I fiori di campo: la cicoria selvatica.

 


Da un punto di vista simbolico la cicoria è consacrata addirittura al sole, perché il suo fiore si apre al suo sorgere e si chiude al tramonto e nel vocabolario ottocentesco dei sentimenti rappresentava la frugalità e la temperanza.


Si trova quasi ovunque, nei luoghi erbosi dal mare fino alla regione montana, cresce ai bordi delle strade e dei sentieri assolati.


Ha radice a fittone, fusto ramoso che può raggiungere il metro di altezza, e porta capolini di fiori sfrangiati di un bellissimo e inconfondibile azzurro da aprile fino all’autunno.
Se ne usano radici e foglie: dalle radici seccate, tostate e macinate un tempo si ricavava un surrogato del caffè, mentre le foglie sono commestibili solo quando la pianta è giovane e tenera, quando spuntano i tenui capolini celesti ormai le foglie sono dure e inutilizzabili.


Nelle campagne un tempo la cicoria era usata come medicamento per farne decotti contro le coliche intestinali, la stitichezza e per favorire la digestione.

 

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