i sogni e i progetti di una generazione nel romanzo “Avevamo il mondo in mano” di Mirko Ginocchi. Presentazione sabato 23 agosto in Biblioteca a Seravezza

I sogni, i progetti, le speranze di una generazione che cresce e si forma alla fine degli anni Settanta, nel pieno di una rivoluzione giovanile che aspira a un mondo libero ed egualitario. È il filo conduttore del romanzo “Avevamo il mondo in mano” che l’autore Mirko Ginocchi presenta sabato 23 agosto alle 19:00 presso la Biblioteca comunale “Sirio Giannini” di Seravezza. L’iniziativa è a cura dall’Assessorato alla Promozione e Valorizzazione del Territorio. L’incontro – a ingresso libero – sarà introdotto dal vicesindaco di Seravezza Valentina Salvatori. Dialogherà con l’autore la direttrice della Biblioteca comunale Michela Corsini.

“Avevamo il mondo in mano” (edizioni Albatros Il Filo) è un romanzo di formazione. Sullo sfondo dei movimenti giovanili che alla fine degli anni Settanta mettono in subbuglio l’Italia e il mondo “si intrecciano le vite di giovani squattrinati che, grazie al loro ingegno e al loro entusiasmo, proveranno ad appropriarsi di un futuro quanto mai incerto, con la spensieratezza e la leggerezza proprie della loro età. Un sogno che non potrà durare a lungo, perché la vita è alle porte e i ragazzi, ormai uomini, dovranno fare i conti con la realtà, una realtà che porterà con sé delle vittime ma non cancellerà i ricordi e i compagni d’avventure, impressi per sempre nella loro memoria”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mirko Ginocchi è originario della provincia di Padova. Negli anni Settanta è attivo nel movimento studentesco e lavora nelle prime radio libere della sua città. Negli anni successivi viaggia in tutto il mondo entrando in contatto con culture di molti paesi diversi. Inizia a praticare lo yoga e la meditazione, segue gli insegnamenti di Swami Joythimayananda, approfondisce lo studio dell’Ayurveda e si diploma in massaggio ayurvedico, grazie al quale lavorerà negli anni Ottanta a stretto contatto con i ballerini del Tanztheater Wuppertal, la compagnia diretta da Pina Bausch di cui fa parte anche la moglie, la seravezzina Enrica Salvatori. Dal 1982 si occupa di una società di traduzioni e continua a viaggiare per promuovere progetti internazionali nell’ambito dell’apprendimento delle lingue straniere. La scrittura è una passione che lo coglie all’improvviso: “un giorno si sente scattare qualcosa dentro e inizia a scrivere. Un flusso inarrestabile comincia a scorrergli tra i pensieri, riemergono ricordi sepolti dal tempo, riaffiorano episodi e racconti che accendono e nutrono la fantasia… e tutto diventa parola scritta”.

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