Il Comitato volontario contro la discarica di Cava Fornace – Assurdo spendere soldi pubblici per uno studio parziale sulle emissioni odorigene

 

 

Perplessi dalle dichiarazioni dei sindaci di Montignoso e Pietrasanta, ci sembra grottesco spendere soldi pubblici per realizzare uno studio parziale sulle emissioni odorigene e gassose presenti alla Renella e zone limitrofe, oltretutto non tenendo conto che ci sono state segnalazioni di cittadini, indagini effettuate e una conferenza stampa che porta alla luce che ci sono stati sversamenti illeciti dentro la fossa che raccoglie le acque della “Coimpre” finendo tutte dentro guarda caso il colatore destro del lago di porta. Forse se il lago sta male, supponendo che sia veramente cosi, è dovuto anche ad attività illecite che si sono protratte probabilmente per oltre un decennio, (ricordiamo le morie di pesci proprio nel colatore destro), un lento avvelenamento che ha portato i suoi amari frutti con odori insopportabili per la popolazione.

 

 

Il Comitato rimane esterrefatto dal fatto che si possa dichiarare o augurare la “seccatura” della zona umida del Lago di Porta, polmone di espansione del fiume Versilia e casa di migliaia di specie animali. Ma la cosa che fa veramente arrabbiare è che in quello studio qualcuno ha scelto a priori di escludere controlli sulla discarica di Montignoso, un impianto dentro un sito NON IDONEO che funziona attraverso una normativa vecchia e che non ha nessun controllo specifico sulle emissioni gassose e odorigene (quando le province confezionarono AIA fu dichiarato che quella tipologia di rifiuti non rilasciava emissioni gassose diffuse, ne odori e quindi la discarica deve solo controllare le emissioni di polveri e fibre di amianto 2 volte l’anno).

 

 

 

Oggi il quadro normativo è cambiato, la normativa sulle emissioni diffuse e odorigene è stata aggiornata di recente (nel 2018/19), sono state emesse nuove linee guida dal ministero dell’ambiente, ma pare che l’impianto di discarica di cava Fornace non abbia subito nessun adeguamento, quindi nello stato attuale in maniera “scientifica” non si può escludere che la discarica “possa o non possa” essere “causa o concausa” di quello che succede intorno a Lago di Porta.

 

 

 

Di contro esistono controlli effettuati dal ARPAT supportando che anche la discarica produce emissioni gassose “Analisi conoscitiva dei vapori che fuoriescono dal sistema di drenaggio del percolato. Le analisi condotte a scopo conoscitivo su tali sfiati hanno dato i risultati riportati nei rapporti di prova allegati. La presenza di tracce di composti organoalogenati necessita di ulteriori conferme e valutazioni” e guarda caso anche qui trovano organo alogenati in emissione gassosa e in una altra nota dicono “I vapori caldi tendono a sfuggire dalla superficie della discarica e, raggiungendo l’esterno a temperature diverse dall’aria ambiente condensano, determinando il fenomeno della nebbia”, quindi a quanto pare la discarica, come tutte le discariche genera emissioni gassose, che nessuno controlla.

 

 

Cosi, mentre ad alcune associazioni ambientaliste attraverso la stampa concordano, che la seccatura del lago, sia una grande “fesseria”, d’altro canto a nessuno gli sfiora idea che in “causa o concausa “dovremo valutare anche incidenza della discarica? A tal proposito ci chiediamo con quale criterio i sindaci di Montignoso e Pietrasanta, Lorenzetti e Giovannetti, hanno escluso dai controlli la discarica? Magari sarebbe opportuno rispettando l’impegni presi verso i cittadini, che emettessero il famoso Parere “igienico-sanitario” e chiedessero come da loro stessi votato, con firme e impegno di giunta il riesame AIA aggiungendo anche la richiesta di aggiornare l’impianto con la normativa sulle emissioni diffuse e odorigene.
Perché non proviamo tutti insieme a porci qualche domanda ogni tanto e a darci una risposta sensata?

Share