E’ un poliziotto della questura di Pisa il rapinatore della Conad in via per S. Alessio, arrestato ieri sera dai colleghi della questura lucchese, subito dopo la rapina. L’uomo era stato catturato dopo che stava allontanandosi a piedi, appena Immagine-generica-poliziacompiuto il colpo, che gli aveva fruttato circa 5 mila euro in contanti. E’ stata una brutta notizia per la polizia, quando all’arrivo in questura per l’interrogatorio, hanno trovato il tesserino delle forze dell’ordine, all’interno del portafoglio del rapinatore. L’uomo, un 49enne recante servizio come assistente capo, presso la caserma di Pisa, non aveva mai avuto precedenti di questo tipo, ne apparenti problemi mentali. Le cause sono quindi tutte da accertare, ma quella predominante parrebbe essere quella economica.

Il poliziotto,secondo le indagini, non dovrebbe aver avuto complici, visto che è arrivato al supermercato, con la sua macchina privata, una Touring Chrysler, e munito della pistola d’ordinanza, una Beretta 92s15. Qui il caso prende una strana piega. Infatti questo tipo di arma supporta dei proiettili 9×11, mentre il rapinatore l’aveva caricata con munizioni 9×21, che, essendo più lunghi, non permettono alla pistola di sparare,lasciandola anche mezza aperta. E’ stato questo, forse, il motivo per cui i commessi della Conad, hanno parlato alle forze dell’ordine di pistola giocattolo, e hanno trovato subito la forza di reagire all’aggressore. Anche un senegalese, che si trovava fuori dal negozio, si è lanciato all’inseguimento dell’uomo, che durante la fuga ha scarrellato più volte l’arma, cercando di far desistere gli inseguitori, che però non si sono fatti intimorire. Come mai l’uomo abbia caricato la pistola con dei proiettili errati, non è ancora stato accertato, forse non voleva fare male a nessuno,ma a quel punto poteva non caricarla, oppure si tratta solo di un semplice sbaglio dettato dalla tensione. Si può anche pensare che il fatto di lasciare in giro bossoli non usati dalla polizia, avesse potuto depistare gli investigatori, se la fuga fosse andata a buon fine, ma ci sono comunque altri criteri scientifici per risalire all’arma che ha sparato, quindi non c’è ancora niente di certo, anche perché l’uomo non ha ancora conferito parola dopo l’arresto. All’arrivo delle forze dell’ordine, che sono giunte sul posto in maniera tempestiva, grazie alla chiamata di un uomo che ha avuto la fermezza di avvertirle, proprio durante la rapina, l’uomo era già a terra e gli è stata tolta la pistola. All’arrivo in questura poi la brutta sorpresa, il rapinatore, era, purtroppo, un collega.

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