IL 15 SETTEMBRE LA CORTE DI CASSAZIONE SI PRONUNCERA’ SUL CONTENZIOSO SORTO A STAZZEMA SUL RINNOVO ONEROSO DELLE CONCESSIONI CIMITERIALI PERPETUE.

 

Stazzema- La pronuncia dell’Alta Corte sul contenzioso legale sorto sul rinnovo oneroso delle concessioni cimiteriali perpetue avverrà nell’udienza del 15 settembre. La data della pronuncia definitiva era prevista per il 7 aprile scorso, ma a causa della pandemia da Covid 19 era stata rinviata. Il ricorso alla Corte di Cassazione è stato deciso dal Comune di Stazzema dopo le sentenze avverse, sia in primo grado sia in appello, subite da parte di quei pochi titolari di concessione cimiteriale perpetua che si sono rifiutati di pagare il rinnovo ma anche di estumulare le salme dei loro cari e di riconsegnare loculi,tombe e cappelle all’ente pubblico. Il comune di Stazzema ha impugnato presso la Cassazione solo due sentenze avverse: una inerente a una concessione ubicata nel camposanto di Ruosina (R.I),

 

l’altra è una concessione che riguarda il camposanto di Cardoso (B. A.). Tutte le altre sentenze sono state fatte passare in giudicato. Il comune di Stazzema ha pagato tutte le spese che ci sono state nei due ordini di giudizio: le proprie e quelle delle controparti.

 

A queste ultime è restata la titolarità della concessione cimiteriale perpetua, diversamente da chi ha pagato, che firmando ha trasformato la concessione perpetua in temporale, e da coloro che hanno estumulato le salme e rinunciato alla titolarità della concessione. Un duro contenzioso sorto nel marzo 2007 e che ha come oggetto un tema molto delicato, come quello della cura morti. In questi anni ci sono stati momenti altamente conflittuali tra amministrazione comunale e cittadini che si sono opposti al rinnovo oneroso, considerandolo un provvedimento illegittimo.

 

 

La vicenda ha avuto passaggi presso i giudici amministrativi del Tar della Toscana e del Consiglio di Stato. Quest’ultimo organo ha dichiarato la sua incompetenza di giudizio e ha rinviato il contenzioso al giudice ordinario, che nelle sentenze sia di primo grado che di secondo ha rigettato le ragioni apposte dal Comune di Stazzema e ha accolto invece quelle dei ricorrenti. Una situazione che ha visto trasformarsi l’ente pubblico da convenuto appellato a convenuto appellante, ossia nella parte costretta a ricorrere per non far passare in giudicato una sentenza in cui era risultato soccombente. Il 15 settembre l’Alta Corte si pronuncerà in maniera definitiva sulla vicenda che dura da oltre 13 anni.
Giuseppe Vezzoni, 28 luglio 2020

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