Siamo arrivati a metà inverno,

le giornate di luce si stanno allungando, la campagna comincia lentamente a risvegliarsi.
Per gli amanti delle erbe spontanee, questo è il momento giusto per cominciare a raccogliere alcune erbe che il freddo ha fatto ammorbidire come: “ingrassaporci, sassaioli, raponsoli, cicerbite ecc”, altre erbe in terreni con esposizioni assolate, cominciano a crescere.
Pertanto cominciamo a pensare nuovi piatti di insalate, torte salate, frittate, e vari tipi di pesti per la pasta con le nostre erbe spontanee, anche per purificare il nostro organismo dalle mangiate abbondanti delle ultime festività. Nella tradizione culinaria autoctona l’uso delle erbe spontanee identifica in maniera precisa una determinata zona con tutte le caratteristiche antropologiche.
Gli “erbi boni” così chiamati in Garfagnana, sono le erbe selvatiche, quelle erbe che si possono trovare nei boschi, nei prati e sui monti della Garfagnana. Fino dall’antichità le erbe spontanee sono state un sostentamento fondamentale per l’alimentazione e l’evoluzione dell’uomo, sia dal punto di vista nutrizionale che curativo.
La raccolta delle piante spontanee per scopi alimentari deriva dal passato e prende il nome di “Phytoalimurgia”, che significa “alimenti vegetali spontanei raccolti dall’uomo in momenti di carestia”, dove si riusciva a sopperire alla mancanza di materie prime alimentari con gli “erbi boni. Nella nostra società contemporanea, la fitoalimurgia riveste ruoli ben diversi rispetto a quelli dei tempi passati, non essendo più necessaria questa alimentazione perché non esistono più carestie come in passato, quando l’agricoltura era solo agli arbori
 Oggi in base alle conoscenze di ogni singola erba, possiamo bilanciare , aumentare o diminuire le loro caratteristiche organolettiche.
In questi ultimi anni c’è un crescente ritorno alla raccolta e al consumo degli erbi selvatici spontanei e che, molte persone amano andare per boschi o passeggiare lungo i prati o in montagna, al contatto con la natura con emozioni di libertà e sensazioni di profumi, oltre che un salutare esercizio all’aria aperta, raccogliere gli “erbi”, e in cucina lavarli, asciugarli, sentire i loro profumi e provocano il piacere di poterli gustare come cibo. La ricetta più semplice per il momento: insalatina con sassaioli, cicerbite e raponsoli, conditi con un buon olio extravergine e aceto di mele.

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