IL RISOTTO CON LA PECCHIA ricetta antica della garfagnana

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ricetta della signora Cleme (Clementina) di Villa Collemandina
Per leggere bene quello che scrivo dovete sapere che le persone anziane in Garfagnana dànno del Voi per
rispetto e non del lei.
Che la “O” si legge chiusa come nella parola limone e la “J” sta per gli, che “feva” è il troncamento della
parola faceva.
Veniamo al racconto e alla ricetta semplicissima quanto delicata.
Tempo fà ero su una panchina al fresco con la Cleme, la Veneta, la Stefania e dopo venne anche un’altra
signora, parlavamo di necci, castagnaccio, manafregoli, vinata e vecchie ricette… ad un tratto la Cleme mi ha detto:
“Lo sapete la mi nonna che mi feva da cicchina (piccolina) il riso colla pecchia !!!”
Allora io gli chiesi di raccontarmelo e lei continuò: ” pijava le patate le taijava a dadini le metteva ind’una
padella e le feva rosolà ben ben con un popò di tremarin (rosmarino)(facoltativo) eppò metteva tutto ind’una pentola, cavava il tremarin, ci metteva il riso e faceva coge.
Quando il riso era mollo, pijava la pecchia, lo sapete ch’edè la pecchia (rivolgendosi a me)……. edè la panna
che trovian sul secchio del latte doppo che abbian molto (munto) la vacca.
sapessito comed’era bon… e pò cun sopre un’icaciata di cacio col pirigello !!!
Per chi avesse avuto difficoltà nel leggere racconto la ricetta.
In una pentola da risotti si mette del burro o dell’olio con un rametto di rosmarino e si insaporisce l’olio, poi si mettono le patate a cubetti, si fanno rosolare, si toglie il rosmarino, si mette il riso e si porta avanti come un normale risotto.
Alla fine prima di portare in tavola si aggiunge un bicchiere di panna (ci vorrebbe quella del contadino) e si manteca per bene, poi nel piatto formaggio grattugiato.
E’ un piatto dell’inverno, molto nutriente e molto buono.
di ezio lucchesi

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