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IL Castello di Mammoli.

La sua posizione imponente è la testimonianza di un tempo passato, magico, avventuroso.” Appartato sulle colline di Lucca, visibile dalla strada , maestoso e solenne domina l’incantevole vallata di Mammoli che lo abbraccia, stupenda cornice, elegante e armoniosa.

In epoca medioevale Mammoli fu terra di continue battaglie fra le città di Lucca e Pisa e, in quel periodo, nacquero villaggi, badie, castelli e roccaforti, alcune delle quali furono successivamente trasformate in dimore. La maggior parte del patrimonio architettonico delle colline lucchesi appartiene indubbiamente a quella epoca. I villaggi rurali sorgevano sui fianchi delle colline, composti da modeste case costruite intorno ad una chiesa: molti di questi borghi sono rimasti grossomodo uguali nel tempo.

A partire dal ‘700, con la rinascita agraria della Toscana, la mezzadria divenne il principale sistema agricolo di Mammoli: a quel periodo risalgono gran parte delle case coloniche e delle sistemazioni poderali ancora oggi esistenti. L’antico castello, eretto in epoca medievale su un sito etrusco e poi romano, demolito già nel 1300 era considerato imprendibile, infatti fino a tutt’oggi non risultava nessuna traccia di esso prima della completa ristrutturazione operata intorno agli anni 90′ da Giorgio Panelli sulle costruzioni sottostanti la chiesa di Mammoli dove hanno portato alla luce i resti del nucleo fortificato del castello di Mammoli.

Ebbe il massimo splendore nell’alto medioevo per potenza militare e soprattutto religiosa. Anticamente veniva chiamato dal popolo Castello di S.Ginese o di S.Genesio per la devozione a S.Ginese composto da un nucleo fortificato ed un monastero, ma il suo nome originale era Mammoli, fu dimora del console romano Mammoli. La presenza di tale castello fu ritrovato da Padre Poggi in tre pergamene del secolo undicesimo nelle quali non solo viene chiamato castellum o castrum ma vi si dice in più che c’era un tal castello circondato di mura e fosse.16797759_1329306073779331_1408513568899170918_o

Nella 1°pergamena viene del 1072 come la 2° pergamena del 1075 e nella 3° pergamena del 1078 si parla di una donazione di parte del Castello di Mammoli alla Curia da parte di Lamberto arciprete avuta in lascito come eredità dalla sua famiglia e si tratta in questo caso del monastero di Mammoli che fu scisso dal nucleo fortificato sottostante. Infatti tutt’oggi sopra il Castello di Mammoli (il nucleo fortificato) si trova la Chiesa di Mammoli (il monastero) sempre di proprietà della Curia e dedicato come a quel tempo a S.Ginese.

La fortezza nacque come eremo imprendibile, in grado di reggere un assedio e ospitare al suo interno fino a 50 persone, grazie a strutture quali la chiesa, le stalle, poste subito oltre il corpo di guardia, e il pozzo – una cisterna idrica in grado di recuperare da tutta la fortezza buona parte delle acque piovane, oggi divenuta una piscina. Innumerevoli sono i miglioramenti che hanno, di volta in volta, modificato l’aspetto della fortezza, per seguire i progetti della Famiglia Panelli, sempre più impegnata nel proprio ruolo di recupero architettonico di tali manufatti. Nel 2011 vengono terminati completamente tutti i lavori di restauro connesse ai camminamenti che collegano con le altre strutture ricettive appartenenti alla stessa proprietà.

fonte siro ceccarelli

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