Il Governo approva definitivamente la nuova legge sulle pratiche sleali

 

 

Pratiche sleali pietra miliare per un percorso di trasparenza nelle filiere agroalimentari. La Coldiretti ha incassato un risultato importante. L’approvazione al Consiglio dei ministri  del 4 novembre del provvedimento che dà attuazione alla direttiva  sulle pratiche sleali commerciali  era stata annunciata dal  ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, nel suo intervento  in occasione della   presentazione del progetto “M.A.C.I.S.T.E – Monitoraggio Agromafie Contrasto Illecito Settore Tabacchi E-cig” per il contrasto all’illecito nei tabacchi in Italia, che si è svolto il 3 novembre scorso a palazzo Rospigliosi.  Con il nuovo provvedimento  scatta lo stop per 16 pratiche sleali che vanno dal rispetto dei termini di pagamento (non oltre 30 giorni per i prodotti deperibili) al divieto di modifiche unilaterali dei contratti e di aste on line al doppio ribasso, dalle limitazioni delle vendite sottocosto alla fine dei pagamenti non connessi alle vendite fino ai contratti rigorosamente scritti. Si realizza così un percorso virtuoso finalizzato a garantire una equa distribuzione del valore lungo tutta la filiera.

 

All’incontro  che ha puntato i riflettori sulla lotta agli illeciti hanno partecipato con il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo,  il  Presidente del Comitato Scientifico, Fondazione Osservatorio Agromafie Gian Carlo Caselli (intervenuto in collegamento) , Alberto Mattiacci, Professore Ordinario di Management e Marketing e Presidente del Comitato Scientifico di Eurispes,  il Presidente ed Amministratore Delegato Philip Morris Italia Marco Hannappel, il Direttore Generale Agenzia Dogane e Monopoli Marcello Minenna e l’Ispettore per gli Istituti di Istruzione della Guardia di Finanza Gen. Carlo Ricozzi .

 

Gesmundo ha aperto i lavori evidenziando la pericolosità del fenomeno del contrabbando delle sigarette che – ha detto- in passato è  stato quasi circondato da un  alone di romanticismo, ma che  ha posto le basi per il traffico di armi e droga. E’ importante che si affermi un’imprenditoria pulita perché – ha spiegato Gesmundo – la legalità è un fattore di crescita che consente all’impresa di guadagnare. Ha evidenziato la strategicità dei contratti di filiera messi in campo da Coldiretti con Philip Morris   e che hanno portato all’impiego del tabacco 100% made in Italia per la realizzazione di Icos. Un contratto di filiera che si è concretizzato in investimenti importanti da parte della Philip Morris a Bologna e Taranto.

 

Il presidente Caselli, da parte sua, ha evidenziato come il business del contrabbando sia utile per la criminalità organizzata  anche per assoldare manovalanza. Qualche numero. In Campania un pacchetto di sigarette su cinque è fonte di illegalità. E gli utili che arrivano dal contrabbando vanno a finanziare altre attività illegali dai rifiuti tossici alla droga e le armi fino al terrorismo. Il tavolo di monitoraggio, dunque, aperto a Magistratura e Forze dell’ordine  è uno strumento fondamentale per l’azione di contrasto agli illeciti.

 

E’ importante  far leva sulla consapevolezza del danno che l’illegalità comporta. Lo ha sostenuto Mattiacci ricordando che i fenomeni illegali comportano una perdita di 427 milioni sottratti ad azioni virtuose in favore della sanità e degli aiuti aiuti alle imprese. L’evasione  consente  di finanziare attività malavitose  a  cui  apre nuovi canali.

 

Hannappel, da parte sua, ha messo in evidenza come l’innovazione di prodotto rappresenti un contrasto forte all’illecito perché è più facile falsificare prodotti “antichi” come le sigarette. Prodotti come Iqos, invece, realizzati nello stabilimento di Crespellano con investimenti per oltre 1,5 miliardi, sono molto più difficili da imitare. L’ad di Philip Morris ha anche  messo in luce il ruolo forte della ricerca (al nuovo centro sono stati destinati investimenti per 600 milioni) che aiuta l’azione delle Forze dell’ordine nella lotta al contrabbando. Hannappell ha  detto poi che il sistema Italia funziona grazie  alla collaborazione con la Coldiretti. Ha aggiunto che è importante investire al Sud, come prevede il Pnrr, perché creando un indotto importante si può bloccare l’illegalità. In Italia comunque si registrano livelli di illegalità più bassi nel settore ma non bisogna abbassare la guardia perché i 400 milioni sottratti all’erario favoriscono la creazione di ulteriori illegalità.

Minenna ha tracciato un quadro dei controlli capillari effettuati dalle Dogane soprattutto per quanto riguarda l’origine della materia prima che è certificata .Il generale della Guarda di Finanza ha segnalato un aumento del contrabbando nel periodo del lock down in controtendenza rispetto all’andamento dei crimini che nel periodo 2019/2020 sono diminuiti. Si è anche registrato un aumento del tabacco lavorato estero e delle sigarette a basso costo passate da 201 tonnellate del 2019 a 345 tonnellate del 2020.  Anche per il generale Ricozzi un punto di forza nella lotta al crimine è rappresentato dalla formazione.

L’impegno per la legalità – ha sottolineato Patuanelli è un impegno che ovviamente vede il Ministero coinvolto al 100%. Il contrasto a tutti i fenomeni illegali contribuisce a garantire, per chi invece produce in modo lecito e legale, una maggior copertura di reddito.

Il ministro poi nell’illustrare la direttiva sulle pratiche sleali ha sottolineato come sia stato un percorso impegnativo, su cui Coldiretti in particolare ha dato sempre massimo supporto. Da qui un ringraziamento diretto al presidente Prandini.
Ha poi aggiunto che il tema centrale in agricoltura in questo momento è quello del reddito, un tema su cui ha assicurato che si sta lavorando molto. Ha citato le progettualità del Pnrr, ma anche le risorse messe in campo dalla nuova legge di Bilancio: 526 milioni contro i 284 del 2021.

Il presidente della Coldiretti ha accolto con soddisfazione l’annuncio del ministro sull’operatività della nuova normativa sulle pratiche sleali: una storia nuova – ha detto- per il riequilibrio delle filiere con la distribuzione più equa del valore che può fare la differenza. Prandini ha condiviso l’importanza della formazione senza la quale – ha  aggiunto – non possiamo fare prevenzione.  Per anni nel nostro Paese la formazione non è stata considerata e non c’è stato mai nessun problema a fare tagli. Un atteggiamento, per Prandini, poco lungimirante. Il numero uno della Coldiretti ha messo poi in luce la centralità dei contratti di filiera. Con Philip Morris è stata una intuizione che ha avuto un impatto importante e  non solo sul piano economico. E’ stato un investimento rilevante anche sul fronte dell’innovazione: la filiera del  tabacco ha sperimentato l’uso di fitosanitari sostenibili e grazie all’agricoltura di precisione   è riuscita a ridurre fino al 50%  l’impiego di acqua. Prandini ha poi rilanciato sulla necessità di puntare sugli investimenti in infrastrutture che possono diventare un presidio anche per il controllo delle filiere.  La trasparenza – ha aggiunto- è indispensabile per sconfiggere la piaga del caporalato. Un obiettivo per il quale è importante la legge sulle pratiche sleali perché  se non c’è il rispetto del lavoro delle imprese agricole si favorisce il caporalato. Dobbiamo batterci partendo dall’Osservatorio perché tutte le filiere diventino trasparenti. Lo dobbiamo anche ai cittadini – ha concluso il presidente di Coldiretti – perché senza trasparenza ci sono rischi non solo per la tenuta economica del Paese, ma anche per la salute.

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