Il Santo del giorno, 10 Giugno: S.Giovanni Bachini, detto “Dominici”, da Firenze, domenicano, grande della Chiesa del suo tempo

 

Del potente Ordine Domenicano dei Frati Predicatori. Predicatori, ma anche studiosi e per questo responsabili della Dottrina e della sua trasmissione. Quindi che assommavano per quei tempi anteriori alla stampa, fondamentali compiti: l’elaborazione dottrinale e la sua predicazione, cioè divulgazione.

Bachini, per questo, improntò di sè l’ultima parte del Medioevo, facendo parte di quest’Ordine, che fu uno dei protagonisti della vita ecclesiale tra Trecento e Quattrocento.

 

 

di Daniele Vanni

 

 

Giovanni Banchini o Bacchini, o anche Baccini, detto “Dominici”(1355-1419) entrato nell’Ordine Domenicano a diciassette anni, a Firenze, nel Convento di S. Maria Novella, fu uno dei protagonisti della vita ecclesiale tra Duecento e Trecento.

Ben presto s’infiammò di quello zelo che lo distinse in tutta la vita.

Fu il braccio destro del Beato Raimondo da Capua per il ritorno dell’Ordine ai suoi sacri ideali e, in Italia, egli fu il promotore principale della Riforma.

Nel 1395 iniziò l’opera restauratrice nel Convento di S. Domenico di Venezia. Da Venezia il sacro fuoco divampò di convento in convento, preparando la più promettente fioritura di santità e di apostolato, così come Domenico aveva voluto. Per opera sua, nel 1406, sorse il Convento di stretta osservanza di S. Domenico di Fiesole, che fu fabbrica di santi e di apostoli, tra i quali brilla Sant’Antonino Pierozzi, patrono di Firenze.

Ambasciatore nel 1406 di Firenze, presso il Pontefice, Papa Gregorio XII, ammirato dalle virtù del Dominici, lo nominò, nel 1408, Arcivescovo di Ragusa e Cardinale del titolo di S. Sisto.

La Chiesa era allora afflitta dal doloroso Scisma d’Occidente e la cristianità, disorientata, non sapeva più quale fosse il vero Papa dei tre continenti, allora conosciuti.

Giovanni Dominici si valse della stima e dell’affetto del Pontefice, per indurlo ad abdicare. Egli stesso portò al Concilio di Costanza (1414-1418) la rinunzia di Gregorio XII, rinunziando da parte sua al Cardinalato, ma i Padri gli resero la porpora.

Dopo Gregorio XII, che fu il 7° Papa ad abdicare, solo un altro pontefice, papa Benedetto XVI, 598 anni più tardi, rinuncerà al ministero del Soglio Pontificio.

Al nuovo Pontefice, Martino V, il Re Sigismondo, nel 1418, richiese il Beato per inviarlo quale Legato in Boemia, Polonia e Ungheria, dove serpeggiavano nefaste eresie. Egli vi si portò col suo zelo di apostolo. Una febbre ardente lo colse a Buda il 10 giugno 1419. Si spense tra una festa di angeli. Le sue reliquie andarono disperse con la distruzione, nel 1541, della chiesa degli Eremiti di San Paolo, dove erano state deposte.

 

 

Oggi ricordiamo anche:

 

 

Sant’Asterio, vescovo

San Bogumilo di Gnesna, vescovo eremita

San Crispolo, martire in Spagna

San Deodato, monaco in Ebersheimmunster

Beata Diana degli Andalò

San Getulio, martire

Sant’Itamaro, vescovo

San Massimo d’Aveia, martire

San Massimo di Napoli, vescovo e martire

San Maurino di Colonia, abate

San Pantaleone, vescovo

San Restituto, martire in Spagna

 

 

Giovanni Dominici

 

 

 

 

 

Artista_fiorentino,_Sant’Antonino_giovinetto_si_presenta_al_beato_Giovanni_Dominici,_1610_ca._

 

 

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