IL PROGETTO DEL PARCO NAZIONALE DELLA PACE FU IDEATO DA GIUSEPPE CONTI E FU SOSTENUTO DALL’AMMINISTRAZIONE DI RINASCITA DELLA MONTAGNA: PCI-PSI- PRI – E INDIPENDENTI DI SINISTRAIMG_20190812_083924 c

Stazzema_ Con questo pezzo il giornale che non c’è vuole concludere il contributo informativo ma anche correttivo di troppe inesattezze propinate durante le giornate commemorative inerenti al 75° anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema.. Abbiamo avvertito tanta campagna elettorale ma poca autocritica su ciò che è avvenuto con la tornata elettorale delle europee anche a Sant’Anna, luogo dell’Anagrafe antifascista. Nessuno ha fatto riferimento a ciò che è successo nel Comune di Stazzema, con il Pd ridotto ai minimi termini. Su facebook qualcosa è passato a dispetto di quanto hanno scritto i giornalisti VERI, che stanno tacendo su un altro fatto che andrebbe invece evidenziato, quello che forse stiamo assistendo all’ennesima situazione da uccel di bosco. Per ora ci fermiamo qui lasciando questo cartello indicativo ai giornalisti veri. Spesso gli uccelli di bosco, schierati su fronti opposti, si riscoprono su quelli che dovevano contrastare e che per questa loro mission hanno ricevuto il voto. Negli ultimi due decenni abbiamo assistito a molti uccel di bosco. Ma forse questo è il cromosoma vincente per chi fa politica in Italia. Tuttavia non ci arrendiamo.

Sul Parco nazionale della Pace va dato quello che spetta all’onorevole Carlo Carli ma non va taciuto ciò che spetta di diritto al sindaco socialista pro tempore Giuseppe Conti e all’amministrazione di Rinascita della Montagna che amministrò il Comune di Stazzema dal 1985 al 1990, una coalizione che comprendeva il PCI,PSI, PRI e gli indipendenti di sinistra.

Il progetto del Parco nazionale della Pace fu ideato dal sindaco Giuseppe Conti e sostenuto dalla coalizione che guidava . Senza Conti e senza Rinascita della Montagna non ci sarebbe stato il Parco nazionale della Pace, così come senza Don Giuseppe Vangelisti non ci sarebbe stata e non c’è completezza per la memoria sull’eccidio. Queste sottolineature devono restare punti fermi della storia e della memoria che si è andata facendo dal 1944 fino ai giorni nostri. Il Parco della Pace fu avversato dalle opposizioni del tempo. Fra le variegate motivazioni ideologiche ci furono anche quelle che con il Parco nazionale della Pace Giuseppe Conti si sarebbe preconfezionato la poltrona da “dopo sindaco”. Era il 1987, quando ancora il sindaco veniva eletto e/o rimosso dal suo ruolo dal Consiglio comunale e ancora non era in vigore la legge che la figura del sindaco dovesse essere votato dai cittadini – elettori e che la sfiducia del medesimo comportasse la caduta dell’intero consiglio comunale e il ritorno alle urne. Oggi assistiamo al sedere uno e trino con cui si occupano molte poltrone. Una trinità politico-amministrativa che non ha bisogno della fede ma spesso e volentieri del tifo più sfegatato e degli interessi da tutelare. Una legge, quella dell’on. Bassanini (PCI), che può aver consentito maggiore stabilità amministrativa ma che ha anche dato inizio all’emergere della concezione dell’uomo solo al comando che con l’ avvento di Silvio Berlusconi, ma già con Craxi qualcosa si era mosso in tale direzione, ha preso sempre più campo, sia a livello nazionale che a livello regionale,provinciale e comunale. Un modello, quello dell’uomo illuminato, che ha di molto minato il concetto di democrazia percepito dalle giovani generazioni italiane.

Tornando a quel progetto iniziale di Parco nazionale della Pace,esso fu troppo anticipatore di posizioni ( oggi quasi tutte condivise ma nel 1987 non lo erano) che nell’arco temporale che andava dal primo bombardamento della popolazione civile a Guernica alla bomba atomica di Hiroshima considerava martiri tutti i caduti a seguito di quelle disumanità perpetrate; anche i civili scaraventati nelle profondità buie delle foibe. I tempi non erano maturi e quel progetto non fu approvato dal Parlamento, nonostante l’opera di perorazione tentata dal Rabbino Elio Toaff. La motivazione fu che la strada Pontestazzemese-Farnocchia- Sant’Anna che prevedeva il Parco nazionale della Pace ideato dal sindaco Conti, l’infrastruttura era uno dei punti portanti del progetto, fu considerata condizione troppo onerosa per approvare il Parco. Solo nel duemila, con l’avvento del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e l’impegno profuso dall’on. Carlo Carli si giungerà all’approvazione di un Parco della Pace molto diverso e più ideologizzato, ma soprattutto mancante del progetto della realizzazione della strada Pontestazzemese – Farnocchia-Sant’Anna. Col passare degli anni il Parco della Pace si è aperto a tematiche molto vicine a quelle innovatrici che furono prospettate nel 1987, come al riconoscimento dell’azione resistenziale svolta dai militari italiani e del crimine contro l’umanità che furono le foibe e abbracciando il messaggio di sincretismo tra religioni diverse, passando dall’incontro tra il rabbino Elio Toaff e il parroco di La Culla, quel Don Giuseppe Vangelisti che fece da tramite, tanto che il 24 maggio 1987 il Cardinale Sebastiano Baggio, in occasione della sua visita a Sant’Anna, approvò il progetto del Parco nazionale della Pace e l’istituzione in Sant’Anna di un centro interreligioso di preghiera che invece è scomparso nella seconda stesura del progetto.

Giuseppe Vezzoni,addì 14.8.2019.

Share