi di entrare in possesso del suo patrimonio.

Paolo si rifugiò nelle montagne del deserto della Tebaide, dove trovò rifugio in una grotta nelle cui vicinanze si trovava una sorgente d’acqua e un albero di palma. Dalla palma traeva le foglie che intrecciava per fare il suo abito e i datteri con cui si nutrì fino all’età di circa 43 anni, quando un corvo cominciò a portargli ogni giorno un mezzo pane.

All’avvicinarsi della sua morte, ricevette la visita di Antonio, altro grande eremita, detto l’Abate (Abba, in aramaico: padre),per essere stato il primo responsabile, a capo di una comunità di monaci, cioè un cenobio (dal greco, vita in comune).

A costui, Paolo espresse il desiderio di essere sepolto avvolto nel mantello che Antonio aveva ricevuto in dono dal vescovo Atanasio. La sua richiesta fu accolta e Antonio lo seppellì avvolto in questo mantello, in una fossa scavata, sempre secondo la Vita geronimiana, da due leoni.

Per questo nell’iconografia è tradizionalmente rappresentato vestito con un abito di foglie di palma intrecciate, attorniato da un corvo e da due leoni.

Culto

La ricorrenza liturgica di San Paolo di Tebe, viene celebrata il 15 gennaio. Nel sinassario ortodosso, l’apolitikion del santo recita:

Ispirato dal Santo Spirito, per primo hai abitato nel deserto, imitando lo zelo di Elia, nutrito da un uccello , e da Sant’Antonio sei stato fatto conoscere al mondo come simile agli Angeli. Paolo Santo, supplica Cristo Dio di donarci la grande misericordia.

Secondo lo studioso Renato D’Antiga la parte più consistente delle reliquie di San Paolo di Tebe sono state murate sopra l’altare maggiore della Rettoria di San Zulian a Venezia.

Nell’iconografia tradizionale, è spesso ritratto assieme ad Antonio, con il corvo, i due leoni e la sua tunica fatta di foglie di palma intrecciata. 

A Paolo di Tebe si ispira l’Ordine di San Paolo Primo Eremita (Monaci Paolini), sorto in Ungheria nel XIII secolo. L’Ordine dei Paolini è ancora presente ai nostri giorni, in particolare in Polonia, ma anche in Italia: a Roma (due monasteri), a Ravenna (S. Maria in Porto), ad Acquasanta (GE; fino al 2013), a Selvaggio (Giaveno, TO).

San Mauro(VI secolo) è stato un monaco, abate dell’Ordine benedettino, il principale discepolo di san Benedetto da Norcia assieme a San Placido.

Non si hanno notizie precise della sua vita, ad eccezione di quanto racconta papa Gregorio Magno in uno dei suoi dialoghi.

Si sa chevisse come discepolo di san Benedetto da Norcia e presumibilmente, quando questi lasciò Subiaco per Montecassino, gli successe come abate.

A lui sono attribuite gesta prodigiose: camminare sulle acque, vedere e scacciare i demoni.

L’episodio più noto, riportato anche dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, racconta che quando il monaco Placido cadde in un lago vicino al monastero, Benedetto, avendo visto ciò che stava accadendo in una visione, esortò Mauro a correre in aiuto del giovane compagno, ed egli lo salvò camminando sulle acque!

Alcune fonti ne attestano anche la presenza in Alatri, presso il Protocenobio di San Sebastiano.

Secondo un’altra tradizione, diffusa nel IX secolo, Mauro fondò a Glanfeuil, in Francia, un monastero, dove portò la Regola benedettina; per questo i religiosi della congregazione benedettina francese, sorta nel 1618, presero il nome di Maurini.

Culto

Viene invocato per guarire da ogni sorta di malattie e in tutte le situazioni di difficoltà e di pericolo.

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