IL GUARDAROBA DEI BAMBINI AL TEMPO DELLA SHARING ECONOMY

Tre investimenti, tre obiettivi centrati. E’ senz’altro un primo anno denso di soddisfazioni per gli

investitori della A11 Venture, la società che riunisce un gruppo di imprenditori provenienti dall’asse

Firenze, Prato, Pistoia, Lucca e Pisa (il tracciato dell’autostrada A11) orientati a investire sul processo di

formazione e sviluppo di nuove potenzialità fornendo supporto finanziario e manageriale alle startup

innovative.

armadio-verde

Si sta rivelando più che positivo, infatti, anche l’ultimo investimento su cui hanno creduto: la startup

Armadio Verde. Un investimento che si colloca nella “sharing economy” (economia che parte dai

beni condivisi) e che dimostra come si possa fare innovazione anche solo cambiando il modo di

pensare al business.

Nato dall’idea di due genitori, David Erba ed Eleonora Dellera, Armadio Verde è il primo mercato

di condivisione di vestiti usati dei bambini (baby clothes sharing market). Un servizio on line che ha

conquistato immediatamente la fiducia di altri genitori visto che, nei primi dodici mesi, ha avuto

oltre mezzo milione di visitatori unici con centomila visite a gennaio 2016 (più 143% rispetto a

dicembre), conquistando oltre 20mila utenti e più di 2.700 transazioni grazie ad una media di oltre

10mila capi sempre disponibili sul sito e duemila vestiti scambiati mensilmente.

In pratica, risolve quello che è stato un problema per tutti i genitori cui i figli, crescendo,

lasciavano armadi pieni di vestiti ancora buoni, ma non più utilizzabili. Le parole d’ordine sono

risparmio e no allo spreco: i genitori spediscono tutine e vestitini che non usano più e ne prendono

in cambio altri messi a disposizione dagli altri clienti. La qualità dei vestiti viene analizzata e viene

assegnato un punteggio in stelline, in base al quale i genitori possono scegliere altri vestiti dal

negozio on line. Se non si hanno vestiti da scambiare è comunque possibile comprare i prodotti

pagandoli.

Un sistema su cui la A11 Venture ha investito insieme ad Innogest SGR, Ligur Capital, Gruppo

editoriale l’Espresso, più altri investitori privati per un round di finanziamento di 1,3 milioni di

euro. E che risponde in pieno alla vision della società lucchese e dei sui componenti Rosaria

Cardella, Nicola Giannecchini, Luigi Lazzareschi, Alessandro Mennucci, Giorgio Bartoli, Giovanni

Gambini, Lorna Vatta, Marco Severini e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che si

muovono alla ricerca di idee, brevetti, startup innovative in grado di rilanciare e riportare

investimenti e risorse sul territorio.

Secondo la società di consulenza PwC, Armadio Verde si colloca in un settore, quello della sharing

economy, destinato ad esplodere nei prossimi anni, passando dai 15 miliardi di dollari attuali di

ricavi a 335 miliardi nel 2025, e vanta casi di successo anche nell’abbigliamento come per la

statunitense Thredup che ha raccolto 131 milioni di dollari di finanziamenti dal 2009 ad oggi.

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