Il gioco d’azzardo era popolare già nell’antica Roma1

Il gioco d’azzardo oggi è una realtà consolidata e sempre più tecnologica, ma non è certo un’invenzione degli ultimi anni. Il gioco è infatti presente nella cultura italiana ed europea da millenni, tanto che era popolare già all’epoca dell’antica Roma. Addirittura, si può affermare che i giochi che abbiamo oggi, in parte derivino da quei giochi antichi inventati dalle civiltà del passato, anche più antiche degli stessi romani. Alcune forme di gioco erano conosciute già dagli egizi e dai babilonesi, oltre che dagli antichi cinesi in oriente, ai quali si deve l’invenzione di molti giochi a partire dalle carte.

I ritrovamenti archeologici testimoniano come esistessero delle forme rudimentali di gioco anche in Grecia. Qui sono state ritrovate le più antiche tracce in assoluto di gioco d’azzardo: si tratta di dadi che risalgono al VII secolo prima di Cristo. Già all’epoca i dadi erano utilizzati sia per i giochi da tavolo che come gioco a sé stante, con il punteggio più alto che risultava vincente.

In Italia, le prime tracce certe che riguardano il gioco d’azzardo risalgono al IV secolo prima di Cristo. Si tratta di bassorilievi che raffigurano uomini e donne intente a giocare ai dadi, a riprova di come questi giochi fossero popolari già allora. Era comune vedere i soldati romani giocare a dadi durante le pause delle campagne militari: non molti sanno che gli equipaggiamenti bellici comprendevano quasi sempre anche questo tipo di passatempo.

I giochi e gli eventi pubblici con protagonisti animali e uomini avevano un grande seguito nell’antica Roma e spesso diventavano oggetto di scommesse. Un esempio sono i combattimenti di galli, molto popolari all’epoca. Ma se è vero che i romani appresero dai greci molte delle cosiddette discipline olimpiche (come la lotta, i vari combattimenti, la corsa, il lancio del disco), è altrettanto vero che, oltre agli sport, importarono dalla Grecia anche l’usanza di scommettere sui risultati degli incontri sportivi.

Si tratta di una pratica del tutto uguale a quella di oggi, anche se ovviamente sono cambiate le modalità e la tecnologia. Grazie all’avvento di internet e del gioco online, ad esempio, oggi possiamo giocare e scommettere in tutta comodità senza nemmeno spostarsi da casa. Una cosa impensabile fino a pochi decenni fa.

I giochi continuarono ad essere popolari durante il medioevo, anche se la decadenza di questo periodo non ha lasciato particolari tracce che siano arrivate i giorni nostri. In particolare, in questo periodo si sviluppano le cosiddette “baratterie”, ossia dei luoghi appartati in cui veniva praticato il gioco dei dadi.

Una testimonianza di come il gioco d’azzardo fosse in voga a cavallo tra il ‘500 e il ‘600 viene invece dalla storia dell’arte, in particolare da un dipinto del Caravaggio. Nell’opera “I bari” il celebre pittore ritrae due giocatori durante una partita di carte, in cui uno bara grazie alla complicità di un compare che guarda le carte dell’avversario.

Al pari di oggi, il gioco d’azzardo poteva infatti degenerare nella sua forma illegale. Le truffe ed i raggiri erano all’ordine del giorno e quindi si diffusero delle leggi per contrastare il fenomeno. Ad esempio, una legge dell’imperatore Federico II stabiliva che chiunque fosse coinvolto attivamente nell’attività di gioco non poteva ricoprire incarichi pubblici. Ma ben presto i potenti dell’epoca iniziarono a regolare l’attività di gioco, ricavandone al contempo delle tasse, le cosiddette “gabelle”.

Per arrivare alla prima Casa da gioco legale bisogna aspettare fino al 1638. In questo anno, infatti, apre i battenti il Casinò di Venezia, che è il più antico del mondo e per ben tre secoli rimase l’unico in Italia. Bisognerà aspettare fino al ‘900 per l’apertura degli altri tre casinò italiani, cioè Sanremo, Campione d’Italia e Saint-Vincent. La successiva rivoluzione è quella dell’online, che ha reso il gioco ancora più accessibile.

 

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