il fuoco di Santa Caterina.

Il primo fuoco per scaldarsi e per procurare le braci per riempire gli scaldini e gli scaldaletto veniva acceso la sera di Santa Caterina, il 25 novembre, e si continuava fino all’ultimo giorno di febbraio.
Per scaldare il letto si metteva“ il prete con la suora”, così veniva scherzosamente chiamata una intelaiatura di legno (prete)che sosteneva le coperte e conteneva lo scaldino di terracotta ( suora) con le braci.
Nella tradizione contadina il focolare era il centro del microcosmo domestico e carico di significati simbolici e fiabeschi.
Il fuoco nel camino non lo si doveva mai spegnere volontariamente ma lo si lasciava estinguere da solo, sotto la cenere.
Se si lasciava la casa per traslocare in un altro podere, usanza voleva che non si spazzasse mai completamente il piano del focolare dalla cenere dell’ultimo fuoco, ma se ne ammonticchiava un po’ da un lato e la si lasciava lì. Al momento di partire si staccava la catena del camino e la si attaccava subito appena entrati, nel camino della nuova casa, dove per prima cosa si accendeva un nuovo fuoco.
Nelle vecchie case rurali i focolari erano enormi e caliginosi, con grandi cappe buie e misteriose nelle quali venivano risucchiate le scintille che i bambini guardavano affascinati. A questi ultimi, i grandi focolari mettevano un po’ timore: non per niente i camini sono tradizionalmente luoghi misteriosi dai quali passano Befane e Babbi Natale, a memoria delle favole e delle antiche storie di quando dai camini scendevano lupi, streghe e folletti dispettosi

 

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