Il 27 aprile, giorno di S. Zita, Michele Tambellini presenta il biscotto “Miracolo n. 6”

I Miracoli continuano…buoni come la tradizione,

unici come Lucca

Il prodotto, realizzato artigianalmente dal Club del Fornello delegazione di Lucca è a base di Biadina di Tista

Lucca – La tradizione, le ricette di un tempo, gli artigiani ‘top’ della cucina lucchese, i prodotti di eccellenza. Michele Tambellini, patron del Caffè S. Zita, è pronto a presentare l’ultima creazione pasticcera del suo locale in piazza S. Frediano a Lucca: il “Miracolo n. 6”, ossia il biscotto unico e originale che prosegue nel solco dell’avventura iniziata nel 2017.

Mercoledì 27 aprile, giorno di S. Zita, come da tradizione, al noto Caffè sarà presentata l’ultima prelibatezza che, in realtà, doveva essere sfornata nel 2020 ma la pandemia ci ha messo del suo anche in questo finendo per far slittare l’uscita del nuovo biscotto alla Biadina lucchese che ha il copyright di Tambellini nell’ideazione ed è realizzato artigianalmente dal Club del Fornello delegazione di Lucca.

Ne è nato un prodotto unico che ha il retrogusto degli aromi di erbe della Biadina di Tista unito al sapore mediterraneo dei pinoli; una spazzolata di zucchero a velo completa il biscotto che si abbina preferibilmente con il tè caldo, ma si gusta piacevolmente anche con altre bevande e può rappresentare anche un biscotto di fine pasto.

“Quando Michele – spiegano Le Fornelle – dopo la realizzazione dei primi tre Miracoli, ci ha chiesto di creare il nuovo biscotto del brand S. Zita utilizzando un prodotto che richiamasse Lucca, abbiamo subito accolto la sfida con entusiasmo: Sono servite varie prove e una scrematura tra 14 campioni per arrivare al prodotto che ora possiamo gustare”.

“L’emergenza sanitaria – dichiara Tambellini – ha stravolto le nostre vite per quasi due anni e in entrambe le ricorrenze del 27 aprile avevamo forti restrizioni al nostro lavoro. Il Miracolo n. 6, quindi, sottolinea il salto di questa complicata parentesi temporale e prosegue la creatività pasticcera del S. Zita con l’ideazione di un prodotto unico che, recuperando un’antica tradizione lucchese, coniuga l’aroma di un liquore storico, la Biadina, col sapore dei pinoli che di quell’essenza sono l’ingrediente magico capace di esaltarne la bontà. Anche per questo Miracolo abbiamo creato una scatola dedicata.

I Miracoli n. 4 e n. 5 – conclude Tambellini – usciranno in seguito e saranno anche queste delle belle sorprese, ovviamente legate alle tradizioni locali. Sforneremo altri biscotti e soprattutto uno, almeno sulla carta, promette sensazioni palatali uniche e un abbinamento apparentemente inconsueto ma sempre molto lucchese”.

LA BIADINA DI TISTA

La Biadina è un liquore leggermente amarognolo (27 gradi di alcool) ottenuto dalla macerazione di estratti della corteccia di Ginebona officinalis, china ed erbe aromatiche. Il nome deriva dalla drogheria di Giambattista Nardini, detto ‘Tista’, in piazza S. Michele; qui si serviva il liquore che suggellava il buon esito dei contratti di compravendita della biada per cavalli e mucche ai tempi della civiltà contadina.

Dopo Nardini anche il “garzone di bottega” Vincenzo Landucci ha tramandato la ricetta del liquore che offriva ai viandanti per il tradizionale mercato: “un po’ di biada per il cavallo, ed un po’ di biadina per il cavaliere”, queste le parole che riecheggiavano dalla drogheria.

Dopo alcuni anni di oblìo, il liquore lucchese è stato rilanciato dal nipote di Vincenzo, Marco Landucci, che ha registrato l’antica ricetta del nonno.

La Biadina viene servita nel bicchierino da amaro con alcuni pinoli che ne ingentiliscono il sapore. La tradizione vuole che i pinoli debbano essere 7 e provenire dai pini di San Rossore.

Nel terzo millennio la Biadina di Tista è prodotta artigianalmente – con tanto di ricetta originale e segreta – e commercializzata dai farmacisti Marco Palagi e Salvatore Ingrosso della Farmacia “Novelli” di Ponte S. Pietro a Lucca.

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