Il Santo del giorno, 10 Gennaio: S. Aldo e S. Paolo di Tebe, Eremiti

 

Due eremiti: Paolo di Tebe, considerato il primo eremita, in assoluto, che incontra S. Antonio, già a capo di un cenobio e quindi: Abate e perciò fondatore del monachesimo.

E Aldo, sepolto a Pavia, e forse monaco benedettino del monastero di Bobbio, fondato da S. Colombano.

 

 

di Daniele Vanni

 

Aldo fu eremita vissuto probabilmente nell’VIII secoloe venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

 

Poco o nulla si conosce di questo personaggio, sconosciuta la sua data di nascita e la sua vita si fa risalire vagamente all’VIII secolo.

Di sicuro si conosce il suo luogo di sepoltura, da prima nella cappella di San Colombano e ora nella basilica di San Michele a Pavia.

 

Il suo nome non è riportato nel Calendario universale della Chiesa e nemmeno nel Martirologio Romano.

Lo si trova nell’agiografia redatta dai gesuiti belgi detti Bollandisti, scritta nel XVII secolo e nel Martirologio dell’Ordine benedettino.

 

La tradizione lo vuole carbonaio, un’attività che poco si concilia con il concetto di eremita dei nostri giorni!

Ma essa ben si sposa con la tradizione dei monaci irlandesi di san Colombano, che li voleva ritirati dal mondo, per la contemplazione, ma poi presenti con un lavoro concreto, che permetteva loro di guadagnarsi da vivere con il sudore della fronte.

La presenza del suo nome nel Martirologio benedettino ne fa presupporre proprio il suo legame con il monastero benedettino di Bobbio fondato da san Colombano nel 614.

 

Paolo di Tebe, ricordato come Paolo il Primo Eremita(Egitto, 230 circa – Tebaide, 335 circa), è considerato dalla tradizione cristiana il primo eremita.

E’ venerato dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa Bizantina (ortodossa e greco-cattolica) e da quella copta .

 

La fonte per la vita di Paolo è Sofronio Eusebio Girolamo, autore della Vita Sancti Pauli primi eremitae, risalente alla seconda metà del IV secolo, scritta da san Girolamo durante il suo soggiorno nel deserto di Calcide (Siria), negli anni 375-377.

Paolo, giovane cristiano egiziano di ricca famiglia e molto colto, è costretto a lasciare la città per il deserto, in quanto denunciato come cristiano da familiari desiderosi di entrare in possesso del suo patrimonio,durante la persecuzione degli imperatori romani Decio e Valeriano. Persecuzione molto capillare e particolarmente cruenta anche se breve.

 

Paolo si rifugiò nelle montagne del deserto, dove trovò rifugio in una grotta, nelle cui vicinanze si trovava una sorgente d’acqua e un albero di palma. Dalla palma traeva le foglie, che intrecciava per fare il suo abito e i datteri con cui si nutrì fino all’età di circa 43 anni, quando un corvo cominciò a portargli ogni giorno un mezzo pane.

 

All’avvicinarsi della sua morte, ricevette la visita di Antonio, altro grande eremita, detto l’abate, per essere stato il primo responsabile di una comunità di monaci, cioè un cenobio. A costui Paolo espresse il desiderio di essere sepolto avvolto nel mantello che Antonio aveva ricevuto in dono dal vescovo Atanasio. La sua richiesta fu accolta e Antonio lo fece seppellire avvolto in questo mantello, in una fossa scavata, sempre secondo la Vita geronimiana, da due leoni.

 

Per questo, nell’iconografia è tradizionalmente rappresentato vestito con un abito di foglie di palma intrecciate, attorniato da un corvo e da due leoni.

 

 

Culto

 

La ricorrenza liturgica di San Paolo di Tebe viene celebrata il 10 gennaio; nel sinassario ortodosso l’apolitikion del santo recita: Ispirato dal Santo Spirito, per primo hai abitato nel deserto, imitando lo zelo di Elia, nutrito da un uccello , e da Sant’Antonio sei stato fatto conoscere al mondo come simile agli Angeli. Paolo Santo, supplica Cristo Dio di donarci la grande misericordia.

 

Secondo lo studioso Renato D’Antiga, la parte più consistente delle reliquie di San Paolo di Tebe sono state murate sopra l’altare maggiore della Rettoria di San Zulian (Venezia)

 

Nell’iconografia tradizionale è spesso ritratto assieme ad Antonio, con il corvo, i due leoni e la sua tunica fatta di foglie di palma intrecciata.

 

A Paolo di Tebe s’ispira l’Ordine di San Paolo Primo Eremita (Monaci Paolini), sorto in Ungheria nel XIII secolo. L’Ordine dei Paolini è ancora presente ai nostri giorni, in particolare in Polonia, ma anche in Italia: a Roma (due monasteri), a Ravenna (S. Maria in Porto), ad Acquasanta (GE;), a Selvaggio (Giaveno, TO).

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