” I nonni dovrebbero essere considerati patrimonio dell’umanità. 28167939_10155423583051814_7700948962530377011_n

 


Sono punti cardinali, presenze indispensabili per la crescita e lo sviluppo affettivo, emotivo e relazionale di ogni bambino.
Sono maestri, i nonni. Maestri di vita e maestri di storia.
Maestri di risparmio e di riciclo. Con loro non si butta mai niente, si riutilizzano oggetti e si dà una seconda vita alle cose.
Un nonno e una nonna racchiudono la storia di intere generazioni, di lotte, di conquiste, di tradizioni, di sapori e profumi passati.
Ti aiutano a crescere nel susseguirsi delle loro giornate scandite da ritmi più lenti, quelli che offrono più ossigeno per respirare e che aiutano a riprendere fiato.
Ho avuto tanti maestri nella mia vita, ma le cose più importanti le ho imparate proprio dalla mia nonna, un’umile donna, quasi analfabeta, che rattoppava i vestiti, filava la lana e faceva il sapone, il pane e la conserva in casa.
Di lei ho accatastato tanti ricordi che tutt’oggi accarezzano la memoria e l’anima.
Mia nonna, classe 1910, aveva conosciuto la miseria, forse è per questo che si accostava al cibo con grande rispetto. Forse era per questo che aveva fatto della solidarietà il suo pane quotidiano.
Da lei ho imparato il rispetto e il valore di ogni singola cosa. Ho imparato a non strafare e non sprecare. Ho imparato ad essere vigile verso me stessa e gli altri. Ma, soprattutto, ho imparato cosa vuol dire amore incondizionato, quello che ti porti dentro. Quello che resta quando tutto finisce.
Aveva il nome di un fiore. Si chiamava Rosa, Rosina per gli amici, ma quando penso a lei più che a una rosa penso ad un albero. Un albero con profonde radici nelle quali io continuo a nutrirmi e sostenere pensieri, sentimenti ed emozioni.
Si chiamava Rosa, mia nonna. Coltivava la terra e le sono grata per tutto quello che ha seminato.”

rosetta cavallo

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