Il Santo del giorno, 14 Giugno: Profeta Eliseo, discepolo prediletto di Elia

 

Saggio e profeta, amico di Elia, che lo incontrò, mentre Eliseo arava i campi con dodici buoi e gli pose, in segno di presa in carico, e quindi per dimostrare che lo sceglieva come suo discepolo prediletto

di Daniele Vanni

 

Eliseo, in ebraico Elišaʿ che significa “Dio è la mia salvezza” (… – 790 a.C. circa), è stato un profeta ebraico la cui vicenda è narrata nella Bibbia.

È considerato uomo saggio e profeta anche dalla religione islamica presso la quale è chiamato Al-Yasa.

Eliseo era figlio di Safàt, a sua volta figlio di Abel-Mecolà e divenne discepolo di Elia, dopo che questi aveva ricevuto una profezia sul Monte Oreb (Sinai) nella quale Dio gli diceva appunto di aver scelto Eliseo come suo erede spirituale.

Lungo la via dal Sinai alla città di Damasco, Elia incontrò Eliseo che stava arando con dodici paia di buoi e conduceva la dodicesima coppia. Elia lo raggiunse e gli pose il suo mantello sulle spalle, in segno di presa in carico della sua persona. Eliseo comprese il significato del gesto e chiese solo di salutare i suoi genitori. Poi Eliseo prese un paio di buoi, li uccise e li macellò; ne fece cucinare la carne con il fuoco acceso dalla legna del giogo; quindi ne offrì da mangiare al suo popolo.

Così Elia adottò Eliseo come un figlio e lo investì del suo ruolo profetico (l’evento viene datato come circa quattro anni prima della morte del Re d’Israele Àcab). Eliseo fu il principale discepolo di Elia, finché quest’ultimo non fu rapito in cielo, sopra un cocchio fiammeggiante, mentre percorreva la strada per Gèrico.

Grazie al prodigioso mantello di Elia, che egli aveva fatto in tempo a far cadere, Eliseo attraversò il fiume Giordano e giunse a Gèrico dove fu riconosciuto come il vero erede di Elia. In questa città compì il miracolo di guarire con del sale e dell’acqua la sua terra arida.

Eliseo impaurì anche gli abitanti di Bethel, adoratori di un vitello d’oro, con due orse, miracolosamente apparse dalla foresta, che uccisero 42 fanciulli tra coloro che avevano schernito il profeta per la sua calvizie e che egli aveva, per tal motivo, maledetti.

Prima di stabilirsi in Samaria, rimase per un po’ sul Monte Carmelo. Una sua visione preannunciò la vittoria dell’esercito dei Moabiti nella guerra. Guidò la nazione d’Israele contro i suoi nemici, in particolare contro i Siriani.

Secondo il Talmud (Ketubot 105) Eliseo è probabilmente della tribù di Gad o un Kohen.

Eliseo viene citato nel Corano come un grande amico di Elia. Egli sarebbe stato scelto da Dio per essere il secondo profeta degli ebrei, che adoravano Baal, antica divinità fenicia. Il Corano quando descrive Eliseo, narra circa la sua onestà e la sua giustizia.

Flavio Claudio Giuliano ordinò la distruzione delle reliquie di molti santi, tra cui Eliseo e Giovanni Battista, ma i Cattolici riuscirono a portarle in salvo nel monastero copto di San Macario il Grande a Scete in Egitto.

 

Elia rapito dal cocchio, mentre Eliseo cade in ginocchio con il suo mantello

 

Eliseo rifiuta i doni di Naaman Dipinto di Pieter De Grebber

L’ascensione di Elia in un affresco bizantino

 

 

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