Il Carnevale è un bene culturalerenzi-carnevale

Il Carnevale italiano è un bene culturale: a dirlo non è la tradizione, ma direttamente lo Stato italiano, che ha conferito un’aura di ufficialità a un appuntamento ormai fisso per la maggior parte degli italiani. Per tutti i Carnevali sparsi su e giù per lo Stivale, quello che è stato raggiunto è un traguardo a dir poco storico: il riconoscimento di questa festa come bene culturale, infatti, è sia di natura formale che di natura sostanziale, dal momento che offre l’opportunità di ottenere dei finanziamenti pubblici. D’ora in poi, infatti, sarà possibile chiedere allo Stato del denaro per promuovere e per valorizzare le manifestazioni carnevalesche.

Un lungo percorso

Il percorso che si è dovuto affrontare per giungere a questo traguardo, in verità, non è stato semplice ma lineare: gli amanti del Carnevale, pertanto, devono rendere grazie ai parlamentari Manuela Granaiola e Andrea Marcucci, che con altri colleghi si sono impegnati per garantire la certificazione al Carnevale. Maria Lina Marcucci, presidente della Fondazione Carnevale di Viareggio (uno dei più famosi di tutta Italia), ha manifestato la propria soddisfazione per il conseguimento di questo obiettivo, sottolineando che esso ha rappresentato il frutto della collaborazione e della cooperazione di tutti i Carnevali del nostro Paese. Marcucci, che è anche presidente dell’Associazione Carnevalia, ha messo in evidenza il contributo di tutti, che è servito a consolidare il valore di un marchio – quello del Carnevale, appunto – che è espressione del nostro patrimonio culturale.

I soldi per il Carnevale

La Commissione Bilancio in Senato, inoltre, ha dato il via libera al finanziamento dei Carnevali, raddoppiando la somma che era stata stanziata l’anno scorso: per il triennio dal 2018 al 2020 sono stati messi a disposizione 2 milioni di euro, come comunicato da Marcucci, senatore del Partito Democratico originario di Lucca e, soprattutto, primo firmatario dell’emendamento alla manovra che ha riconosciuto l’istituzionalità del Carnevale. Lo stesso Marcucci ha dichiarato che il Carnevale è un patrimonio culturale italiano, anche perché contribuisce in misura significativa all’afflusso di turisti nel nostro Paese.

Come vengono impiegati i soldi?

Per avere un’idea di come vengono utilizzati i soldi stanziati, è sufficiente sapere che con un fondo di 1 milione di euro lo scorso anno è stato possibile sostenere più di 70 manifestazioni in tutto il Paese. Il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro ha sottolineato che il denaro che giungerà da Roma potrà essere adoperato per l’Academy dei mestieri del Carnevale, per il miglioramento degli archivi o per interventi sugli spazi museali, ma anche – più in generale – per incrementare l’innovazione, attivare campagne di marketing e visibilità, migliorare  la sicurezza. Nel frattempo diventa sempre più forte l’ipotesi di lavorare alla nascita di una Fondazione unica con la Versiliana, in modo tale che sia possibile proporre un cartellone eterogeneo e di qualità internazionale.

Un esempio su tutti: il Carnevale di Viareggio

Dal Carnevale di Cento a quello di Ivrea, passando per l’appuntamento di Venezia, sono davvero numerose le manifestazioni che vanno in scena in tutta Italia, anche se forse è proprio il Carnevale di Viareggio il più noto: una kermesse che prevede il coinvolgimento di tanti ragazzi e di un gran numero di imprese artigiane, ma anche e soprattutto di centinaia di volontari. Il Carnevale è un’eccellenza italiana.

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