I riti di San Giovanni.

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A sei mesi dal Natale, abbiamo una ricorrenza imperniata sul solstizio d’estate: la festa di San Giovanni Battista.
Le varie credenze connesse a questa data sono il frutto di sovrapposte stratificazioni, che raccolgono frammenti di tradizioni diverse e addirittura arcaiche ,successivamente cristianizzate nel simbolismo del Precursore di Cristo: San Govanni il Battista.
I riti tradizionali cominciano la notte del 23 con la preparazione dell’acqua di San Giovanni, esponendo alla benedizione del Santo una bacinella colma d’acqua e di fiori che variano da zona a zona: di rigore la lavanda, la ruta, il rosmarino e l’iperico.La mattina del 24 ci si sciacquano viso e occhi per purificarsi e lavare via ogni negatività .
All’alba del 24,invece, si raccolgono le erbe della buona salute ancora bagnate dalla benefica rugiada, come la salvia e tutte le mente , l’alloro , l’artemisia, la spighetta, il rosmarino e se ne fanno mazzetti da seccare e conservare per tisane, impacchi, sacchetti odorosi per biancheria , per tenere lontani gli insetti e per mille usi diversi.
E’ anche il giorno nel quale si raccolgono le noci dal mallo verde per preparare il nocino, il famoso liquore digestivo casalingo diffuso in molte località italiane.
Esistono anche erbe “scaccia diavoli “ e “scaccia streghe”, che proprio nella notte di San Giovanni si diceva volassero nei cieli per raggiungere i loro convegni: erbe perciò da appendere a difesa di porte e finestre o da mettere addosso, dall’iperico al basilico, dalla ruta all’aglio,quest’ultimo potentissimo contro i malefici, portafortuna e simbolo di abbondanza.
Infatti, secondo un proverbio romagnolo ,”Chi ‘n compra i ai e dè ad San Zvan l’è puvrett tott l’an”.(Chi non compra l’aglio il giorno di San Giovanni è povero tutto l’anno).
Un altro detto popolare ricorda anche che “Per San Giovanni si svellano le cipolle e gli agli” e in Romagna in questo periodo in molti paesi si tenevano veri e propri mercati dell’aglio.
Ma l’erba per eccellenza di questa giornata è la lavanda, conosciuta anche come spighetta di San Giovanni, e a Roma un tempo era famoso il mercato della lavanda che si teneva la vigilia della festa davanti alla Basilica di San Giovanni in Laterano.
Nella campagna di una volta, per San Giovanni, si cominciava la mietitura, e si diceva che il grano si poteva tagliare anche se non era del tutto secco, perché era già maturo e questo è anche il periodo che cominciano a formarsi, nell’uva, gli zuccheri e i succhi che daranno poi il vino.

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