I riti dell’ Epifania: i Pasquaroli.

In molte zone, come in Romagna o nelle Marche, la notte della vigilia di Epifania, o la mattina stessa, c’era l’usanza della questua cantata, derivati da antichi rituali propiziatori : le famose “Pasquelle”, eseguite da gruppi di canterini e suonatori vestiti con le caratteristiche capparelle, che passavano di casa in casa a portare auguri e omaggi. Se venivano ospitati, intrattenevano i presenti dedicando ‘satire’ e cantilene: le ” Pasquelle”, che cambiano di zona in zona.

Bevuto un bicchiere di vino e ricevuti i doni si congedavano con un canto di ringraziamento.
Ecco alcune della “cante ” tradizionali
” Riveriamo lor signori
domandiamo la licenza
per suonare, per cantare,
per istare in allegria.
Viva Pasqua Epifania,”
Oppure…
“Da lontano abbiam saputo
che ammazzato il porco avete,
qualche cosa ci darete:
o salsiccia o mortadella.
Viva viva la Pasquella!”
Per finire poi:
Rivederci a quest’altr’anno
quest’altr’anno se siam vivi,
alla bella compagnia…
buona Pasqua Epifania!

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