Il futuro delle Apuane oltre il marmo

Lo scorso fine settimana il Cai Toscana ha organizzato un convegno a Castelnuovo Garfagnana e tredici escursioni nel comprensorio delle Apuane. La frequentazione lenta e interessata può favorire uno sviluppo in grado di salvaguardare il territorio, dando contemporaneamente prospettive lavorative ed economiche agli abitanti

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Una delle 13 escursioni organizzate sulle Apuane © Cai Barga

Uscire dalla monocultura dell’escavazione con proposte che valorizzino il patrimonio naturale e culturale delle Apuane, dando così nuove opportunità lavorative agli abitanti.
Con questi obiettivi il Cai Toscana ha organizzato, sabato scorso a Castelnuovo Garfagnana, il convegno “Alpi Apuane oltre il marmo – Esperienze e prospettive di sviluppo”, al quale ha preso parte la Vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi che ha la delega per le Politiche per la montagna.

«Ferme restando le nostre considerazioni sul sistema di distruzione della montagna da parte delle cave, per produrre, ci tengo a ricordarlo, prevalentemente carbonato di calcio, abbiamo deciso di lasciare da parte per un momento le proteste, mettendo sul tavolo proposte di sviluppo», ha affermato il presidente del Cai Toscana Giancarlo Tellini, soddisfatto dall’esito dei lavori. «Abbiamo così presentato idee e progetti per valorizzare il territorio attraverso attività sostenibili in grado di generare business e lavoro».

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Il convegno di Castelnuovo Garfagnana © Cai Toscana

Valorizzare gli oltre 1000 km di sentieri

Queste idee e questi progetti, presentati dalla vicepresidente del Cai Toscana Benedetta Barsi, si basano essenzialmente sulla promozione degli oltre 1000 km di sentieri presenti nel territorio e degli itinerari di più giorni che lo attraversano: dall‘Alta Via delle Apuane alla Francigena, dalla Via Matildica del Volto Santo al Sentiero dei Ducati, fino ad arrivare alla variante apuana del Sentiero Italia CAI.

«Quest’ultima, divisa in sette tappe per un totale di 110 km, è un anello che collega l’Appennino e le Apuane consentendo, come del resto gli altri itinerari, di toccare con mano il fascino di questi monti», spiega Tellini. «Sono montagne che guardano il mare, con diverse cime appena sotto i 2000 metri racchiuse in uno spazio limitato, ricche di acqua e biodiversità».

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La casa di fosco Maraini a Molazzana con, a sinistra, l’annesso agricolo © Lorenzo Storti

Le Apuane e Fosco Maraini

Oltre che natura, le Apuane sono anche cultura, e anche su questo aspetto si concentra l’impegno del Club alpino italiano, puntando in particolare sulla figura di Fosco Maraini. Nel mondo alpinistico Maraini è conosciuto soprattutto per essere stato lo storiografo e il documentarista della spedizione organizzata dal Cai che nel 1958 raggiunse la vetta del Gasherbrum IV e per essere stato a capo della spedizione alpinistica ed esplorativa organizzata dalla Sezione di Roma nel 1959 all’allora quasi sconosciuto Monte Saraghrar (7349 m), nell’Hindukush.
All’Alpe di Sant’Antonio, nel Comune di Molazzana (Lu), c’è la casa dove trascorse una parte degli ultimi anni della sua vita.

«Qui stiamo lavorando insieme all’amministrazione comunale per dare vita a un parco culturale dedicato proprio a Maraini, con sei sentieri lungo i quali posizionare delle bacheche che descrivano le peculiarità dell’ambiente circostante, oltre alle vicende che li legano a Fosco», continua Tellini. «Nella casa, e nel vicino annesso agricolo, vorremmo dare vita a un piccolo museo dedicato alla figura di Maraini, con una sala conferenze e un posto tappa per i camminatori».

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Escursionisti verso la vetta del Monte Altissimo © Cai Fivizzano

Centinaia di persone in cammino

L’importanza che ha la “questione Apuane” per il Cai a livello nazionale è dimostrata dalle persone intervenute al convegno: due Vicepresidenti generali, Antonio Montani e Francesco Carrer (entrambi candidati alla Presidenza generale), il presidente della Commissione centrale tutela ambiente montano Raffaele Marini, il rappresentante del Cai nell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (AsviS) Eminio Quartiani e il presidente del Cai Bergamo Paolo Valoti (candidato alla Vicepresidenza generale).

Il giorno successivo, domenica 15 maggio, il Cai Toscana e le sue Sezioni hanno organizzato tredici escursioni su tutto il comprensorio delle Apuane.

«Abbiamo coinvolto in tutto diverse centinaia di persone, davvero una forte partecipazione», conclude Tellini. «Per noi la giornata ha rappresentato un gesto simbolico che vorremo ripetere».

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