I palloncini sono la plastica marina più mortale per albatros, berte e petrelli

Gli uccelli marini che inghiottono frammenti di palloncini hanno 32 volte più probabilità di morire rispetto agli uccelli che mangiano solo plastica dura

[4 Marzo 2019]

Che fine fa un  palloncino quando sfugge dalla mano di in bambino? Secondo lo studio “A quantitative analysis linking seabird mortality and marine debris ingestion”, pubblicato su Scientific Reports da un team di ricercatori della CSIRO Oceans and Atmosphere e dell’università della Tasmania, ha buone probabilità di finire nello stomaco di un uccello marino  e/o di avere conseguenze devastanti per la vita marina.

Ricercatori australiani che studiano il contenuto intestinale di uccelli marini morti hanno scoperto che i palloncini scoppiati o sgonfi sono il tipo più letale di plastica che possano ingoiare uccelli possano ingoiare uccelli come albatros petrelli e berte che passano gran parte della loro vita in volo sul mare e che raggiungono la terraferma, spesso isole remote, solo per nidificare.

Le acque al largo dell’Australia sud-orientale e a sud-ovest della Nuova Zelanda, dove il Mare di Tasman incontra l’Oceano Meridionale, hanno la più grande varietà di uccelli marini al mondo e, proprio per questa ricca biodiversità, i ricercatori dicono che è qui che si possono far sentire le peggiori conseguenze dell’inquinamento marino da plastica.

Anche se la maggior parte dei palloncini trovati negli stomaci degli uccelli morti fossero degradati, la principale autrice dello studio Lauren Roman, della Commonwealth scientific and industrial research organisation (CSIRO) e dell’Università della Tasmania, ha detto all’ ABC News di ritenere che si tratti per lo più palloncini da party: «Abbiamo trovato un pallone che in realtà aveva su un marchio e lo abbiamo rintracciato come proveniente da un evento a Sunnybank [a Brisbane] Molto probabilmente era quello che un bambino aveva lasciato andare».

I ricercatori hanno analizzato più di 1.700 uccelli dell’ordine dei Procellariformi, e  hanno confrontato gli uccelli morti per aver mangiato plastica con quelli deceduti per altre cause come le catture accidentali della pesca, la mortalità dei pulli e le malattie. Com’era prevedibile, gli uccelli che non erano morti a causa dell’ingestione di plastica avevano significativamente meno plastica nello stomaco. Ma tra quelli che erano morti mangiando plastica, gli animali che inghiottivano frammenti di palloncini avevano 32 volte più probabilità di morire rispetto agli uccelli che avevano mangiato solo plastica dura, come mattoncini di Lego o bastoncini di lecca-lecca o cannucce.

In totale, 551 di uccelli morti avevano plastica nello stomaco e 13 sono morti scuramente per ingestione di plastica. Mentre altri 9 sono stati considerati morti molto probabilmente a causa dell’ingestione di plastica. Dei 32 uccelli trovati con frammenti di palloncini nello stomaco, la loro plastica morbida ne ha uccisi 5.

Secondo i ricercatori, «Il motivo per cui i palloncini e le altre plastiche morbide sono così letali, è che sono in grado di aderire e attorcigliarsi nelle cavità stomacali». La Roman spiega: «Un pezzo di plastica dura deve essere della forma e delle dimensioni sbagliate per bloccare una regione nell’intestino degli uccelli, mentre gli oggetti in gomma morbida possono “contorcersi” e rimanere bloccati»

Il team di scienziati australiani ha ipotizzato che gli uccelli marini potrebbero essere attratti dai frammenti di palloncino che galleggiano vicino alla superficie marina perché assomigliano ai calamari, una delle prede preferite e più comuni degli albatros e degli altri Procellariformi.

Mark Hamann della James Cook University, che non ha partecipato allo studio, ha fatto notare ad ABC News che «Le materie plastiche che galleggiano nell’oceano per lunghi periodi possono anche emettere segnali odoriferi per gli uccelli. Questo si adatta alla generale consapevolezza che gli uccelli utilizzano segnali visivi per trovare la preda, Ma i prodotti che galleggiano nell’acqua stanno facendo crescere dei biofilm che sono attraenti anche per i predatori. Sebbene ci siano leggi contro il rilascio di palloncini nell’ambiente, la sostituzione di polimeri plastici con alternative biodegradabili potrebbe anche essere un’opzione per prevenire la morte di uccelli marini. I palloncini sono fatti con un polimero che persisteà nell’ambiente per molto tempo. Sviluppare polimeri per sostituire quelle plastiche è ora una strada della ricerca sempre più interessante».

Nel 2017, mentre effettuava una crociera di ricerca a bordo della CSRIO RV Investigator, il team di ricercatori  Roman vide galleggiare in mare, 250 Km al largo del New South Wales, due grappoli di palloncini partiti da ancora più lontano: dalla Tasmania.

A bordo della nave della CSIRO c’era anche Eric Woehler di Birdlife Tasmania che ha raccontato: «Abbiamo visto due grappoli di palloncini da party- uno era un gruppo di circa 10 palloncini ancora legati insieme e un gruppo più piccolo di circa tre o quattro palloni legati insieme». Già allora Woehler mise in guardia: «I palloncini potrebbero avere un impatto devastante sull’ambiente. La preoccupazione per questi palloncini nell’ambiente oceanico è che quando alla fine si sgonfiano o quando vengono perforati per qualsiasi motivo, quei frammenti di palloncini saranno visti come potenziale cibo dagli albatros e dalle tartarughe. Esiste il rischio reale che questi palloncini che vengono rilasciati dalla terraferma che vanno alla deriva per centinaia di chilometri sopra l’oceano finiranno nello stomaco di uccelli marini o di tartarughe».

Solo pochi giorni prima gli scienziati del CSIRO avevano tracciato un legame tra la quantità di plastica consumata da una tartaruga marina e la sua probabilità di morte, scoprendo che metà di tutte le tartarughe marine hanno della plastica nell’intestino.

Neanche l’ornitologo Woehler chiede di proibire i palloncini nelle feste, ma dice che «Quando non si utilizzano più andrebbero smaltiti in modo appropriato»

Comunque, Jessica Beavan, la mamma di Hobart che aveva comprato i palloncini ritrovati in alto mare per il primo compleanno di suo figlio Oscar, ha detto all’ABC News che non lo farà più: «Ho sempre sentito parlare di quanta plastica che c’è nell’oceano, è piuttosto preoccupante. La maggior parte di noi ha lanciato un palloncino  gonfiato con l’elio, come facevo quando ero una bambina, senza pensarci su dove andasse a finire. Non ci ho pensato, ma ora mi chiedo dove sia finito».

http://www.greenreport.it/news/rifiuti-e-bonifiche/i-palloncini-sono-la-plastica-marina-piu-mortale-per-albatros-berte-e-petrelli/

 

 

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