Il Santo del giorno, 13 Maggio: Nostra Signora di Fatima

 

Fatima, nome arabo dell’ultima figlia di Maometto (etimo: colei che svezza i bambini) che evoca invece le grandi apparizioni mariane, legate ai Segreti che avrebbe rivelato la Madonna

 

 

 

di Daniele Vanni

 

 

Fatima è il nome della quarta ed ultima figlia del Profeta Maometto!

A significare quanto le religioni monoteiste siano legate tra di loro.

Ma il luogo portoghese, così centrale nella fede cristiana, prende il nome da un’altra bimba musulmana, che portava, come spesso accade in terre conquistate alla fede di Allah, proprio quello della figlia del Profeta.

I Mori o Saraceni, sconfitti i Visigoti e occupata la terra portoghese, l’avevano tenuta per cinque secoli.

Durante la “reconquista”, qui venne eretta una chiesa, fatta costruire da Mafalda di Savoia (1125-1157), sposa del primo re lusitano Don Alfonso Henriques (1128-1185).

A questa regina si doveva infatti, la conversione di una giovane di nome Fatima, fatta prigioniera dai cavalieri cristiani che combattevano l’Islam in Portogallo.

Mafalda volle essere sepolta proprio accanto a lei!

Da allora, la storia dei Savoia si intreccia a quella del Portogallo!

Qui, tre Pastorelli, verso la fine della Prima Guerra Mondiale, il 13 Maggio 1917…

Tutti sanno delle Apparizioni su un ulivo, sotto il quale i tre pascolavano le loro greggi, alla Cova da Iria. Del miracolo del sole, che roteava nel cielo, dei Segreti che prevedevano forse anche l’attentato a Giovanni Paolo II attuato da Ali Agca e da altri sconosciuti, proprio il 13 maggio…e della pallottola che il Papa polacco diceva deviata dalla Madonna e che Lui volle incastonata nella Corona della Vergine di Fatima!

 

Il 13 maggio è il 133º giorno del Calendario gregoriano (il 134º negli anni bisestili). Mancano 232 giorni alla fine dell’anno, e la Chiesa ricorda anche:

 

Sant’Agnese di Poitiers, badessa

Sant’Andrea Uberto Fournet

Santa Gemma di Goriano Sicoli

San Liberatore

San Natale di Milano, vescovo

San Servazio, vescovo di Tongres

Santi Vittore e compagni martiri a Pollenzo

Beato Paolo da Barletta, missionario agostiniano

Beata Giuliana di Norwich

Beata Maddalena Albrici, vergine

 

 

 Segreti di Fátima

 

I Segreti di Fátima sono, secondo la Chiesa cattolica, tre messaggi rivelati dalla Madonna a tre pastorelli nel corso di alcune apparizioni iniziate il 13 maggio 1917 a Fátima in Portogallo.

I pastorelli erano i bambini Lucia dos Santos di 10 anni, Francisco Marto di 9 anni e Giacinta Marto di 7 anni.

I Pastorelli, già prima, nel 1915, avevano visto l’apparizione di un giovane sui 15 anni, “simile ad una statua di neve”, un angelo che li aveva anche comunicati.

Bisogna precisare che, nonostante si parli sempre di tre segreti, il Segreto di Fatima è considerato dai credenti un’unica rivelazione, divisa in tre parti. Secondo la dottrina cattolica questo fenomeno appartiene alla categoria delle rivelazioni private.

Storia dei Segreti di Fátima

La storia dei Segreti di Fátima inizia il 13 luglio 1917, quando i tre bambini riferirono di aver incontrato per la terza volta la Madonna.

Nel 1919 morì Francisco, seguito da sua sorella Giacinta, nel 1920, a causa della spagnola, cosicché Lucia divenne l’unica testimone vivente.

Nel 1941, a 24 anni dalle apparizioni, suor Lucia, su invito del vescovo monsignor Josè Alves Correia de Silva, scrisse che l’unico segreto che le era stato rivelato, il 13 luglio di 24 anni prima, era in realtà diviso in tre parti, di cui la terza non poteva essere ancora svelata.

Di conseguenza Lucia comunicò al vescovo solo le prime due parti del segreto, che furono rese pubbliche da Pio XII nel 1942, in occasione della consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria.

La terza parte del segreto venne poi scritta da suor Lucia il 3 gennaio 1944, per essere poi affidata in busta chiusa al vescovo di Leiria, che la consegnò a Pio XII.

Il terzo segreto avrebbe dovuto essere letto e rivelato solo dopo il 1960, ma Giovanni XXIII, che lo lesse nell’agosto del 1959, ritenne opportuno non rivelarlo. La stessa decisione fu presa da Paolo VI, che lesse il testo nel 1965.

Giovanni Paolo II, il 13 maggio 2000, in occasione della beatificazione di Giacinta e Francisco, annunciò di volerne divulgare il contenuto.

I tre segreti

I tre segreti sarebbero un unico messaggio, diviso in tre parti.

Riguardo al primo, suor Lucia scrive che la Madonna mostrò ai tre pastorelli:

« …un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell’incendio[…]. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. Questa visione durò un momento. E grazie alla nostra buona Madre del Cielo, che prima ci aveva prevenuti con la promessa di portarci in Cielo (nella prima apparizione), altrimenti credo che saremmo morti di spavento e di terrore. »

In pratica, la prima parte del segreto parla della visione dell’inferno. Suor Lucia, scrive di “un grande mare di fuoco, con demoni e anime”, citando le parole della Madonna:

« Avete visto l’inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un’altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace. »

Suor Lucia disse di riconoscere il “grande segno” nella straordinaria aurora boreale che illuminò il cielo nella notte fra il 25 e il 26 gennaio del 1938 (dalle 20:45 all’1:15, con brevi intervalli), inoltre identificò il secondo conflitto mondiale con quello annunciato nella visione, descrivendolo come:

« Una guerra atea, contro la fede, contro Dio, contro il popolo di Dio. Una guerra che voleva sterminare il giudaismo da dove provenivano Gesù Cristo, la Madonna e gli Apostoli che ci hanno trasmesso la parola di Dio e il dono della fede, della speranza e della carità, popolo eletto da Dio, scelto fin dal principio: “la salvezza viene dai giudei” »

In effetti, la Seconda Guerra Mondiale scoppiò (1º settembre 1939) durante il pontificato di papa Pio XII, essendo il suo predecessore Pio XI, nominato nella profezia, morto il 10 febbraio 1939. Inoltre la profezia fu rivelata da suor Lucia nel 1941, dopo l’inizio del conflitto stesso. Ma suor Lucia affermò che la Seconda Guerra Mondiale era iniziata, in realtà, durante il regno di Pio XI, con l’annessione dell’Austria.

Il terzo segreto venne scritto separatamente da suor Lucia, nella lettera consegnata nel 1944 al vescovo di Leiria:

« Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa, che è Dio, (“qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti”) un vescovo vestito di bianco, (“abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”) insieme a vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo, con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce, venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio. »

Il terzo segreto, rivelato solo nel 2000, secondo l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Joseph Ratzinger, si riferirebbe alla Penitenza e al sacrificio dei martiri della Chiesa.

Rivelazioni successive

Suor Lucia avrebbe ricevuto, dopo il 1917, altre rivelazioni.

Nel suo scritto: “Memorie di Suor Lucia”, lei stessa rivela i dettagli, ricevuti il 13 giugno 1929: “Poi la Madonna mi disse: «È arrivato il momento in cui Dio chiede che il Santo Padre faccia, in unione con tutti i Vescovi del Mondo, la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato, promettendo di salvarla con questo mezzo. Sono tante le anime che la giustizia di Dio condanna per i peccati commessi contro di Me, che vengo a chiedere riparazione: sacrificati per questa intenzione e prega». Informai di tutto il confessore, che mi ordinò di scrivere ciò che la Madonna voleva che si facesse.”

Suor Lucia rivela anche che, successivamente, ma la data non è specificata e non sappiamo se ciò sarebbe avvenuto giorni o anni dopo, la Madonna le avrebbe detto lamentandosi: «Non hanno voluto soddisfare la Mia richiesta!…Come il re di Francia, si pentiranno e la faranno, ma sarà tardi. La Russia avrà già sparso i suoi errori per il mondo, provocando guerre e persecuzioni alla Chiesa: il Santo Padre avrà molto da soffrire».

Controversia Fatimita

Controversie precedenti alla rivelazione del segreto

Nel 1963 la rivista tedesca Neues Europa pubblicò una versione del testo in cui erano presenti riferimenti ad una guerra nucleare su vasta scala e ad una grave crisi della Chiesa cattolica. L’editore della rivista, Louis Emrich, disse di avere avuto il testo da un esponente della diplomazia; secondo la fonte, papa Giovanni XXIII avrebbe incaricato il cardinale Alfredo Ottaviani di preparare un estratto del testo originale, per inviarlo ai vertici delle grandi potenze mondiali, allo scopo di scongiurare lo scoppio di una nuova guerra mondiale. Il testo dell’articolo, ripreso da altri giornali, ebbe una grande diffusione e in riferimento alla presunta fonte fu definito “versione diplomatica”. Diversi studiosi hanno messo in rilievo numerose incongruenze, riguardanti la struttura e il contenuto del testo, arrivando alla conclusione che si trattava di un falso. Nessun commento ufficiale sul testo divulgato da Neues Europa venne effettuato dalla Santa Sede, tuttavia una smentita indiretta giunse dal cardinale Ottaviani, che nel 1967 affermò che non aveva senso discutere dei contenuti del Terzo segreto di Fatima poiché nessuna parte di questo era stata rivelata.

Controversie successive alla rivelazione del segreto

Alcuni studiosi delle apparizioni di Fatima, fra cui il sacerdote Padre Nicholas Gruner, il giornalista italiano Antonio Socci e l’avvocato americano Christopher A. Ferrara, sostengono la tesi che non tutto del Terzo segreto di Fatima sia stato ancora rivelato. In particolare ritengono che dopo la frase di suor Lucia, contenuta nella sua quarta memoria: “In Portogallo, si conserverà sempre il dogma della fede”, ci debba essere dell’altro. Il terzo segreto è infatti una visione, e, così come la Madonna spiega nella seconda parte del segreto, la visione contenuta nella prima parte, analogamente ritengono che debba esistere una quarta parte che spiega la visione contenuta nel terzo segreto. Inoltre il movimento fatimita, guidato da Padre N. Gruner, sostiene fermamente che la consacrazione della Russia richiesta dalla Madonna a suor Lucia non sia stata compiuta nei termini e nei modi richiesti, e quindi sarebbe ancora da fare.

Papa Paolo VI, chiudendo la III Sessione del Concilio Vaticano II, il 21 novembre 1964, “affidò il genere umano” al Cuore Immacolato di Maria, nella stessa cerimonia in cui, applaudito in piedi dai Padri Conciliari, proclamò la Madonna “Mater Ecclesiae” (cfr. Insegnamenti di Paolo VI, vol. II, 1964, p. 678).

Giovanni Paolo II fece due consacrazioni del mondo al Cuore Immacolato di Maria, una a Fatima, il 13 maggio 1982, e l’altra a Roma, il 25 marzo 1984.

Apparizioni collegate

Nel villaggio di Hrushiw (Grushew, o Gruscevo), in Ucraina, il 12 maggio 1914 (il 13 maggio ricorre l’apparizione di Fatima) la Vergine sarebbe apparsa a 22 contadini per un giorno, profetizzando che l’Ucraina avrebbe perso la sovranità e che per otto decenni ci sarebbero state sofferenze e persecuzioni, al termine delle quali la cristianità avrebbe trionfato e l’Ucraina sarebbe tornata libera; predicendo inoltre che lo scoppio della guerra mondiale era imminente e che la Russia sarebbe diventata un paese senza Dio. Il 26 aprile 1987 sarebbe avvenuta, in una cappella sconsacrata dal 1957, l’apparizione della Madonna a Maria Kyzyn, visibile per un mese ai pellegrini che giungevano al villaggio al ritmo di 80.000 al giorno. Nella apparizioni alla Kyzin, la Madonna invita la Russia a convertirsi al cristianesimo, senza accennare a una mancata consacrazione papale della Russia al Cuore di Maria.

“È per tramite vostro e del sangue dei martiri che avverrà la conversione della Russia. Pentitevi e amatevi gli uni e gli altri. Stanno per arrivare i tempi che sono stati preannunciati come quelli della fine del tempo; guardate la desolazione che circonda il mondo: i peccati, l’accidia, il genocidio…Se per la Russia non c’è ritorno al cristianesimo, ci sarà una terza guerra mondiale e il mondo intero si troverà davanti alla rovina”.

 

 

 

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La statua ricostruita secondo il racconto dei bambini di Fatima.

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Jacinta Marto

 

I tre pastorelli nel 1917. Da destra: Giacinta Marto, Francisco Marto e Lucia dos Santos. I due fratelli Francesco e Giacinta morirono pochi anni dopo, rispettivamente nel 1919 e nel 1920, a causa dell’epidemia di spagnola che in quegli anni fece molte vittime anche in Portogallo. Morì il 13 febbraio 2005 a Coimbra, all’età di 98 anni, il suo corpo venne traslato vicino a quella della cugina Giacinta. Il 13 febbraio 2008, giorno del terzo anniversario della morte di Suor Lucia, il cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per la Causa dei Santi, rese pubblico il decreto del Vaticano per l’apertura immediata del processo di beatificazione.

 

 

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I tre pastorelli: quando la semplicità voleva dire santità!!

 

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