Il Santo del giorno, 1 Marzo: S. Felice III, primo Papa non eletto dal popolo e i 13 santi dal nome Albino (bianco)

 

 

 

 

Un Papa santo, proveniente da un’antica famiglia romana e la storia di due, dei tredici santi che portano il nome di Albino: il vescovo di Vercelli e quello di Vannes.

 

E i tanti Albino, tra i quali, forse un giorno santo (e martire?) Papa Luciani. Uno fu vescovo di Vercelli, un altro, francese, difese poveri e prigionieri, lottando contro i matrimoni incestuosi dei nobili

 

 

 

 

 diDaniele Vanni

 

 

 

1º Marzo

 

Il primo marzo è il 60º giorno del calendario gregoriano (il 61º negli anni bisestili). Mancano 305 giorni alla fine dell’anno.

 

I Santi di oggi:

 

santa Agnese Cao Kuiying, martire in Cina

sant’Albino di Angers, vescovo, difensore dei poveri e dei prigionieri

sant’Albino di Vercelli, vescovo

san Bono di Cagliari, vescovo e martire

san David di Menevia, vescovo

santa Domnina, vergine in Siria

sant’Eudocia di Eliopoli, martire

san Felice III, papa

san Leone di Bayonne, Vescovo e martire

san Leone Luca di Corleone, Abate

san Pietro Ernandez Mercedario, martire

san Rudesindo Vescovo

san Silvio e compagni, martiri venerati ad Anversa

san Siviardo Abate di Anille

san Suitberto di Kaiserswerth

George Herbert, sacerdote e poeta – Chiesa Luterana

san Maruta, vescovo e martire – Chiesa copta

beato Cristoforo da Milano Domenicano

beato Giorgio di Biandrate

beata Giovanna Maria Bonomo Religiosa

beato Gonzalo de Ubeda Vescovo

 

Abbiamo scelto per Voi:

 

Papa Felice III

 

Felice III, della gens Anicia. La gens Anicia era una gens romana presente dalla fine del IV secolo a.C.fino al VI secolo d.C..

Il primo membro illustre della gens fu Lucio Anicio Gallo, console nel 160 a.C..

Questa gens annovera tra i suoi membri anche tre pontefici:

Felice III (II),

Sant’Agapito

S. Gregorio Magno(Roma, … – Roma, 1º marzo 492), fu il 48º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Fu papa dal 13 marzo 483 alla sua morte.

 

Oltre cheS. Benedetto e Santa Scolastica!

 

Felice nacque appunto, da una famiglia senatoriale romana e fu figlio di un ecclesiastico. Sembra che prima di accedere agli ordini sacri, sia stato sposato ed abbia avuto un figlio, Gordiano, padre a sua volta del futuro papa Agapito I e di Palatino, a sua volta padre di un secondo Gordiano e nonno di papa Gregorio I.

Ma con sicurezza storica, di Felice, insignito del titolo cardinalizio di Fasciolae, non si conosce nulla di certo fino a quando non successe a papa Simplicio nel 483.

L’elezione del papa avveniva di prassi con la scelta fatta dal popolo di Roma e la ratifica imperiale ma, non essendoci più l’imperatore d’Occidente, fu Odoacre a rivendicare tale diritto per sé. Inviò pertanto a Roma il funzionario Cecina Basilio, che si presentò con un decreto, firmato a suo dire dal defunto papa Simplicio, in cui si prescriveva che l’elezione di un papa dovesse d’ora in poi avvenire con la consulenza dei delegati regali. Nessuno si oppose al presunto decreto e dalle consultazioni uscì eletto Felice, che fu consacrato il 13 marzo 483.

Combattè ferocemente il Monofisismo, (dal greco monos, «unico», e physis, «natura») è il termine usato nella teologia cattolica e nella storiografia occidentale per indicare la forma di cristologia elaborata da Eutiche (Patriarca di Costantinopoli) nel V secolo, secondo la quale la natura umana di Gesù era assorbita da quella divina e dunque in lui era presente solo la natura divina: insomma il

Così come fu avversario dell’Arianesimo, la dottrina cristologica elaborata dal vescovo, monaco e teologo cristiano Ario (256-336), condannata al primo concilio di Nicea (325) secondo la quale la natura divina di Gesù non fosse paragonabile a quella di Dio: ed anche in questo senso si andava contro e si combatteva l’idea della Trinità che si era andata consolidando nella Chiesa (attorno agli scritti di Giustino di Nablus).

Felice morì nel 492, dopo 8 anni, 11 mesi e 23 giorni di regno. Fu sepolto nella tomba di famiglia della basilica di San Paolo fuori le mura.

Felice de Anici, che in vita non ebbe numerale, avrebbe dovuto portare il nome pontificale Felice II, in quanto Felice II, ariano, fu antipapa contro Liberio; tuttavia, dato che l’antipapa Felice II fu confuso con l’omonimo San Felice Martire, venerato dalla Chiesa cattolica come santo, per molti secoli nella numerazione era stato ugualmente considerato.

 

 

Sant’ Albino di VercelliVescovo Vercelli, V secolo

Albino, visse verso la fine del V secolo. Divenne vescovo di Vercelli nel 452, l’anno in cui il generale Ezio, poi ucciso dal suo Imperatore! sconfisse gli Unni e i Goti che avevano ovunque devastato. Sulle rovine della Basilica edificata da S. Eusebio e sulla tomba del martire S. Teofrasto, Albino ricostruì la nuova chiesa della città.

Etimologia: Albino = bianco, dal latino

Emblema: Bastone pastorale

Vi sono ben tredici santi che portano questo nome, ma quello che stupisce che tre di essi sono celebrati lo stesso giorno, il 1° marzo: S. Albino martire venerato a Colonia, s. Albino vescovo di Angers e s. Albino vescovo di Vercelli di cui parliamo.

Egli figura nel catalogo episcopale della città di Vercelli al quinto posto dopo s. Eusebio, fondatore della diocesi. Albino divenne vescovo nel 452, anno in cui le orde barbariche dei Goti di Alarico e degli Unni di Attila, attraversarono e devastarono la città, venendo poi sconfitti dal generale Ezio. Avevano anche passato il Po, mapoi per pagamenti, accordi e promesse di matrimonio che si concluderanno da lì a poco, Attila decise che era meglio ritirarsi.

A lui toccò di ricostruire la cattedrale, che era stata edificata per iniziativa dell’imperatore Teodosio il Grande (379-393), che aveva sostituito a sua volta la piccola basilica nella zona cimiteriale, fondata da s. Eusebio, sulla tomba del martire s. Teonesto, presso la quale il protovescovo volle essere sepolto.

La celebrazione della dedicazione a s. Eusebio della cattedrale, ricostruita e restaurata, avvenne con un rito così grandioso che ne rimase a lungo il ricordo; le lezioni storiche della diocesi vercellese ricordano al 31 agosto questa celebrazione, con un episodio straordinario avvenuto in tale circostanza.

Albino temporeggiava a celebrare la dedicazione della cattedrale, perché desiderava la visita per l’occasione di qualche insigne vescovo, la sua attesa fu premiata dal passaggio per Vercelli del santo vescovo d’Auxerre, Germano; all’invito di Albino, s. Germano che era diretto con urgenza a Ravenna, promise che al ritorno si sarebbe fermato per presenziare il rito.

Ma s. Germano, morì durante il suo soggiorno a Ravenna e a Vercelli tornò la sua salma, nel suo viaggio di ritorno in Francia. La leggenda racconta che una volta entrato il feretro nella cattedrale, fra il grande concorso di clero e popolo, le numerose candele, necessarie per illuminare il vasto ambiente, si accesero improvvisamente senza l’intervento di alcuno, quando nei giorni precedenti, inspiegabilmente non si era riuscito a farlo; il santo vescovo adempiva così la sua promessa, con questo prodigio.

Comunque è una leggenda, perché le date non concordano, infatti s. Germano morì a Ravenna il 13 luglio 448 quando vescovo di Vercelli era s. Giustiniano e non s. Albino che lo divenne nel 452.

Di lui non si sa altro, il suo culto è antichissimo.

 

Sant’ Albino di Angers Vescovo Vannes, Francia, verso il 496 – 10 marzo 550

Nato intorno al 470 da una famiglia nobile, Albino fu monaco e quindi abate per venticinque anni a Nantilly, nei pressi di Saumur. Nel 529 fu eletto per acclamazione popolare vescovo di Angers. Fu uno dei principali promotori del terzo Concilio di Orleans, che riformò la Chiesa dei Franchi con grande fermezza. È ricordato come difensore dei poveri e dei prigionieri. Inoltre richiamò i signori merovingi al rispetto del vincolo matrimoniale. Morì il 1 marzo 550.

Etimologia: Albino = bianco, dal latino

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: Ad Angers nella Gallia lugdunense, ora in Francia, sant’Albino, vescovo, che biasimò con forza i costumi superbi dei potenti e con impegno promosse il III Concilio di Orléans per il rinnovamento della Chiesa.

Nato verso il 469 a Vannes da nobile famiglia, fu monaco e quindi (504) abate a Tincillac (o Cincillac), da identificarsi con N. S. di Nantilly a Samour. Per circa venticinque anni Albino resse santamente l’abbazia, e la fama delle sue virtù ebbe rapida diffusione tanto che nel 529 fu eletto, per desiderio popolare e nonostante le sue resistenze, vescovo di Angers.

Lottò particolarmente contro i matrimoni incestuosi, frequenti tra i nobili,partecipando attivamente ai Concili d’Orléans del 538 e del 541 mentre si fece rappresentare dall’abate Sapaudo in quello del 549. Il suo energico atteggiamento gli procurò minacce di morte e contrasti con gli altri vescovi, ma dall’approvazione di s. Cesario trasse nuova lena per proseguire nella sua difficile e pericolosa opera moralizzatrice. La tradizione vuole che abbia aiutato tutti coloro che erano in difficoltà, anche utilizzando i fondi diocesani per riscattare gli ostaggi dai pirati. Secondo un’altra tradizione, egli si scontrò con il re Childeberto, che aveva imprigionato una donna di nome Etherie, di una località vicino Angers; impossibilitato a garantire la sua liberazione, Albino andò a trovarla in prigione e il soldato che cercò di opporglisi cadde morto ai suoi piedi. Questo fatto impressionò il re che permise ad Albino di liberarla.

Accolse san Tugdual, che sfuggiva ai suoi nemici, e lo appoggiò presso re Childeberto.

Un’altra leggenda racconta che una volta Albino pregò fino a notte per alcuni uomini imprigionati nella Torre di Angers. Improvvisamente una grande pietra crollò dal muro, permettendo loro la fuga.

Morì il 1° marzo 550 ad Angerse fu sepolto nella chiesa di St. Pierre d’Angers; ma già nel 556 gli fu dedicata una chiesa nella cui cripta le sue spoglie vennero traslate.

Presso la chiesa sorse immediatamente un’abbazia (il cui primo abate fu, forse, Sapaudo) e in essa il corpo di Albino trovò definitiva sistemazione nel 1126. Da Gregorio di Tours sappiamo che già ai suoi tempi il culto di s. Albino era oltremodo diffuso; in seguito si estese in Germania, in Inghilterra e in Polonia, facendo di Albino uno dei santi più popolari del Medio Evo. La sua festa cade il 1° marzo.

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