Il campanile della chiesa parrocchiale di Terrinca era forse l’unico del comprensorio versiliese che, nel corso dei secoli, non aveva mai subìto alcun rimaneggiamento: un gioiello prezioso, un documento storico e culturale che doveva essere salvaguardato con la massima attenzione, da conservare con ogni cura a testimonianza del tempo, della storia, dell’atavico sapere. Si è deciso invece di attivare un intervento di “restauro” che, in ogni caso, non doveva alterare l’aspetto esteriore del campanile stesso, come si legge sul progetto autorizzato. Evidentemente qualcosa non ha funzionato dal momento che dopo i lavori, terminati oltre un anno fa, l’aspetto del manufatto risulta essere sostanzialmente cambiato. Nel marzo scorso la Soprintendente e il Funzionario della Soprintendenza competente per territorio effettuano un sopralluogo sul posto e rilevano una evidente difformità fra i lavori eseguiti e quanto autorizzato. Al termine del sopralluogo venivano impartiti precisi ordini verbali su come tentare di rimediare a quello che appare un danno di enorme entità, si sarebbero dovuti eseguire “quattro saggi finalizzati alla taratura di un necessario intervento di revisione per sottrazione delle malte applicate in eccesso”, operazione che probabilmente non è stata eseguita correttamente tanto che 4 mesi dopo, esattamente l’8 agosto, la Soprintendenza di Lucca scrive ai vari Enti interessati, ribadendo quanto rilevato durante il sopralluogo, si evidenzia come i lavori eseguiti non avrebbero dovuto “alterare l’aspetto esteriore del campanile stesso”. Si osserva in particolare “la difformità del criterio di rilistatura dei parametri murari, rispetto a quanto autorizzato in quanto la malta (…..) è stata applicata con ampie spatolate (…..)  così che la lettura dei caratteri tipologici e materici delle fronti (dunque il suo aspetto) è stata macroscopicamente alterata””. Sulla stessa missiva della Soprintendenza si legge che entro il primo giorno di ottobre 2019 “vengano sottoposti all’ufficio i quattro saggi concordati affidando i lavori ad una impresa specializzata in opere di restauro ed asportando la malta in eccesso, ripulendo accuratamente le superfici lapidee riportate a vista, così che risulti ripristinato l’aspetto del campanile così come caratterizzato prima dell’intervento di restauro”. Tutto questo accade nel quasi totale disinteresse, potremmo addirittura registrare come il sig. Sindaco Verona e l’allora Presidente del consiglio comunale, oggi assessore, Alessio Tovani, residente a Terrinca, abbiano preso parte ad una conferenza, a fine dell’anno scorso, dove hanno espresso le congratulazioni per i lavori così come realizzati. Uniche voci fuori dal coro tre cittadini: Baldino Stagi, che al tempo ricopriva il ruolo di consigliere comunale, Rossi Giuseppe e Paiotti Ernesto. Contro ogni indifferenza hanno cercato di esprimere il loro dissenso ed informare la popolazione di quanto stava accadendo utilizzando giornali e social media. Ma spesso cercare di fare il proprio dovere porta d incontrare guai piuttosto che ammirazione, accadde così che i tre intrepidi personaggi si videro recapitare un avviso di querela per diffamazione. Il PM ne chiese l’archiviazione subito convalidata dal GIP ed il caso parrebbe risolto se non fosse stato che il querelante, nonostante da parte della Soprintendenza ci fossero segnali che davano ampia ragione ai querelati, si oppose all’archiviazione così che i nostri tre amici si dovettero recare in Tribunale per presentare la propria difesa, operazione che ha riscosso uno scontato successo ottenendo l’archiviazione finale del procedimento. Si legge fra l’altro sulla ordinanza di archiviazione: “per quanto attiene all’interesse pubblico della conoscenza della notizia esso è da ritenersi sussistente in quanto i giudizi espressi dagli indagati concernono un monumento di rilevanza storica ed artistica, appartenente alla comunità terrinchese, le cui sorti rientrano nell’interesse degli abitanti”.  Per quanto riguarda le frasi ritenute offensive il Giudice scrive “in relazione al limite indicato, ossia la continenza delle espressioni utilizzate, esso postula una forma espressiva proporzionata e corretta, di modo che non si trascenda in affermazioni gratuitamente offensive e denigratorie”. Rimane aperto il vero problema, quello di un monumento seriamente deturpato che rimane in attesa di un’operazione di recupero per niente scontata, sicuramente complessa e costosa, forse irrealizzabile. Mi attenderei che i cittadini di Terrinca e le istituzioni tutte abbandonassero questo stato di indifferenza e tornassero a chiedere con forza la soluzione del “caso”.

Baldino Stagi

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