SCOPERTA A PISA UNA LAPIDE IN MEMORIA DI DON FIORE MENGUZZO E DELLA SUA FAMIGLIA

Una bella e toccante cerimonia c’è stata ieri a Pisa: quella dello scoprimento della lapide in via Beccaria,n. 3 presso la casa in cui abitarono don Fiore Menguzzo e i suoi famigliari. Unico neo, anzi un melanoma che pare essere ormai all’ultimo stadio: l’assenza del comune di Stazzema nonostante l’assicurazione data dal sindaco Verona che l’amministrazione sarebbe stata presente. Purtroppo, per l’ennesima volta, non è stato così. E non è stato così nonostante che martedì , a Mulina, il sindaco Verona avesse sottolineato nel suo intervento che alcuni comuni sottoscrittori del Patto d’ Amicizia avevano preso a disertare dall’impegno assunto l’11 agosto 2013 a Mulina di Stazzema. La medaglia d’oro del 12 agosto 1944, don Fiore Menguzzo, avrebbe meritato maggiore attenzione dal territorio che dal 1991 è stato costretto a riconoscere questo martirio resistenziale dopo 47 anni di dimenticanza, da una terra che il Parlamento italiano ha individuato degna di accogliere l’istituzione del Parco nazionale della Pace e pertanto chiamata a dare testimonianza concreta del valore dell’accoglienza e non della disgiunzione che troppo spesso dobbiamo annotare. Nonostante la penosa ombra causata dall’assenza del comune di Stazzema, il 76° anniversario del 12 agosto 1944 tuttavia riluce di questa iniziativa promossa dal comune di Pisa, dall’Arcivescovado e dall’associazione culturale Il Mosaico. La cerimonia di ieri pomeriggio indubitabilmente arricchisce la memoria del 12 agosto 1944 e soprattutto la conoscenza dell’opera e del sacrificio di tanti sacerdoti: un disporsi a favore del prossimo e a condividere fino in fondo l’atrocità della guerra e a divenire vittime fra le vittime, martiri fra i martiri. Un esempio di dedizione che dopo la guerra porterà l’Arcivescovo Vettori dire : ” Abbiamo fatto quanto dovevamo fare!”
A rappresentare il territorio di Stazzema, oltre al labaro Martiri di Mulina, anche don Simone Binelli, parroco dell’Unità Pastorale Alta Versilia Due, che nella sua opera ministeriale ha in cura la chiesa di San Rocco di Mulina di Stazzema e ovviamente la memoria di questo suo confratello martire, e la prof.ssa Anna Guidi. Graziella Garibaldi ha rappresentato l’Anpi del Trentino, Bianca Sirocchi (Domodossola) la famiglia della vittima Claudina Sirocchi, madre di Elena e sposa di Ameglio Menguzzo, fratello del prete. Infine Ameglio Menguzzo, nipote di Ameglio, la famiglia Menguzzo. Presenti anche i Comuni di Pescaglia e di Cascina, firmatari del patto d’amicizia stipulato l’11 agosto 2013 a Mulina di Stazzema tra i comuni di Stazzema, Domodossola, Castello Tesino, Pisa, Cascina e Pescaglia. Oratori alla cerimonia dello scoprimento della lapide sono stati Riccardo Buscemi, presidente dell’Associazione culturale Il Mosaico, il sindaco di Pisa Michele Conti e l’Arcivescovo di Pisa, Mons. Giovanni Paolo Benotto.
Giuseppe Vezzoni,addì 13.8.2020

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