Il Festival accoglie 13 richiedenti asilo al concerto serale all’Oratorio di San Giuseppe


Colombini: “La vera integrazione passa per la condivisione e la conoscenza della nostra cultura”

Lucca, 25 gennaio 2019.  L’integrazione che passa per la conoscenza della grande cultura cittadina e mondiale: è l’esempio concreto che si è realizzato ieri (24 gennaio) quando il Puccini e la sua Lucca Festival ha aperto le porte del concerto serale – all’Oratorio di San Giuseppe – ad un gruppo di 13 richiedenti asilo, sistemati dalla Prefettura di Lucca in diverse abitazioni del territorio.
Seguiti dall’Associazione Centro di Psicodramma e Sociodramma Zerka T. Moreno di Lucca, presieduta dalla dottoressa Luisa Gianni, i migranti stanno prendendo parte ad un percorso di promozione sociale, nell’ottica di un miglioramento dell’accoglienza e della loro integrazione.

 

E quale miglior veicolo della grande opera del Maestro Giacomo Puccini, massima espressione musicale nella città e nel mondo? “Come Presidente del Festival – commenta Andrea Colombini – sono stato estremamente lieto di assecondare la richiesta dell’associazione. I richiedenti asilo, che hanno diritto a stare sul nostro territorio e ad essere assistiti, hanno così potuto usufruire di un grande momento legato alla cultura lucchese ed italiana.

 

 

Il concerto di musica pucciniana è stato estremamente apprezzato da parte loro: si è trattato di un vero piacere, anche perché ha dimostrato che i richiedenti asilo hanno voglia di integrarsi. E la vera integrazione avviene quando si apprende e si ama la cultura del luogo in cui ci si trova: così si diventa italiani a tutti gli effetti. Un grazie particolare va alla dottoressa Luisa Gianni, a Paola Nardi ed a Maria Teresa Quilici, che hanno accompagnato i migranti”. Grandi applausi e sorrisi entusiasti, dunque, al termine del concerto che ha visto protagonisti gli interpreti Silvana Froli e Tommaso Martinelli, accompagnati al pianoforte dal maestro Diego Fiorini. “Il Puccini e la sua Lucca Festival – conclude Colombini – è vicino a chi ha diritto a stare in Italia e vuole offrirgli il meglio della nostra cultura, per favorire la massima integrazione possibile”.

 

Da parte dell’associazione è arrivato un ringraziamento “anche a nome del gruppo di richiedenti asilo ad Andrea Colombini ed agli artisti per aver reso possibile la loro partecipazione al recital”.
I richiedenti asilo provengono da diversi paesi, quali  Benin, Nigeria, Gambia, Gana, Mali, Senegal e sono ospiti del C.A.S. della Cooperativa “Giovani e comunità” che insieme al Centro Zerka T. Moreno di Lucca sta realizzando il progetto “Contro corrente: gli Enea del 2000”, un progetto di promozione sociale che ha l’obiettivo di migliorare l’accoglienza per favorire l’integrazione attraverso la diffusione della conoscenza della nostra storia e della nostra cultura.

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