Nell’epoca in cui in cui il la pandemia ha accentuato il nostro legame con il mondo del web e dei social, è quanto mai importante l’apporto della #PoliziaPostale per la tutela della sicurezza.
In particolare si segnalano le operazioni più di rilievo svolte dalla sezione di Lucca nel 2020, e che hanno visto protagonisti, da vittime o da carnefici, cittadini della provincia lucchese:
• 33 soggetti, di cui 20 minorenni e 13 maggiorenni sono stati denunciati, in concorso tra loro, per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico e files “gore”, immagini provenienti dal dark web raffiguranti suicidi, torture, mutilazioni, squartamenti e decapitazioni di persone e animali;
• due soggetti maggiorenni, uno residente a Siena e l’altro a Bologna sono stati denunciati per aver scambiato con una sedicenne lucchese, tramite Whatsapp e Telegram, materiale pornografico e pedopornografico (riferito alla sedicenne) autoprodotto.
• Sono state raccolte diverse segnalazioni e querele per bullismo e cyberbullismo per episodi avvenuti negli Istituti scolastici Machiavelli/Civitali e on-line nel corso della didattica a distanza, con risoluzione di talune situazioni in coordinamento con i Dirigenti scolastici e di altre, più gravi, mediante deferimento all’A.G. minorile delle condotte costituenti reato.
• Una giovane lucchese ha denunciato la divulgazione di un video autoprodotto per il suo compagno, destinato a rimanere nella sfera privata, ma che era stato oggetto di condivisione tramite applicazione whatsapp in seguito alla violazione del cloud del destinatario. Le indagini condotte hanno portato alla denuncia di 7 persone.
• Un cittadino lucchese ha sporto denuncia per frode informatica dopo che dalla sua carta di credito erano state distratte delle somme di denaro utilizzate per l’acquisto di biglietti ferroviari e di autobus a lunga percorrenza; gli accertamenti hanno condotto alla identificazione di un soggetto residente a Napoli che è stato denunciato all’A.G.
• In seguito alla denuncia per Sextortion sporta da un cittadino lucchese è stata avviata un’indagine nell’ambito della quale sono stati individuati 6 soggetti italiani che trasferivano il denaro provento di reato in Costa d’Avorio.

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