Il neo-campione italiano Paolo Andreucci si è concesso ieri sera ai microfoni di Rock’n’Rally,

trasmissione radiofonica condotta da Luca Del Vitto sull’emittente varesina Radio Village Network. Una lunga intervista durante la quale l’11 volte campione si è lasciato andare tra aneddoti e considerazioni sulla sua carriera e sull’immediato futuro. Andiamo a ripercorrere insieme quanto detto dal pilota Peugeot.

53 anni, undicesimo titolo tricolore. Una stagione particolare quella che avete affrontato, ce la racconti?

“Per noi è stata una stagione a due facce. La prima parte è andata decisamente bene, poi a Luglio l’incidente con Anna ci ha un pò scombussolato. Nelle successive tre gare non abbiamo raccolto punti, ma fortunatamente avevamo un buon vantaggio da poter gestire. Il ritorno di Anna, la professionalità della squadra, l’affidabilità della vettura e la competitività delle gomme ci hanno però permesso di disputare un’ottima gara a Verona e di cogliere questo risultato” 

C’è stato un momento in passato in cui hai accarezzato la prospettiva di poter essere un pilota ufficiale. Un’ipotesi però sfumata e che ti ha costretto a ripartire da zero. Col senno di poi, baratteresti la carriera che hai fatto fino ad ora per un sedile da ufficiale?

Era un periodo diverso. In quei tempi la presenza di Lancia nel mondo dei rally era molto forte e c’erano molte risorse che venivano distribuite anche ai team privati per supportare i giovani. Sono arrivato nel posto giusto ma nel momento sbagliato, cosa che mi ha costretto a ripartire da capo. Sono contento comunque della carriera che ho fatto e di quel che ho raggiunto grazie ai programmi di Peugeot Italia.

Hai cavalcato diversi periodi rallystici: sei passato dalle potenti WRC alle N4, fino ad arrivare alle S2000 e alle performanti R5. Quale è stato il miglior Paolo Andreucci in assoluto?

Cerco di migliorare il mio stile di guida ogni anno, e devo dire che la prima parte del 2018 per me è stata ottima. Nel 2001 feci una grande stagione, ma in generale anche durante tutte le stagioni in cui ho corso con Peugeot mi sento di aver fatto bene. Probabilmente la soddisfazione maggiore l’abbiamo avuta con la 208 R5, una vettura che abbiamo seguito e sviluppato fin dai suoi primi passi e portata al trionfo durante la sua prima stagione assoluta. Dopo cinque anni siamo qui a festeggiare un altro titolo, per cui la vettura è ancora competitiva e tutt’altro che finita.

Parliamo di questa 208 R5. Il suo ciclo è finito oppure ci sono ancora delle carte da giocare?

Il ciclo della 208 R5 non è finito. La vettura è affidabile e veloce. E’ importante soprattutto capire cosa faranno i nostri competitor ed anche le nuove vetture che arriveranno nel CIR l’anno prossimo (Polo R5 NdR). Noi non avremo nuove evoluzioni, non sarà stravolta e dovremo lavorare sui dettagli. Abbiamo un’ottima squadra e il minor numero di ritiri rispetto a tutti i nostri avversari, questi sono i nostri punti di forza.

Quale è il tuo elisir di lunga vita? Hai dei riti particolari che compi prima della gara?

Avere una passione che è anche il tuo lavoro aiuta moltissimo e ti spinge a non lasciare mai quello che fai. Sei alla ricerca continua di nuove motivazioni, soprattutto per me che amo questo sport e che sono riuscito a trasformarlo nel mio lavoro. Mi ritengo fortunato per questo. Riti particolari? No non ne ho, prima di mettermi in macchina faccio dello stretching ma non sono superstizioso, a differenza di Anna quando vede i gatti neri! Se ne troviamo uno in trasferimento, mi costringe a fermarmi (se abbiamo tempo)!

Nelle tue note si sente spesso il termine “zanella”. Ci spieghi cosa significa?

La “zanella” è semplicemente il bordo strada che divide l’asfalto e il marciapiede quando c’è lo scolo dell’acqua. Quando esiste questo scolo, lo inseriamo nelle note perchè a volte mettiamo la ruota in quel punto.

Parliamo dell’incidente di Luglio con Anna. Quando capitano queste cose ed esiste un vincolo sentimentale tra pilota e navigatore, la preoccupazione è doppia?

No, il nostro vincolo rappresenta un vantaggio perchè abbiamo un grande feeling. Quest’anno è stato particolare perchè Anna è stata costretta a letto per un certo periodo a causa dell’incidente e per lei è stato un periodo duro vista l’impossibilità di muoversi. Non è stata una bella estate, ma è tornata più carica che mai con la solita voglia di fare bene.

Cosa farete nel 2019 e come ti vedi tra 10 anni?

E’ ancora presto per parlare del prossimo anno perchè in Peugeot sono molto impegnati. Comunque aspettiamo fiduciosi i loro programmi futuri. Indipendentemente dall’età, se sei competitivo e vai forte le squadre ti cercano e continuano a cercarti. Tra 10 anni mi vedo ancora coinvolto appieno nel mondo del motorsport. Con Anna abbiamo già delle attività in questo senso, come ad esempio i corsi di guida sicura che teniamo quando non siamo impegnati con le gare. In linea di massima insegnare e trasmettere quello che so fare è una cosa che mi piace molto, già dai tempi in cui facevo il maestro di sci.

E’ difficile trovare Paolo Andreucci nella sua vita privata al di fuori dei rally, ma c’è stata nell’ultimo periodo una certa vostra apertura nei confronti dei social network. Cosa ne pensi di questi nuovi sistemi di comunicazione?

In questo periodo che stiamo vivendo, i social network sono fondamentali. All’inizio era un mondo che non abbiamo mai toccato, ma poi con Peugeot si è avvertita questa esigenza. Ora abbiamo delle persone che seguono questo aspetto durante le gare, senza poi dimenticare l’app che abbiamo sviluppato che può essere inserita in questo contesto. Per noi questa app è fonte di soddisfazione in quanto si tratta di un brevetto che tanti hanno cercato di realizzare ma solo noi abbiamo portato fino in fondo. Ora ci sarà un nuovo aggiornamento diviso in due sezioni: una dedicata alla guida stradale e l’altra per i rallysti, in uscita a Dicembre.

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