Il fiume Serchio ispira “Auser Limbo”, un progetto curatoriale internazionale

nato dall’artista lucchese Alessandro Nucci e la francese Jennyfer Haddad

 

Il fiume Serchio è al centro di “Auser Limbo” un progetto curatoriale internazionale nato da un’idea degli artisti Alessandro Nucci (nato e residente a Lucca) e Jennyfer Haddad. Un progetto nomadico, senza una sede, il primo di questo tipo lanciato da un lucchese, nato dalla necessità di sperimentare nuove ipotesi di confronto con i vari contesti.

Il sitowww.essenzaclub.com ospita questa mostra particolare di opere “in divenire”, talvolta lasciate in sospeso o dimenticate, oppure opere minori, non propriamente non finite ma quasi in attesa o in bilico tra il fluire delle idee e la loro sedimentazione del tempo, con il suo trascinarsi di materiali e aggregazioni provvisorie.

 

“Dopo vari sopralluoghi ci siamo fatti trasportare dal fascino del fiume Serchio e anche dalla sua storia, così importante per Lucca e i lucchesi. Abbiamo considerato il fiume una sorta di zona franca, il perfetto contesto per realizzare qualcosa che fosse come ‘in between’, ‘in attesa di’, che fosse appunto una zona ‘tra’ in tutti i suoi aspetti – spiega Nucci -. Il fluire dell’acqua ha un forte dinamismo ma allo stesso tempo il fiume appare immobile, un limbo, così ce lo siamo immaginati: come luogo in attesa di trovare una sua dimensione specifica”, aggiunge l’artista lucchese.

 

Alex Bienstock, Marco Ceroni, Ala Dehghan, Laura Gozlan, Jennyfer Haddad, Alessandro Nucci e Deirdre Sargent sono gli artisti che hanno deciso di incontrarsi sulle rive del fiume – e nei flussi informatici – e che danno adesso vita più o meno virtualmente a un agglomerato progettuale.

 

 

 

 

 

 

 

 

“Non siamo legati necessariamente al white cube (modo di intendere la galleria, ndr) o allo spazio canonico ma possiamo realizzare progetti anche in contesti differenti – spiega ancora Nucci –. Realizzeremo probabilmente anche dei progetti collaborativi con altri spazi, sia italiani che internazionali, ma oltre ai normali canali sviluppiamo le nostre idee anche in contesti diversi e insoliti: l’indagine è totale e senza limiti: stabiliamo un’idea e la contestualizziamo, ma questo è in continuo mutamento e trasformazione.

Per questo anche il nome ‘concatenazione’, in francese ‘agencement’ nell’accezione deleuziana, qui può essere intesa come evocativa nel senso di tendere a sviluppare sempre nuovi processi e nuovi meccanismi espositivi”.

 

 

 

 

 

 

 

Info e contatti: info@essenzaclub.com www.essenzaclub.com

 

 

Tutte le foto sono di Elena Guidi (si prega di citare il credito fotografico)

Didascalie:

1.       Gli artisti Alessandro Nucci e Jennifer Haddad

2.       Alessandro Nucci, Untitled, 2019

Jeans, glass, wire mesh, modelling clay

 

3.       Marco CeroniSLAG, 2019
Grés

 

4.       Jennyfer HaddadBlanket with 4 rocks, 2019
Found rocks at the river, digital print on blanket


5.       Laura GozlanInner chains (mandragore), 2019

Polyester resin, dye, burnt ethernet cable, golden chain, clay

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