Il Santo del giorno, 12 Febbraio: S. Eulalia

La santa più celebre della Spagna

 

 

di Daniele Vanni

 

 

Chi fra Voi, si ricorda la canzoncina di: “Eulalia Torricelli da Forlì che aveva tre castelli…innamorata della Guardia Forestale De Rossi Giosuè…” parole facili di un’Italia spensierata che con la ricostruzione, era il 1949, e con le voci melodiose ed un po’ ingenue del Quartetto Cetra si voleva buttare alle spalle la guerra e credeva di andare incontro ad un futuro davvero diverso da quello che oggi abbiamo di fronte e speriamo…

Penso forse qualcuno tra i più anziani, quelli che ancora leggono gli articolo e non stanno pochi secondi (si dice 11 di media!!) su una notizia, un pezzo, saltando subito ad un’altra pagina senza capire né la prima, né la seconda, né…

 

Allora qualche Eu-lalia, cioè: “da bel parlare, dal bel eloquio” c’era! Guardate le inchieste, le interviste giornalistiche e le risposte della gente, quella colta e quella comune, magari sul Canale 54, l’unico della RAI rimasto a fare cultura (il resto sono giochi, isole, cast, ballando con le stalle, esami inutili da dentro/fuori…Sanremo di una canzone italiana che non è mai esistita e non ha ai venduto un disco fuori dei confini nazionali, se non rarissime eccezioni e con il supporto di un centinaio di milioni di emigrati italiani e loro discendenti…)

 

Ma noi rituffiamoci nella santità dei secoli in cui l’Italia diceva qualcosa a livello mondiale!

 

 

Sant’ Eulalia di Barcellona,(Aulaire, Aulazia, Ollala, Eulària) (Barcellona, 290 – Barcellona, 12 febbraio 303), è stata una fanciulla che subì il martirio a tredici anni sotto Diocleziano, venerata come santa e patrona di Barcellona. A tutt’oggi vi sono delle discussioni in merito alla possibilità che si tratti della stessa santa conosciuta come Eulalia di Mérida, la cui storia è simile.

 

Poiché rifiutava di rinnegare la sua fede cristiana, Eulalia fu sottoposta dai romani a 13 torture fra cui:

 

Fu chiusa in un barile pieno di chiodi (o pezzi di vetro) e fatta rotolare in una strada identificata dalla tradizione con l’attuale Baixada de Santa Eulalia (“discesa di Sant’Eulalia).

Le furono tagliati i seni

Fu crocifissa su una croce a forma di X

Alla fine fu decapitata

Si narra che una colomba volò dal suo petto alla fine del martirio a simbolo della sua anima. Questa è un’altra somiglianza con la storia di Eulalia di Mérida, di cui però si narra che la colomba spiccò il volo dalla bocca. Esistono inoltre delle sovrapposizioni fra le torture attribuite all’una ed all’altra santa.

 

 

Tomba della Santa nella Cattedrale di Barcellona

 

A Barcellona Eulalia è ricordata da varie vie e statue. Il suo corpo fu sepolto originariamente a Santa Maria de les Arenes (oggi Santa Maria del Mar); fu nascosto durante la conquista araba della Spagna nel 713 e ritrovato solo nell’878. Nel 1339, fu collocato in un sarcofago d’alabastro scolpito da Lupo di Francesco allievo di Giovanni Pisano nella cripta della nuova Cattedrale di Sant’Eulalia.

 

Il Martirologio Romano la riporta al 12 febbraio; i festeggiamenti in onore della santa hanno luogo a Barcellona nella settimana che comprende questo giorno.

 

È senz’altro la santa più famosa di Spagna. La tradizione identifica in Eulalia una martire bambina. La sua morte sarebbe infatti avvenuta all’età di soli dodici anni a Mérida, in Spagna appunto, durante la persecuzione di Diocleziano, nell’inverno del 304. Di famiglia cristiana, Eulalia era stata nascosta dai parenti in una casa lontana dalla città e dalla persecuzione. Ma, forte della sua fede, la fanciulla fuggì di casa, attraversò la campagna gelata a piedi scalzi, giunse in città e si presentò al tribunale, dove la sua unica parola fu: «Credo». Ai persecutori quella parola echeggiò come una bestemmia. Dopo essere stata a lungo torturata crudelmente e orribilmente mutilata, fu posta sopra un braciere. La tradizione narra che sul luogo della sepoltura sbocciarono dei fiori bianchi, nonostante fosse pieno inverno.

 

Etimologia: Eulalia = donna eloquente, ben parlante, dal greco

 

Emblema: Giglio, Palma

 

Possiamo udire i versi che un poeta moderno, Federico Garcia Lorca, ha dedicato alla Santa più celebre del giorno, Eulalia martire:

 

Nel gemere, la santa bambina

Spezza il cristallo delle coppe.

La ruota affila coltelli

E uncini di curva acuta.

Un flotto di vene verdi

Sboccia dalla sua gola.

Per terra, ormai senza guida,

Soltanto le sue mani tagliate

Che ancora possono incrociarsi .

In tenue preghiera decapitata.

 

Ci voleva uno spagnolo, e un poeta come Garcia Lorca, per parlare con commosso affetto della Santa forse più popolare e più commovente della Spagna, il tenero fiore di Merida: un fiore bianco macchiato di rosso, bianco d’innocenza e rosso di sangue.

Il martirio di Sant’Eulalia avvenne a Mérida, in Spagna, durante la persecuzione di Diocleziano, nell’inverno del 304. Eulalia, la ” santa bambina “, a cui la tradizione attribuisce l’età di dodici anni, era di famiglia cristiana, ed era stata nascosta dai parenti in una casa di campagna, lontana dalla città e dai pericoli della persecuzione.

Ma la fanciulla cristiana non accettò quella pavida sicurezza. Fuggì di casa, attraversò la campagna gelata, e a piedi scalzi, lacerati dal gelo, giunse in città e si presentò al tribunale. Eulalia, in greco, significava ” dalla bella parola “. Ma le parole della fanciulla non furono varie né adorne. Pronunziò anzi una parola so. la, fermissima e definitiva: la parola ” credo “. Nel tribunale dei persecutori, quella parola echeggiò come una bestemmia.

L’adolescente spagnola fu posta così alla più crudele delle torture. Il suo corpo, acerbo di anni e livido per il freddo, fu straziato con ferri e uncini. Il petto e i fianchi furono mutilati e tormentati, gli arti amputati. Sulla sua pelle di neve corsero rivoli di sangue.

Non sorprende che il racconto del suo martirio, sempre più colorito dal passare del tempo, abbia commosso, in Spagna, secoli di fedeli, e ispirato generazioni di poeti, dai più antichi ai contemporanei.

E questi raccontano come, alla morte di Eulalia, asfissiata su un braciere, dal rosso nido della sua bocca s’alzasse a volo una candida colomba, portando altissima l’anima immacolata della fanciulla.

E bianca sarà poi la neve che coprirà pietosa il corpo della Martire, gettato in abbandono; bianchi saranno i fiori che prodigiosamente, d’inverno, sbocceranno sulla sua sepoltura. Bianca, finalmente, sarà la chiesa che si leverà sulle sue reliquie.

Perciò, in Spagna, nella poetica e quasi sensuale fantasia del popolo devoto, Sant’Eulalia è restata la Martire tutta bianca, macchiata di rosso: due colori netti e insostituibili, quello della purezza e quello dell’amore, tra i tanti che compongono l’arcobaleno della santità.

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