Il 4% della popolazione mondiale a rischio per le inondazioni costiere

 

di Claudio Vastano

 

Secondo una ricerca condotta dall’università di Melbourne, entro il 2050 le inondazioni costiere metteranno a rischio oltre 23 milioni di persone. L’effetto combinato delle maree, delle tempeste e dell’innalzamento del livello marino costringerà una vasta fascia della popolazione ad abbandonare le proprie case e a migrare verso l’entroterra.

Per sopravvivere al cambiamento ambientale sarà necessario realizzare nuovi e più efficienti sistemi d’allerta, costruire dighe e, se necessario, coordinare lo spostamento di intere comunità.

Lo studio rivela che se anche riuscissimo a soddisfare i tanto discussi tagli sulle emissioni di gas serra promessi entro la metà del secolo, questi effetti saranno di fatto inevitabili. Le zone maggiormente a rischio saranno la Cina sud-orientale, l’Australia settentrionale, il Bangladesh, la Carolina del nord, la Virginia, il Maryland, il Regno Unito, la Francia settentrionale e la Germania settentrionale. Sulle coste mediterranee questi fenomeni avranno un impatto minore; tuttavia, anche alcune aree zone del nostro Paese andranno incontro a danni significativi, come Venezia e la piana costiera versiliese.

“Anche se cercheremo di mitigare gli effetti delle inondazioni, dovremo comunque valutare soluzioni ingegneristiche e sistemi di difesa costiera basati sulla natura” ha dichiarato Ian Young dell’università di Melbourne.

 

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