I cambiamenti climatici “sballano” il comportamento delle api…anche in Toscana

 

di Claudio Vastano

 

Gli insetti impollinatori, di cui le api rappresentano la specie più conosciuta e importante, svolgono un ruolo fondamentale per l’intero ecosistema mondiale. A oggi, tuttavia, i fattori climatici -e gli effetti che essi stanno avendo sulle piante- rischiano di stravolgere i cicli vitali di queste creature. Un esempio è dato dal progressivo avanzamento della primavera, che ha “costretto” api e altri insetti ad anticipare il proprio periodo di attività di alcuni giorni. Uno studio condotto in Europa ha preso in considerazione 2027 specie di impollinatori diffusi anche in Italia, e ha confrontato fra loro dati risalenti al 1960 con altri raccolti ai giorni nostri. Gli impollinatori attuali si attivano fra i 5 e gli 8 giorni prima di quelli di 56 anni fa, e vivono di media un paio di giorni di meno.

 

 

 

 

 

 

 

L’entomologo François Duchenne, autore dello studio, scrive che “impollinatori di specie simili mostrano cambiamenti simili, mentre gli impollinatori fra loro meno correlati hanno risposte diverse. La variazione sembra essere anche legata alla zona, infatti le specie meridionali stanno aumentando il tempo di volo più di quelle settentrionali. Non è chiaro, quindi, se le risposte che abbiamo osservato siano adattative o meno, ovvero se il prolungamento del periodo di volo favorisca la loro sopravvivenza.”

Altrettanto fondamentale è il fatto che, assieme al cambiamento delle abitudini degli impollinatori, stiamo assistendo a un vertiginoso calo numerico di alcune specie, ad esempio quella delle api e di certi lepidotteri.  E la ricerca si conclude con un monito tutt’altro che ottimista…fino a questo momento gli animali si sono adattati ai cambiamenti climatici (o hanno tentato di farlo), ma non sappiamo fino a che punto questi meccanismi potranno continuare a tenere il passo con un riscaldamento globale sempre più pronunciato.

 

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