Il cordoglio del sindaco Alessandro Tambellini sulla scomparsa  di Nara Marchetti

Nara con i suoi racconti. Nara con la sua ironia. Nara con quella incredibile passione per le cose giuste, per la libertà, per la vita tutta intera, che le era stata in parte rubata negli anni della sua adolescenza, dal Fascismo prima, dalla guerra dopo.

È morta Nara e non mi sembra vero. Non mi sembra possibile, perché Nara c’è sempre stata. Con la sua testimonianza, integra, altissima, concreta, emozionante, libera. Lei bambina che sognava di diventare un giorno come Dolores Ibarruri, lei adolescente che entra in contatto con la rete dei partigiani locali, che porta informazioni, crea una formazione partigiana nelle colline del capannorese, fa da collegamento tra la Piana e Lucca, prende parte al Cln lucchese e contribuisce così alla Liberazione della città.

A piedi e in bicicletta, ogni giorno, senza conoscere sosta, senza conoscere paura, guidata da un bisogno di libertà e di uguaglianza, che ha poi attraversato tutta la vita di Nara.

E ancora Nara, giovane donna, impegnata nel PCI e nell’Unione delle donne italiane, protagonista di una battaglia feroce per riconoscere il diritto di voto alle donne. La parità di diritti è ciò che l’ha impegnata anche dopo, finita la guerra, finita la Resistenza, nell’Italia del Dopoguerra, nell’Italia della Costituzione e della Repubblica.

Nara è nel cuore di tutti noi. Ognuno di noi associa a lei un pensiero, un ricordo, una visita, una chiacchierata, una lettura, una fotografia. Se la ricordano i ragazzi più giovani, perché Nara era in piazza con loro il 25 aprile, da presidente ANPI incontrava le scuole, lasciava la sua testimonianza a chiunque volesse ascoltarla. Se la ricordano i cittadini più grandi, perché quante volte è capitato di scambiarci due parole, quante volte è successo di essere rapiti dai suoi interventi in una conferenza o durante un’iniziativa.

Trovarmi di fronte a Nara Marchetti è stato prima di tutto un grande privilegio. Una partigiana, una testimone di quegli anni, una donna impegnata per le donne e per i più fragili, per tutta la vita.

Una donna che ha fatto la storia, la nostra storia: la storia dell’Italia libera, antifascista, democratica e repubblicana.

Esprimo il mio cordoglio e quello di tutta l’amministrazione comunale alla famiglia di Nara Marchetti: ai familiari, alla figlia, ai nipoti e ai bisnipoti.

Ciao Nara. Ti vogliamo bene, un gran bene.

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