Il Santo del giorno, 1 Dicembre: S. Ansano, Patrono di Siena

 

 

Martire, verso il suo sangue su quel torrente d’Arbia che Dante descrive rosso per il sangue fiorentino e per i 5.000 lucchesi che o vi persero la vita, o furono fatti prigionieri, nella Battaglia di Montaperti, il 4 Settembre 1261.

Festa a Ponte a Moriano.

 

 

 

 

 

Sant’ Ansano di Siena Martire (m. Siena, 304)

 

Ansano, patrono di Siena, (che ha per stemma una lupa ed un motto latino) era di origini romane, figlio di un nobile patrizio, Tranquillino. Mentre era stato condotto al battesimo dalla madrina Massima.

Quando scoppiò la persecuzione di Diocleziano, Massima e Ansano vennero imprigionati. La madrina morì sotto i colpi di verga dei littori, mentre Ansano riuscì a fuggire, dirigendosi verso nord lungo la via Cassia, fino ad arrivare a Siena.

Qui predicò il Vangelo e battezzò i primi cristiani. Quest’opera gli meritò il titolo di «battezzatore dei Senesi»: sulla sua sepoltura sarebbe sorta la cattedrale e lo stesso Duccio di Buoninsegna lo ritrasse nella sua celebre «Maestà».

Ma la persecuzione seguì Ansano anche a Siena.

Inseguito e raggiunto dal proconsole Lisia, venne catturato e torturato. La lunga vicenda che, dopo la cattura, lo portò al martirio narra di pesanti e dolorose vessazioni, che non servirono a fargli rinnegare la propria fede. Venne così condannato al rogo. Ansano, però, fu salvato miracolosamente dalle fiamme, che si spensero non appena venne gettato sul fuoco.

Alla fine fu decapitato con la spada fuori dalla città, sulle rive dell’Arbia, quel torrente che deve essere diventato rosso per il suo sangue: da questa vicenda e da questo racconto, Dante deve aver preso spunto quando descrive la Battaglia di Monteaperti, che per poco non segnò la distruzione totale di Firenze e decise per sempre l’angusto limite fissato alla città di Luca che ebbe in un sol giorno uccisi o prigionieri oltre 5.000 uomini, come dire quasi la totalità dei maschi validi! Mentre le bandiere e gli stendardi dei fiorentini furono presi e lo stesso gonfalone di Firenze fu attaccato alla coda di un asino e trascinato nella polvere:

 

« Lo strazio e ‘l grande scempio

che fece l’Arbia colorata in rosso,

tal orazion fa far nel nostro tempio. »

 

(Inferno X, 85)

 

Patronato: Siena

 

Le migliaia di visitatori che, ogni anno, sostano in commossa ammirazione davanti alla celebre ” Maestà ” di Duccio di Buoninsegna, oggi mirabilmente esposta nel Museo dell’Opera dei Duomo, a Siena, rendono omaggio, anche senza conoscerlo o riconoscerlo, a Sant’Ansano, primo Patrono di Siena, raffigurato al posto d’onore, ai piedi del trono della Madonna, accanto agli altri tre protettori della “città della Vergine”.

La figura di Sant’Ansano, e la sua storia sono infatti così strettamente legati alla storia e alla vita di Siena, che è difficile, se non impossibile, parlare di questa città, dei suoi monumenti e della sua arte, senza imbattersi, prima o poi, nel nome di Sant’Ansano; come è impossibile fare il nome di Sant’Ansano senza pensare immediatamente a Siena, che lo onora come proprio ” battezzatore “.

Si sa, per esempio, come la grande tavola dipinta da Duccio con la sua bellissima ” Maestà ” fosse destinata all’altar maggiore della cattedrale senese, dove, secondo la tradizione, venne portata quasi a furor di popolo, con una festante processione.

Ma la cattedrale di Siena, dedicata alla Vergine Assunta era stata eretta sulla sepoltura di Sant’Ansano, ed era quindi, e ancora lo è, monumento di gloria in onore del Santo, come lo è la tavola sulla quale è effigiato presso il trono della Madonna.

Nella città che si vanta figlia diretta di Roma, con la quale condivide l’emblema della lupa che allatta i gemelli, non sorprende che anche il Santo patrono sia romano, prode figlio di un nobile patrizio.

Decapitato con la spada fuori di città, sulle rive dell’Arbia, le cui acque furono così, per la prima volta, colorate, ma leggerissimamente, in rosso.

Sul luogo del martirio, si levò il primo antichissimo sacello dedicato a Sant’Ansano, ma quando la città di Siena raggiunse il massimo della sua potenza politica e della sua floridezza economica, si volle trasportare entro le mura le spoglie dell’antico martire e battezzatore, per onorarle con la costruzione di una delle più belle cattedrali del Medioevo italiano.

E quando anche questa cattedrale non parve sufficiente, se ne volle costruire una ancora più grande, che incorporasse la precedente costruzione. Venne così ideato e iniziato, ma non mai terminato, il grande ” Duomo nuovo ” che ha aggiunto, anche così com’è, nella sua drammatica incompletezza, un altro elemento di onore per Sant’Ansano, Patrono di Siena.

 

 

 

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