Il pane del sabato.28872198_10155464858821814_343596975663452385_n

La lunga notte del pane cominciava intorno a mezzanotte con la preparazione dell’impasto. L’azdòra prelevava dalla cassa di legno la farina occorrente e la versava nella madia. Dopodiché si faceva un grande buco al centro, un cratere, si aggiungeva una mangiata di sale e in ultimo il prezioso lievito madre. L’impasto proseguiva con l’aggiunta graduale d’ acqua per favorire il giusto amalgama. Così, nel cuore della notte, mentre tutta la famiglia dormiva, le operose massaie, con un grande e ritmato lavorio di braccia, che durava almeno un paio d’orette, impastavano il pane con tanta cura, forza e passione. Terminato l’impasto, la madia veniva leggermente inclinata su un lato, in modo tale da compattare meglio la grande massa impastata e facilitare la lievitazione. Prima di chiudere la madia si copriva l’impasto con degli strofinacci puliti e delle coperte per non disperdere il calore. Verso il mattino si verificava la lievitazione e si preparava il forno per la cottura.

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